storia

II media - Unità 18 - XIX sec - Il Congresso di Vienna, la Restaurazione e i primi moti del Risorgim

Il Congresso di Vienna e la Restaurazione

Tra il 1814 i il 1815 si riunirono a Vienne le potenze che avevano sconfitto Napoleone e tutta una serie di Stati minori con il doppio scopo di restaurare l'Ancient Regime e di garantire all'Europa la pace.Il Congresso, dominato dalla figura del Metternich, primo ministro dell'Impero Austriaco, lavorò basandosi su due principi: l'equilibrio e il legittimismo.

In base al principio dell'equilibrio, per garantire la pace, nessuno stato avrebbe dovuto sopravvanzare gli altri in potenza; in base a questo furono riorganizzati i confini degli stati  senza tener conto delle aspirazioni dei popoli.

Il principio del legittimisvo consisteva nel rimettere sul trono le case regnanti spazzate via da Napoleone; fu così che in Francia tornarono i Borbone.

I legittimi sovrani inaugurarono una stagione di feroci repressioni contro tutti gli oppositori.

Moti carbonari

La repressione fu durissima ma non riuscì a far tacere le istanze di libertà radicate tra i popoli. Fu così che tutta una serie di giovani borghesi che aderivano al movimento romantico e al liberalismo si sollevò ripetutamente per abbattere l'assolutismo o ottenere l'indipendenza del proprio Paese.

Questi movimenti erano organizzati in sette segrete e tra le più importanti ci fu la Carboneria in Italia.

Con i primi moti, gruppi di rivoluzionari spagnoli, napoletani e siciliani ottennero la Costituzione da re di Spagna e dai Borbone di Napoli. Lo stesso accadde ai Piemontesi, che la ottennero dal principe Carlo Alberto di savoia.

Questi successi furono però subito vanificati dagli eserciti della Santa Alleanza, che intervennero in armi e abolirono tutte le concessioni ottenute.

Maggior successo ebbero le colonie spagnole e portoghesi in America, che ottennero l'indipendenza rispettivamente nel 1823 e nel 1825. Nel 1829 fu il turno della Grecia che dopo una guerra particolamente cruenta, ottenne lìindipendenza.

I moti degli anni Trenta e la Giovine Italia di Mazzini

Tra il 1830 e il 1831, nuovi moti carbonari investirono l'Europa e fallirono; vinsero soltanto i Francesi e gli Spagnoli, che ottennero monarchie costituzionali, mentre il Belgio riusciva a separarsi dall'Olanda.

Nel 1831, il fallimento dei Carbonari indusse Mazzini a fondare la Gioine Italia, basata su principi del tutto nuovi: l'Unità d'Italia, la Repubblica, l'indipendenza, la democrazia garantita dal suffragio universale. Con ciò sperava di sollevare il popolo delle città. Tuttavia anche le insurrezioni mazziniane fallirono.

Gioberti, Cattaneo, Cavour propongono nuovi modelli di Stato per l’Italia

I fallimenti mazziniani spinsero i patrioti italiani a riflettere e a proporre nuove soluzioni. Vincenzo Gioberti e Carlo Cattaneo proposero il “federalismo ossia una forma di stato opposta al centralismo che prevede che le singole regioni abbiano molta libertà nell'organizzazioen delle funzioni amministrative, mentre per le funzioni che richiedono una gestione unitaria sono responsabilità del Governo. L'idea di Gioberti, definita "neoguelfa", era quella di creare una confederazione di Stati italiani sotto la presidenza del papa; per il secondo il modello federale da seguire era quello svizzero o statunitense.

 

papa. mentre Camillo Cavour sostenne il progetto di uno stato unitario monarchico. Nel 1847, il papa Pio IX e il granduca di Toscana Leopoldo li concessero alcune caute riforme liberali, sull’esempio di quanto già stava facendo Carlo Alberto nel Regno di Sardegna. Contro queste riforme intervenne però il maresciallo Radetzky che occupò Ferrara, una città dello Stato della chiesa. Di fronte a questa provocazione i patrioti di tutta Italia chiesero a Carlo Alberto di occupare il Lombardo-Veneto per liberarlo dagli Austriaci.

 


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