Geografia

III media - Unità 4 - L‘ economia

L'economia può essere suddivisa in tre settori: primario, secondario e terziario.

Il primario comprende l'agricoltura, l'allevamento, la silvicoltura (lo sfruttamento delle foreste) e l'estrazione di materie prime.

L'agricoltura

La base dell'economia però può essere considerata l'agricoltura. Infatti fu proprio la sua invenzione (circa 10000 a.c.) che rese stanziali i gruppi umani e diede vita alle città e alla civiltà come siamo abituati a pensarla.

Inizialmente l'agricoltura aveva il solo scopo di garantire la sopravvivenza degli esseri umani ma oggi l'agricoltura serve anche per realizzare profitti. C'è però da dire che in molte parti della Terra, l'agricoltura è ancora un'attività legata prevalentemente alla sopravvivenza. Parliamo in questo caso di agricoltura di sussistenza, cioè di un'agricoltura povera, destinata solo alla sopravvivenza di chi la pratica che non fa ricorso nè a tecniche nè a macchine speciali. Come è facile immaginare si tratta di un'agricoltura diffusa soprattutto nei Paesi poveri di Asia e Africa.

L'agricoltura inoltre può essere:

  • intensiva, cioè organizzata in modo da sfruttare al massimo il terreno disponibile utilizzando fertilizzanti, pesticidi, sementi appositamente create e macchine;
  • estensiva, cioè basata sulla grande estensione dei terreni coltivati. Il profitto quindi si ottiene perché le superfici coltivate sono di grandissime dimensioni.

Un tipo particolare di agricoltura è la monocultura ossia la coltivazione di un solo prodotto agricolo su vastissime estensioni di terra.

L'estrazione delle risorse

Se l'agricoltura soddisfa la necessita di sopravvivenza dell'essere umano, l'estrazione di risorse dal sottosuolo fornisce all'umanità l'energia necessaria a costruire oggetti e strumenti.

L'uomo estrae pietre, minerali e idrocarburi. Alcuni di queste risorse sono molto diffuse nel mondo; altre invece sono molto più rare e sono state spesso la causa di devastanti conflitti. In particolare, negli ultimi 200 anni, gli esseri umani si contendono soprattutto gli idrocarburi perché questi sono quasi insostituibii per alimentare le macchine e per realizzare prodotti  fondamentali come la plastica.

 

 

Il secondario, il settore industriale e la delocalizzazione

Il secondario è quel settore dell'economia che trasforma le materie prime in oggetti. All'interno del settore secondario l'industria è la voce principale. Nessun Paese primeggia in tutti i settori industriali, cioè sa fare tutto e tutto al meglio, ma alcuni Paesi sono molto famosi perché primeggiano in un settore: per esempio la Germania e il Giappone sono famosi per le automobili l'Italia e la Francia per il settore alimentare e quello dei prodotti di lusso.

Il settore industriale è molto cambiato negli ultimi anni. Paesi che detenevano un primato in un particolare settore industriale si sono visti scavalcati e superati da alcuni Paesi dell'Asia. Questo è accaduto a causa della delocalizzazione. La delocalizzazione è lo spostamento produttivo delle industrie da una parte all'altra del mondo. In pratica le multinazionali hanno chiuso gli stabilimenti nei Paesi d'origine e li hanno aperti in Paesi come la Cina e l'India dove la manodopera costava di meno. Questo ha permesso alle multinazionali di generare enormi profitti (perché pagavano meno gli operai). Ma lo spostamento delle fabbriche in altri Paesi come la Cina e l'India ha fatto sì che questi Paesi, con il tempo, imparassero anche i processi produttivi e quindi pian piano hanno cominciato a produrre autonomamente e a fare concorrenza a quei Paesi e a quelle aziende di Europa e Nord America che in precedenza avevano il predominio su tutti i settori industriali.

 

Il terziario

Il terziario è quel settore dell'economia che comprende tutte le attività che erogano un servizio. Appartengono al terziario quindi il commercio, il turismo, la finaza, la scuola, la sanità etc. Il terziario quindi non produce nessun oggetto tangibile come il cibo o un'auto.

Eppure oggi il terziario  assorbe la maggior parte dei lavoratori di tutti i Paesi economicamente più avanzati.

 

Che cos'è la globalizzazione

La globalizzazione è quello scambio planetario di beni e servizi che supera ogni confine tra Paesi sia di tipo storico-culturale che fisico. Quello che differenzia la globalizzazione dagli scambi commerciali che anche in passato avvenivano tra popoli lontanti (si pensi ai Romani, i Greci e i Fenici che commerciavano in tutto il mediterraneo) è la dimensione del fenomeno che non riguarda più solo pochi mercanti e alcune merci ma riguarda praticamente tutti i Paesi ed ogni tipo di merce.

I soggetti più importanti in questo mercato globalizzato sono le multinazionali che grazie alle loro enormi capacità e alle loro ramificazioni (sono presenti in più continenti) riescono a spostare facilmente una merce da un Paese all'altro.

Ma perché il mondo è ormai così globalizzato? La ragione è semplice: da un lato, con l'aumentare della popolazione c'è sempre più necessità di cibo che quindi viene comprato anche da Paesi lontani dall'altro ci sono Paesi che producono "beni alla moda" che tutti vogliono e che quindi vengono comprati da tutti e arrivano in ogni angolo del globo. la globalizzazione quindi soddisfa le necessità e i desideri della gente.

C'è da dire però che la globalizzazione non ha solo ricadute positive sugli uomini. Infatti, per esempio, per produrre cibo da esportare, alcuni Paesi coltivano pochissimi prodotti agricoli in modo da creare enormi produzioni esportabili. Questo però non solo diminuisce la biodiversità, ma espone il Paese produttore a numerosi pericoli come l'oscillazione eccessiva dei prezzi e la vulnerabilità tipica dell'economia agricola basata sulle monocolture.

 

Le sfide economiche del mondo

 

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Il primario (7 domande - l'agricoltura - risposta multipla)





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