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Italiano - Letteratura

Onde dorate

Commento

Contesto, argomento, messaggio

La poesia "Onde dorate" è contenuta nella raccolta "La Lira". L'intero componimento si basa su un intricato uso di metafore la principale delle quali è legata alla parola "onde" che sta per "capelli"; da questa si sviluppano numerose altre metafore nel corso del testo.

Nella prima quartina, l'avorio rappresenta il materiale del pettine e il colore della mano dell'amata.

Nella seconda quartina, si introduce il tema dei frutti e l'idea di "amore".

Solo nella prima terzina, il poeta inizia a parlare di se stesso, inserendo la sua figura in un contesto di agitazione che sfocia nell'ultima strofa caratterizzata dall'idea del naufragio. Naufragio che tuttavia, è ricco e fortunato perché avvenuto tra uno scoglio di diamante e un golfo d'oro.

 

Lingua, stile e forma metrica

Metro: sonetto di endecasillabi, con rime ABBA ABBA CDC DCD.

In "Onde dorate" di Marino, sono presenti diverse figure retoriche come endiadi (ad esempio, "biondo tesor") e ossimori (come "ricco naufragio"), ma anche latinismi come "fendea" che evidenziano la grande maestria e la cultura di Marino.

L'uso frequente del suono "oro" in parole come "amor," "error," "moro," e "tesor" mette in risalto il suono e nello stesso tempo contribuisce ad enfatizzare ulterioremente l'idea di preziosità e di bellezza di tutto il componimento e quindi della donna a cui è dedicato.

Parafrasi e note utili per il commento

TESTO PARAFRASI
  1. Onde dorate, e l’onde eran capelli,
  2. navicella d’avorio un dì fendea;
  3. una man pur d’avorio la reggea
  4. per questi errori preziosi e quelli;

  5. e, mentre i flutti tremolanti e belli
  6. con drittissimo solco dividea,
  7. l’òr delle rotte fila Amor cogliea,
  8. per formarne catene a’ suoi rubelli.

  9. Per l’aureo mar, che rincrespando apria
  10. il procelloso suo biondo tesoro,
  11. agitato il mio core a morte gìa.

  12. Ricco naufragio, in cui sommerso io moro,
  13. poich’almen fur, ne la tempesta mia,
  14. di diamante lo scoglio e ‘l golfo d’oro!

Un giorno una piccola nave d'avorio
solcava onde dorate, e le onde erano capelli;
una mano anch'essa bianca come l'avorio, la guidava
qua e là tra questi movimenti preziosi;

e mente (la mano) divideva le onde tremolanti
e belle con un solco dritto dritto
Amore raccoglieva l'oro dei capelli spezzzati,
per formare catene per chi gli si ribella.

Attraverso il mare dorato, che  increspandosi apriva
il suo biondo tesoro tempestoso,
il mio cuore agitato andava verso la morte.

Quello in cui io muoio annegato è un ricco naufragio (ricco naufragio - ossimoro)
poiché almeno nella mia tempesta
lo scoglio era fatto di diamante e il golfo d'oro.


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