Italiano - Letteratura

L‘ Orlando furioso, canto I

Commento

Contesto, argomento, messaggio

L'Orlando Furioso è il poema più noto di Ludovico Ariosto. Si tratta di un poema cavalleresco di 46 canti in ottave che riprende la tradizione eroica del ciclo carolingio e amorosa del ciclo bretone.

Nelle quattro strofe qui presentate sono già esplicitati tutti e tre i temi dell'opera ossia la guerra tra i Saraceni e i Cristiani, la vicenda del paladino Orlando impazzito per l'amore nei confronti di Angelica e il tema encomiastico dei progenitori della famiglia d'Este. Inoltre è presente anche una componente tipica dei poemi epici ossia l'invocazione e la dedica alla Musa  che in questo caso è la donna amata dal poeta.

L'incipit dell'opera, che sfrutta la figura retorica del chiasmo, è uno dei passi più noti della nostra letteratura.

«Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori, / le cortesie, l'audaci imprese io canto».

 

Lingua, stile e forma metrica

Ottave di versi endecasillabi a rima ABABABCC

P

 

Parafrasi e note utili per il commento

 


 

TESTO PARAFRASI
  1.   Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori,
    le cortesie, l’audaci imprese io canto,
    che furo al tempo che passaro i Mori
    d’Africa il mare, e in Francia nocquer tanto,
    seguendo l’ire e i giovenil furori
    d’Agramante lor re, che si diè vanto
    di vendicar la morte di Troiano
    sopra re Carlo imperator romano.

    2
         Dirò d’Orlando in un medesmo tratto
    cosa non detta in prosa mai né in rima:
    che per amor venne in furore e matto,
    d’uom che sí saggio era stimato prima;
    se da colei che tal quasi m’ha fatto,
    che ’l poco ingegno ad or ad or mi lima,
    me ne sará però tanto concesso,
    che mi basti a finir quanto ho promesso.

    3
         Piacciavi, generosa Erculea prole,
    ornamento e splendor del secol nostro,
    Ippolito, aggradir questo che vuole
    e darvi sol può l’umil servo vostro.
    Quel ch’io vi debbo, posso di parole
    pagare in parte e d’opera d’inchiostro;
    né che poco io vi dia da imputar sono,
    che quanto io posso dar, tutto vi dono.


    4
         Voi sentirete fra i piú degni eroi,
    che nominar con laude m’apparecchio,
    ricordar quel Ruggier, che fu di voi
    e de’ vostri avi illustri il ceppo vecchio.
    L’alto valore e’ chiari gesti suoi
    vi farò udir, se voi mi date orecchio,
    e vostri alti pensier cedino un poco,
    sí che tra lor miei versi abbiano loco.

Delle donne, dei cavalieri, delle battaglie, degli amori,
degli atti di cortesia, delle audaci imprese io canto,
che ci furono nel tempo in cui gli Arabi
attraversarono il mare d’Africa, e arrecarono tanto danno in Francia, seguendo le ire e i furori giovanili
del loro re Agramante, il quale si vantò
di poter vendicare la morte di Traiano
contro il re Carlo, imperatore romano.

Nello stesso tempo, racconterò di Orlando
cose che non sono state mai dette né in prosa né in rima:
che per amore, divenne completamente folle,
lui che prima era considerato uomo così saggio;
dirò queste cose se da parte di colei che mi ha quasi reso tale
e che a poco a poco consuma il mio piccolo ingegno,
me ne sarà concesso a sufficienza (di ingegno)
che mi basti a finire l’opera che ho promesso.

Vi piaccia, generosa e nobile prole del [duca] Ercole I,
che siete ornamento e splendore del nostro tempo,
Ippolito, di gradire questo poema che vuole
e darvi solo può il vostro umile servitore.
Il mio debito nei vostri confronti, lo posso solo
pagare in parte con le mie parole ed opere scritte;
non mi si potrà accusare di darvi poco,
perché io vi dono tutto quanto posso donarvi, non ho altro.

Voi mi sentirete ricordare fra i più valorosi eroi,
che mi appresto a citare lodandoli,
di quel Ruggiero che fu il vostro
e dei vostri nobili avi il capostipite.
Il suo grande valore e le sue imprese
vi farò udire se mi presterete ascolto;
e ile vostre profonde preoccupazioni cedano un poco,
in modo che tra loro i miei versi possano trovare spazio.

Orlando furioso canto 1