Figure retoriche


Una figura retorica è un espediente linguistico che mira a ottenere uno specifico effetto. In sostanza, si tratta di un modo per deviare dalla normale comunicazione, sfruttando il potere delle parole.

Per esempio, l'espressione "Sei un fulmine" contiene una figura retorica (metafora) perché invece di dire "Sei velocissimo" si è sostituita la parola velocissimo con un'altra, fulmine, che normalmente indica un fenomeno atmosferico.

Sebbene le figure retoriche siano comunemente utilizzate nel contesto della letteratura, compaiono di frequente in contesti inaspettati. In realtà, sono parte intrinseca del linguaggio umano e sono state conosciute fin dall'antichità e infatti già ai tempi degli antichi Romani, gli studiosi di retorica si dedicarono a catalogarle.

Allitterazione

L’allitterazione consiste nella ripetizione di un suono (o di una serie di suoni simili) all’inizio di due o più parole. L'alliterazione non interessa soltanto la poesia, ma anche alla lingua comune. L'allitterazione ha dato origine a vari modi di dire di uso corrente ("bello e buono", "tosto o tardi", "senza capo né coda").


Esempi di allitterazione:

«E caddi come corpo morto cadde» (Dante)
«Di me medesimo meco mi vergogno» (Petrarca)
«Quello spirito guerriero ch'entro mi rugge» (Foscolo)

Anafora

L’anafora consiste nella ripetizione all'inizio di frasi nello stesso verso o di versi successivi, per sottolineare un'immagine o un concetto: si tratta del modulo tipico della ripetizione. La figura è indicata anche come epanàfora o iterazione. Analoga all'anafora è l'epifora, che però colloca gli elementi ripetuti alla fine.


Esempi di anafora:

«S’i’ fosse foco, arderei ‘l mondo; s’i’ fosse vento, lo tempesterei» (Angiolieri)
«Piove su le tamerici / salmastre ed arse, / piove su i mirti / divini» (D’Annunzio)

«Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l'etterno dolore
per me si va tra la perduta gente.» (Dante)

«Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.
Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.
Amor condusse noi ad una morte:
Caina attende chi vita ci spense.» (Dante)

Onomatopea

L’onomatopea è una figura retorica che consiste nell'utilizzare una parola o un'espressione che riproduce il suono di qualcosa o il verso di un animale.


Esempi di onomatopea:

«Zang Tumb Tumb» (Marinetti)
«Sentivo un fru fru tra le fratte» (Pascoli))





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