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Esercizi guidati — Come si scrive una relazione - Con esercizio svolto
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La relazione è un testo in cui si racconta in modo ordinato e oggettivo un'esperienza vissuta, un'attività svolta o un evento a cui si è partecipato. A differenza del diario o del racconto personale, la relazione non esprime emozioni o opinioni: riferisce fatti, descrive procedure, riporta risultati.
1. Che cos'è la relazione
La relazione è un testo pragmatico di tipo espositivo: il suo scopo è informare il lettore su qualcosa che è accaduto o è stato fatto. Chi legge una relazione deve poter capire cosa è stato fatto, come, quando e con quali risultati, senza aver partecipato all'esperienza.
A scuola si scrive una relazione per riferire di:
- un'uscita didattica o una visita guidata
- un esperimento scientifico svolto in laboratorio
- un progetto o un'attività realizzata in classe
- la lettura di un libro o la visione di un film
- un evento scolastico o extrascolastico
2. La struttura della relazione
Una buona relazione è sempre divisa in parti chiare. La struttura può variare leggermente a seconda del tipo di esperienza, ma le parti fondamentali sono sempre le stesse:
| Parte | Contenuto | Domande guida |
| Intestazione | Dati essenziali sull'attività e sull'autore | Chi ha scritto? Per quale materia? In che data? |
| Introduzione | Presentazione dell'esperienza: di che si tratta, quando e dove è avvenuta, qual era lo scopo | Cosa era? Quando? Dove? Perché? |
| Svolgimento | Descrizione ordinata di quello che è successo o è stato fatto, fase per fase | Come si è svolto? In quale ordine? Cosa è stato fatto? |
| Risultati / Osservazioni | Cosa si è ottenuto, imparato o osservato al termine dell'esperienza | Cosa si è scoperto? Cosa è emerso? Cosa ha funzionato? |
| Conclusione | Breve valutazione oggettiva dell'esperienza e del suo valore formativo | Cosa si può concludere? Qual è stato il risultato complessivo? |
3. Il linguaggio della relazione
Il linguaggio della relazione ha caratteristiche precise che lo distinguono nettamente da quello del tema o del racconto personale:
| Caratteristica | Come si applica | Esempio |
| Tono oggettivo | Si evita la prima persona singolare; si usa la prima persona plurale o forme impersonali | «Abbiamo osservato...» / «Si è proceduto a...» anziché «Ho visto...» |
| Verbi all'indicativo | Si usa soprattutto il passato prossimo o il passato remoto; per i risultati il presente | «La visita si è svolta...» / «I dati mostrano che...» |
| Lessico specifico | Si usano i termini tecnici della disciplina a cui si riferisce l'esperienza | Per un esperimento: «campione», «reagente», «precipitato» |
| Connettivi temporali e logici | Si usa connettivi che indicano l'ordine delle fasi | «In primo luogo», «successivamente», «infine», «a questo punto» |
| No opinioni personali | Si evitano giudizi di valore e riferimenti alle proprie emozioni | ? «L'esperimento era noioso» — ? «L'esperimento ha permesso di osservare...» |
4. Le cinque fasi della scrittura
4.1. Fase 1 — Raccogli le informazioni
Prima di scrivere, annota tutto quello che ricordi sull'esperienza: date, luoghi, sequenza delle attività, dati e risultati. Se hai preso appunti durante l'esperienza, usali ora. Se si tratta di un esperimento, rileggi i tuoi dati e le misurazioni.
4.2. Fase 2 — Costruisci la scaletta
Organizza le informazioni seguendo la struttura: intestazione → introduzione → svolgimento (in ordine cronologico) → risultati → conclusione. Lo svolgimento è la parte più lunga e deve seguire l'ordine reale in cui le cose sono accadute.
4.3. Fase 3 — Scrivi il testo
Scrivi con frasi brevi e chiare. Usa i connettivi temporali per rendere esplicita la sequenza delle fasi. Evita la prima persona singolare. Non aggiungere informazioni che non hai effettivamente osservato o vissuto.
4.4. Fase 4 — Controlla il linguaggio
Rileggi e verifica: hai usato la prima persona plurale o le forme impersonali? Hai evitato opinioni personali? Hai usato i termini tecnici corretti? Le informazioni sono nell'ordine giusto?
4.5. Fase 5 — Rileggi e correggi
Controlla ortografia, punteggiatura e coerenza. Verifica che tutte le parti fondamentali siano presenti e complete.
5. Due tipi di relazione a confronto
Le relazioni più comuni a scuola sono due: la relazione di un'uscita didattica e la relazione di laboratorio. Hanno la stessa struttura di base ma alcune differenze:
| Relazione di uscita didattica | Relazione di laboratorio | |
| Scopo | Riferire un'esperienza culturale o territoriale | Documentare un esperimento e i suoi risultati |
| Struttura tipica | Intro → cronaca della visita → osservazioni → conclusione | Intro → materiali e strumenti → procedura → risultati → conclusione |
| Svolgimento | Segue l'ordine cronologico della visita | Segue la sequenza delle fasi dell'esperimento |
| Sezione specifica | «Cosa abbiamo visto / appreso» | «Materiali e strumenti» + «Ipotesi iniziale» |
| Tono | Descrittivo-espositivo, neutro | Tecnico-scientifico, molto preciso |
6. Un esempio completo
| Parte | Testo |
| INTESTAZIONE | Materia: Storia dell'arte — Classe: 3ª B — Data: 15 marzo 2024 — Autore: [nome cognome] |
| INTRODUZIONE | Il 15 marzo 2024 la classe 3ª B ha effettuato una visita guidata alla Pinacoteca di Brera a Milano, nell'ambito del programma di Storia dell'arte del secondo quadrimestre. L'obiettivo della visita era approfondire lo studio della pittura italiana tra Rinascimento e Barocco attraverso l'osservazione diretta delle opere originali. |
| SVOLGIMENTO | La visita si è svolta in due fasi. Nella prima, della durata di circa un'ora, la guida ha illustrato le sale dedicate al Rinascimento lombardo e veneto, soffermandosi in particolare sulle opere di Andrea Mantegna e Giovanni Bellini. Abbiamo osservato da vicino il Cristo morto di Mantegna, analizzando la tecnica dello scorcio prospettico. Nella seconda fase abbiamo visitato le sale del Seicento, con le opere di Caravaggio e dei Carracci. La guida ha evidenziato le differenze stilistiche tra il naturalismo caravaggesco e il classicismo bolognese. |
| RISULTATI / OSSERVAZIONI | La visita ha permesso di consolidare le conoscenze già acquisite in classe e di osservare direttamente tecniche pittoriche studiate sui libri. In particolare, l'analisi del Cristo morto ha reso evidente come lo scorcio prospettico crei un effetto di immediata drammaticità impossibile da cogliere appieno attraverso le riproduzioni fotografiche. |
| CONCLUSIONE | La visita alla Pinacoteca di Brera si è rivelata un'efficace integrazione al programma scolastico. Il confronto diretto con le opere originali ha offerto una comprensione più profonda dei concetti affrontati in classe, confermando l'importanza dell'esperienza museale come strumento didattico. |
7. Errori comuni da evitare
| Errore ? | Perché è un problema | Come rimediare ? |
| Usare la prima persona singolare («ho visto», «mi è piaciuto») | La relazione è un documento oggettivo, non un racconto personale | Usa «abbiamo» o forme impersonali («si è osservato») |
| Raccontare senza ordine | Il lettore non riesce a seguire la sequenza delle attività | Segui l'ordine cronologico; usa connettivi temporali |
| Mescolare fatti e opinioni | La relazione perde il suo carattere oggettivo e documentativo | Separa nettamente ciò che è accaduto da eventuali considerazioni finali |
| Omettere dati importanti (date, luoghi, partecipanti) | La relazione risulta incompleta e non documentata | Compila sempre l'intestazione con tutti i dati essenziali |
| Conclusione che introduce informazioni nuove | La conclusione deve sintetizzare, non aggiungere | Concludi riassumendo ciò che è stato detto, non aggiungendo nuovi contenuti |