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Approfondimento - Le figure retoriche

Approfondimento - Le figure retoriche
Autore: Sistema
Data: 21/02/2026
Tipo: Materiale didattico
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Tabella riassuntiva - Le figure retoriche (di II media) in un foglio A4

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LE FIGURE RETORICHE

Quando leggiamo una poesia dobbiamo prestare molta attenzione non solo al suo significato, ma anche al modo con cui questo significato viene espresso. Per ottenere gli effetti desiderati i poeti plasmano la lingua a proprio piacimento: scelgono parole particolari, modificano la sintassi, giocano con i suoni e il ritmo. Le figure retoriche sono le tecniche che i poeti usano per plasmare il linguaggio e renderlo più espressivo, musicale e suggestivo.

Le figure retoriche si dividono in quattro grandi gruppi: figure di suono, figure dell'ordine, figure di significato e figure di pensiero.

 

LEGENDA>>   # Da conoscere in seconda media   # Da conoscere in terza media   # Approfondimento — livello liceo

 

1. Figure di suono

Le figure di suono sfruttano le qualità sonore delle parole — i suoni, il ritmo, le ripetizioni — per creare effetti musicali ed emotivi.

 

Allitterazione #
Ripetizione dello stesso suono o gruppo di suoni all'inizio o all'interno di parole vicine. Crea musicalità e rafforza il ritmo del verso.
Esempio: «Fresche le mie parole ne la sera» (Ungaretti) — ripetizione della "r".
Nei testi: «tanto gentile e tanto onesta» (Dante, Tanto gentile) — ripetizione di t e n; «selva selvaggia» (Dante, Inferno I) — ripetizione di s e l.

Onomatopea #
Parola o sequenza di parole che riproduce un suono o un rumore naturale. L'effetto è quello di far "sentire" ciò che si descrive.
Esempio: «tintinnio», «fruscio», «gorgoglio»; oppure «Fru fru fru» per evocare il vento tra le foglie.
Nei testi: «selva selvaggia et aspra e forte» (Dante, Inferno I) — il suono duro e stridente delle consonanti imita l'impenetrabilità del bosco.

Assonanza e consonanza #
L'assonanza è la ripetizione delle stesse vocali in parole vicine; la consonanza è la ripetizione delle stesse consonanti. Entrambe creano effetti sonori e legano i versi tra loro.
Esempio di assonanza: «mare / cantare» (stessa vocale "a"); esempio di consonanza: «forte / vento» (stessa consonante "t").

 

2. Figure dell'ordine

Le figure dell'ordine agiscono sulla struttura sintattica della frase: spostano le parole, le ripetono, le accumulano o le eliminano per creare effetti ritmici e di senso.

 

Anafora #
Ripetizione della stessa parola o gruppo di parole all'inizio di versi o frasi consecutive. Crea un ritmo incalzante e insistente.
Esempio: «Il vento è chiaro nel sole, / il vento è fresco sotto le case. / Il vento piega con le sue braccia…» (Verhaeren, Il vento chiaro)
Nei testi: «s'i' fosse» ripetuto 9 volte (Cecco Angiolieri, S'i' fosse foco); «Laudato si'» ripetuto ad ogni strofa (Francesco d'Assisi, Cantico delle Creature).

Inversione #
Modifica dell'ordine normale delle parole nella frase. I poeti invertono l'ordine soggetto-predicato-complementi per ragioni espressive o metriche.
Esempio: «Lenta e rosata sale su dal mare / la sera di Liguria» (Cardarelli) — invece di "la sera di Liguria sale lenta e rosata".
Nei testi: «la donna mia» → «d'umiltà vestuta» (Dante, Tanto gentile) — invece di "vestita d'umiltà"; «Cantami, o Diva, del Pelide Achille / l'ira funesta» (Omero trad. Monti, Iliade) — il complemento oggetto precede il verbo.

Enjambement #
Il significato di un verso non si conclude con la fine del verso stesso ma continua nel verso successivo, creando una "scavalcata" sintattica. Produce un effetto di sospensione e attesa.
Esempio: nel Proemio dell'Iliade (trad. Monti): «Cantami, o Diva, del Pelide Achille / l'ira funesta» — la frase non si chiude al primo verso ma prosegue.
Nei testi: «pone mente / in altro exemplo pinge» e «com'om che ten lo foco / a lo suo seno ascoso» (Giacomo da Lentini, Meravigliosamente).

Polisindeto #
Elencazione di termini o proposizioni uniti dalla ripetizione della stessa congiunzione (spesso "e" o "et"). Produce un effetto di lentezza, solennità e dilatazione.
Esempio: «Laudato si', mi' Signore, per frate Vento / et per aere et nubilo et sereno et onne tempo» (Francesco d'Assisi, Cantico delle Creature)
Nei testi: già presente nell'esempio — il polisindeto del Cantico è uno degli esempi più celebri della letteratura italiana.

Asindeto #
Elencazione di termini o proposizioni senza l'uso di congiunzioni, spesso separati da virgole. Può rendere il testo rapido e incalzante oppure, al contrario, lento e pacato.
Esempio: «Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori, / le cortesie, l'audaci imprese io canto» (Ariosto, Orlando Furioso)

Climax #
Gradazione crescente (o decrescente) di intensità: le parole o le immagini si dispongono in ordine dal meno al più intenso (climax ascendente) o dal più al meno intenso (climax discendente).
Esempio ascendente: «Veni, vidi, vici» (Cesare) — venni, vidi, vinsi: tre azioni di intensità crescente.
Nei testi: S'i' fosse foco (Cecco Angiolieri) — la poesia scende dall'universo (foco, vento, acqua, Dio) alle istituzioni (papa, imperatore) alla famiglia (padre, madre) fino al sé stesso: è un climax discendente che culmina nell'io del poeta.

 

3. Figure di significato

Le figure di significato agiscono sul senso delle parole: lo spostano, lo ampliano, lo rovesciano o lo sovrappongono ad altri significati.

 

Similitudine #
Paragone esplicito tra due elementi che condividono una caratteristica, introdotto da parole come come, simile a, quasi, sembra, ricorda.
Esempio: «Sei bella come il sole» — il sole e la persona condividono la bellezza/luminosità.
Nei testi: «com'om che pone mente / in altro exemplo pinge / la simile pintura» e «com'om che ten lo foco / a lo suo seno ascoso» (Giacomo da Lentini, Meravigliosamente); il naufrago che guarda il mare «con l'animo che ancor non s'assicura» (Dante, Inferno I, vv. 22-27).

Metafora #
Paragone implicito tra due elementi: come la similitudine, ma senza le parole di paragone (come, sembra, ecc.). La metafora identifica direttamente una cosa con un'altra.
Esempio: «la vita è un viaggio» — non dice "la vita è come un viaggio" ma lo afferma direttamente.
Nei testi: «m'arde una doglia» — il dolore è un fuoco (Giacomo da Lentini, Meravigliosamente); «Nel mezzo del cammin di nostra vita» — la vita è un cammino (Dante, Inferno I); «d'umiltà vestuta» — l'umiltà è un vestito (Dante, Tanto gentile).

Personificazione #
Attribuisce a cose, animali o concetti astratti caratteristiche, azioni o sentimenti tipicamente umani.
Esempio: «Il vento piega con le sue braccia» (Verhaeren) — il vento ha "braccia" come un essere umano; oppure nel Cantico delle Creature: «frate Vento», «sora Luna».
Nei testi: «frate Sole», «sora Luna e le stelle», «frate Vento», «sor'Acqua», «frate Focu», «sora nostra madre Terra» (Francesco d'Assisi, Cantico delle Creature) — tutti gli elementi della natura sono fratelli e sorelle dell'uomo.

Iperbole #
Esagerazione volutamente spinta oltre il limite del reale, per enfatizzare un concetto o un'emozione.
Esempio: «Ti ho aspettato un'eternità»; «piangere un fiume di lacrime»; «urlare così forte da spaccare i vetri».
Nei testi: «s'i' fosse foco, arderei 'l mondo» — brucerei il mondo intero (Cecco Angiolieri, S'i' fosse foco); tutta la poesia è costruita su iperboli: Cecco distruggerebbe l'universo, fuggirebbe dalla famiglia, tradirebbe Dio.

Ossimoro #
Accostamento di due parole di significato opposto nella stessa espressione. Crea un effetto di contraddizione che spesso rivela una verità più profonda.
Esempio: «ghiaccio ardente», «buio luminoso», «dolce amarezza»; nel linguaggio comune: «terribilmente felice», «semplicemente pazzesco».

Sinestesia #
Accostamento di parole riferite a sfere sensoriali diverse (vista, udito, tatto, gusto, olfatto). Il risultato è una fusione di sensi che crea immagini insolite e suggestive.
Esempio: «musica tenera» (udito + tatto); «fresco sussurro» (tatto + udito); «profumo di silenzio» (olfatto + udito).
Nei testi: «mille dolci nodi» (Petrarca, Erano i capei d'oro) — dolce è un aggettivo di gusto applicato a nodi che sono visivi e tattili; «dove 'l sol tace» (Dante, Inferno I) — il sole "tace", immagine visiva descritta con un verbo sonoro.

Allegoria #
Si racconta o descrive qualcosa, ma si allude a un concetto diverso e più profondo. L'allegoria è una metafora estesa a tutta un'opera o a un lungo brano.
Esempio: nella Divina Commedia, il «cammino» di Dante nel bosco oscuro è l'allegoria dello smarrimento morale dell'uomo; l'inverno in una poesia può essere allegoria della vecchiaia.
Nei testi: nella selva oscura (Dante, Inferno I) tutto è allegorico — la selva = il peccato e lo smarrimento morale; la diritta via = la virtù; il colle illuminato = la salvezza; le tre fiere = lussuria (lonza), superbia (leone), cupidigia (lupa).

Litote #
Esprime un concetto affermando il contrario del suo opposto, con effetto di attenuazione o ironia.
Esempio: «non è stupido» per dire "è intelligente"; «non era bruttissimo» per dire "era bello".

Eufemismo #
Sostituzione di un'espressione dura, sgradevole o tabù con una più morbida e accettabile.
Esempio: «è venuto a mancare» invece di "è morto"; «non vedente» invece di "cieco"; «persona in sovrappeso» invece di "grassa".

Sineddoche #
Sostituzione di una parola con un'altra di significato più ampio o più ristretto: la parte per il tutto o il tutto per la parte.
Esempio: «le vele» per indicare le navi (la parte — la vela — per il tutto — la nave); «l'Italia ha vinto» per indicare la nazionale italiana.

Metonimia #
Sostituzione di un termine con un altro con cui ha una relazione logica (causa/effetto, contenente/contenuto, autore/opera).
Esempio: «bere un bicchiere» (il contenente per il contenuto); «leggere Dante» (l'autore per l'opera); «sudare sangue» (l'effetto per la causa).

 

4. Figure di pensiero

Le figure di pensiero agiscono sull'organizzazione delle idee e sul rapporto tra il poeta e il lettore.

 

Domanda retorica #
Domanda che non richiede una risposta perché la risposta è già implicita nel contesto. Serve a coinvolgere il lettore e a dare forza al ragionamento.
Esempio: nel Proemio dell'Iliade — «Qual degli Dei pose in contesa i due?» — la domanda non attende risposta ma introduce la narrazione. Nel linguaggio comune: «Lo sai o no?», «Che cosa ci vuole a capirlo?»
Nei testi: «s'i' fosse 'mperator, sa' che farei?» (Cecco Angiolieri, S'i' fosse foco) — non richiede risposta: la risposta è già nel verso successivo, e Cecco la dà lui stesso per rafforzare l'ironia.

Apostrofe #
Rivolgersi direttamente a qualcuno o qualcosa — una persona assente, un oggetto, un concetto astratto, la natura — come se potesse ascoltare.
Esempio: nel Cantico delle Creature Francesco si rivolge direttamente agli elementi della natura: «Laudato si', mi' Signore, per frate Vento»; oppure «O Italia, o patria mia!» (Leopardi).
Nei testi: «Laudato si', mi' Signore» (Francesco d'Assisi, Cantico delle Creature) — Francesco si rivolge direttamente a Dio; «O frati» (Dante, Inferno XXVI) — Ulisse si rivolge ai suoi compagni nell'orazion piccola.

Reticenza #
Il discorso viene interrotto deliberatamente, lasciando al lettore il compito di completarlo mentalmente. Si segnala spesso con i puntini di sospensione.
Esempio: «Se solo tu sapessi…»; «Vorrei dirti che…»; «Non so come dirtelo, ma…»

 

CURIOSITÀ>> La parola retorica deriva dal greco rh?torik?, l'arte del parlare in pubblico. Nell'antica Grecia e a Roma era una delle discipline fondamentali dell'educazione: imparare a costruire un discorso persuasivo era considerato indispensabile per la vita civile e politica. Le figure retoriche nacquero proprio come strumenti della persuasione oratoria, e solo in seguito furono adottate dalla poesia e dalla letteratura.

 

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