5. Le proposizioni dichiarativa e interrogativa indiretta
Con la soggettiva e l'oggettiva abbiamo visto le sostantive che fanno da soggetto e da complemento oggetto. Restano altre due sostantive, con una funzione diversa: la dichiarativa spiega un elemento della reggente, l'interrogativa indiretta riporta una domanda.
5.1. La proposizione dichiarativa
La proposizione dichiarativa precisa il contenuto di un nome o di un pronome dimostrativo della reggente. Il nome è di solito astratto: la notizia, l'idea, la speranza, il dubbio, la paura, l'impressione. La dichiarativa non fa da soggetto né da complemento oggetto: aggiunge un'informazione su un elemento che la reggente ha già nominato.
Per riconoscerla si prova a sostituirla con un complemento di specificazione: «La notizia che Marco è partito» diventa «La notizia della partenza di Marco».
- La notizia che Marco è partito mi ha sorpreso. → dichiarativa esplicita, con l'indicativo: precisa il nome «notizia».
- Ho l'impressione che nessuno mi ascolti. → dichiarativa esplicita, con il congiuntivo: precisa il nome «impressione».
- Ti dico solo questo: che non mi fido. → dichiarativa esplicita: precisa il pronome dimostrativo «questo».
- Mi è venuta l'idea di scriverti. → dichiarativa implicita, con «di» e l'infinito: precisa il nome «idea».
La dichiarativa dipende da un elemento della reggente, non da un verbo.
| ELEMENTO DELLA REGGENTE | ESEMPI | ESEMPIO |
| Nome, di solito astratto | notizia, idea, speranza, dubbio, paura, fatto | L'idea che la gara venga rinviata ci ha rattristati. |
| Pronome dimostrativo | questo, ciò, quello | Ti chiedo questo: che tu mi dica la verità. |
Il verbo della dichiarativa esplicita è all'indicativo quando il contenuto è presentato come un fatto (la notizia che Marco è partito) e al congiuntivo quando esprime un'opinione, una speranza o un dubbio (la speranza che tutto vada bene, il dubbio che sia vero). È possibile anche il condizionale (la sensazione che sarebbe meglio partire). La forma implicita si costruisce con «di» e l'infinito (la speranza di vincere) e si usa di solito quando il soggetto è lo stesso della reggente.
Anche qui bisogna controllare la parola «che». Dopo un nome può essere un pronome relativo, e allora la subordinata è una relativa, oppure una congiunzione, e allora è una dichiarativa.
- La notizia che ho letto è falsa. → «che» sta al posto di «la notizia» (ho letto la notizia): è un pronome relativo e la subordinata è una relativa.
- La notizia che Marco è partito è falsa. → «che» non sta al posto di nessun nome: è una congiunzione e la subordinata è una dichiarativa.
5.2. L'interrogativa indiretta
La proposizione interrogativa indiretta riporta una domanda dentro un periodo. Non è la domanda vera e propria («Dove abiti?»), ma una subordinata che dipende da un verbo o da un'espressione che indica domanda, conoscenza o dubbio: «Mi ha chiesto dove abito». Fa da soggetto o da complemento oggetto della reggente, come le altre sostantive.
Come la domanda diretta, può essere di due tipi.
| TIPO | INTRODOTTA DA | DOMANDA DIRETTA | INTERROGATIVA INDIRETTA |
| Totale (risposta sì o no) | se | «Hai già mangiato?» | Le ho chiesto se aveva già mangiato. |
| Parziale | chi, che cosa, quale, quanto, dove, quando, come, perché | «Quando parte il treno?» | Mi chiedo quando parte il treno. |
| Parziale | chi, che cosa, quale, quanto, dove, quando, come, perché | «Chi ha telefonato?» | Non so chi abbia telefonato. |
Passando dalla domanda diretta a quella indiretta cambiano tre cose. Il punto interrogativo scompare, a meno che sia la reggente stessa a essere una domanda («Sai dove abita?»). La domanda totale prende «se». La persona e il tempo del verbo si adattano alla nuova frase: «Dove abiti?» diventa «Mi ha chiesto dove abito».
- Non so se verrà alla riunione. → interrogativa indiretta esplicita, domanda totale introdotta da «se».
- Mi domando perché abbia cambiato idea. → interrogativa indiretta esplicita, domanda parziale, con il congiuntivo.
- Il vigile ci ha spiegato come raggiungere il porto. → interrogativa indiretta implicita, con l'infinito dopo l'interrogativo.
- Non è chiaro chi abbia telefonato. → interrogativa indiretta esplicita, che fa da soggetto della reggente.
L'interrogativa indiretta dipende da quattro gruppi di reggenti.
| REGGENTE | ESEMPI DI REGGENTI | ESEMPIO |
| Verbi che indicano domanda | chiedere, domandare, domandarsi, informarsi | Si è informata se la biblioteca è aperta. |
| Verbi di conoscenza, anche negati | sapere, ignorare, capire, ricordare, dubitare | Non ricordo dove ho lasciato gli occhiali. |
| Verbi di comunicazione | dire, spiegare, mostrare, raccontare | Spiegami come funziona questo gioco. |
| Essere + nome o aggettivo | è chiaro, non è chiaro, è incerto, è un mistero | È un mistero come siano entrati. |
Il verbo dell'interrogativa indiretta esplicita è all'indicativo (so dove vive), al congiuntivo (mi domando dove viva) o al condizionale (mi chiedo che cosa dovrei fare). La forma implicita usa l'infinito preceduto dall'interrogativo: «Non so che cosa fare», «Non so se partire».
5.3. Oggettiva, dichiarativa e interrogativa indiretta a confronto
| OGGETTIVA | DICHIARATIVA | INTERROGATIVA INDIRETTA | |
| Dipende da | Un verbo (di opinione, di comunicazione, di volontà) | Un nome o un pronome dimostrativo | Un verbo o un'espressione che indica domanda, conoscenza o dubbio |
| Introdotta da | che, oppure «di» + infinito | che, oppure «di» + infinito | se, oppure un interrogativo (chi, che cosa, dove, quando, come, perché) |
| Prova | Si sostituisce con un complemento oggetto | Si sostituisce con un complemento di specificazione | Si trasforma in una domanda diretta |
| Esempio | Sostengo che il progetto sia utile. | La convinzione che il progetto sia utile è diffusa. | Non so se il progetto sia utile. |