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Le proposizioni soggettiva e oggettiva

Le proposizioni soggettiva e oggettiva
Autore: Sistema
Data: 28/10/2026
Tipo: Materiale didattico
Dimensione: 12861 caratteri

4. Le proposizioni soggettiva e oggettiva

Tra le subordinate sostantive, due tipi sono particolarmente frequenti: la soggettiva e l'oggettiva. Completano entrambe il significato della reggente, che da sola resterebbe incompleta, e si distinguono per la funzione che svolgono: la soggettiva fa da soggetto, l'oggettiva da complemento oggetto.

4.1. La proposizione soggettiva

La proposizione soggettiva fa da soggetto della reggente. La reggente non ha un altro soggetto: è la subordinata a dire "che cosa" è importante, utile, certo, possibile e così via.

Per riconoscerla si sostituisce la subordinata con un soggetto, cioè con un nome o un gruppo di parole, senza cambiare il senso della frase: "È importante che tutti partecipino" diventa "La partecipazione di tutti è importante".

Esempi:
  • È importante che tutti partecipino. → soggettiva esplicita, con il verbo al congiuntivo.
  • Si dice che il museo riaprirà a maggio. → soggettiva esplicita, con il verbo all'indicativo.
  • Bisogna studiare con costanza. → soggettiva implicita, con il verbo all'infinito.
  • Mi dispiace di essere arrivato tardi. → soggettiva implicita, introdotta da "di" e con il verbo all'infinito.

La soggettiva dipende da reggenti di quattro tipi.

REGGENTE ESEMPI DI REGGENTI ESEMPIO
Verbi impersonali bisogna, occorre, conviene, capita, accade, sembra, pare Capita che il treno parta in ritardo.
Essere + nome, aggettivo o avverbio è bene, è meglio, è chiaro, è giusto, è un peccato È un peccato che la festa sia finita.
Verbi che indicano l'effetto su una persona piace, dispiace, importa, basta, preoccupa Mi piace che i bambini giochino all'aperto.
Forma passiva o con "si" si dice, si sa, è noto, è stato deciso È stato deciso che la gita si farà.

 

Il verbo della soggettiva esplicita è al congiuntivo con le espressioni che indicano giudizio, opinione o possibilità (è meglio, è possibile, conviene, pare, sembra, è importante), e all'indicativo con quelle che indicano certezza (è chiaro, è evidente, è noto). Nella soggettiva è possibile trovare anche il condizionale. La forma implicita si ottiene con l'infinito preceduto o meno dalla preposizione di.: "È importante partecipare", "Capita di arrivare in ritardo".

NOTA BENE>> La soggettiva può anche precedere la reggente: "Che tu sia sincero mi fa piacere". Il ruolo non cambia: la subordinata resta il soggetto di "mi fa piacere".

 

4.2. La proposizione oggettiva

La proposizione oggettiva fa da complemento oggetto della reggente. La reggente ha un proprio soggetto, espresso o sottinteso, e la subordinata dice "che cosa" viene pensato, detto, saputo o voluto da quel soggetto.

Per riconoscerla si sostituisce la subordinata con un complemento oggetto: "Ho scoperto che il negozio è chiuso" diventa "Ho scoperto la chiusura del negozio".

Esempi:
  • Immagino che tu sia stanco. → oggettiva esplicita, con il verbo al congiuntivo.
  • Ha risposto che arriverà domani. → oggettiva esplicita, con il verbo all'indicativo.
  • Spero di vincere. → oggettiva implicita, introdotta da "di" e con il verbo all'infinito.
  • Dice di avere fame. → oggettiva implicita, con lo stesso soggetto della reggente.

L'oggettiva dipende soprattutto da quattro gruppi di verbi.

TIPO DI VERBO VERBI TIPICI ESEMPIO
Opinione credere, pensare, ritenere, immaginare Ritengo che la proposta sia utile.
Dire e comunicare dire, affermare, rispondere, raccontare, annunciare Ha annunciato che la gara è rinviata.
Percezione e conoscenza sapere, vedere, sentire, capire, scoprire Ho scoperto che il negozio è chiuso.
Volontà, desiderio, timore volere, desiderare, sperare, temere, ordinare Temo che il treno sia già partito.

 

Il verbo dell'oggettiva esplicita è all'indicativo dopo i verbi di dire, sapere e percepire, e al congiuntivo dopo i verbi di opinione, volontà e timore. Anche in questo caso è possibile incontrare il congiuntivo.

La forma dipende anche dal soggetto: se la subordinata ha lo stesso soggetto della reggente si usa di solito la forma implicita ("di" + infinito), se ha un soggetto diverso la forma esplicita con "che".

SOGGETTO DIVERSO: FORMA ESPLICITA STESSO SOGGETTO: FORMA IMPLICITA
Spero che tu vinca. Spero di vincere.
Marta crede che Luca abbia ragione. Marta crede di avere ragione.
Il capitano ha dichiarato che la squadra aveva vinto. Il capitano ha dichiarato di aver vinto.

 

NOTA BENE>> Con i verbi servili (potere, volere, dovere) seguiti dall'infinito non c'è nessuna oggettiva, perché il servile e l'infinito formano un solo predicato, come nella prima lezione. "Voglio partire" è una sola proposizione. "Voglio che tu parta" è un periodo con una oggettiva esplicita. "Spero di partire" è un periodo con una oggettiva implicita, perché "sperare" non è un verbo servile.

 

4.3. Soggettiva e oggettiva a confronto

  SOGGETTIVA OGGETTIVA
Funzione Fa da soggetto della reggente Fa da complemento oggetto della reggente
La reggente Non ha un altro soggetto: verbo impersonale, essere + aggettivo, forma passiva o con "si" Ha un proprio soggetto, espresso o sottinteso
Prova di sostituzione Si sostituisce con un soggetto Si sostituisce con un complemento oggetto
Esempio È importante che tutti partecipino. → La partecipazione di tutti è importante. Ho scoperto che tutti partecipano. → Ho scoperto la partecipazione di tutti.

 

COME RICONOSCERLA>> Guarda la reggente e chiediti se ha già un soggetto. Se sì (anche sottinteso, come "io" in "ho scoperto"), la subordinata fa da complemento oggetto: è un'oggettiva. Se no, la subordinata è il soggetto: è una soggettiva.

 

4.4. Attenzione a "che"

La parola "che" introduce anche altre subordinate, quindi prima di parlare di soggettiva o di oggettiva bisogna controllare di che cosa si tratta. Il "che" può essere un pronome relativo, che sta al posto di un nome già nominato e svolge una funzione nella subordinata, oppure una congiunzione, che non sta al posto di nessun nome.

Esempi:
  • La ragazza che parla è mia cugina. → "che" sta al posto di "la ragazza" (la ragazza parla): è un pronome relativo e la subordinata è una relativa.
  • Credo che Anna parli bene. → "che" non sta al posto di nessun nome: è una congiunzione e la subordinata è un'oggettiva.
COME RICONOSCERLA>> Prova a rimettere il nome al posto di "che": "Il film che ho visto" diventa "Ho visto il film", quindi "che" è un pronome relativo. In "Credo che il film sia bello" non c'è nessun nome da rimettere: "che" è una congiunzione.