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Il periodo e le proposizioni subordinate

Il periodo e le proposizioni subordinate
Autore: Sistema
Data: 17/09/2026
Tipo: Materiale didattico
Dimensione: 5932 caratteri

Area Esercitazioni

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Le proposizioni subordinate

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Le proposizioni subordinate - Individua la subordinata: tipo e grado - Leggi ogni periodo. Nella seconda colonna scrivi per esteso la subordinata indicata; nella terza scrivi se è esplicita o implicita; nella quarta indica il grado (1° o 2°). Negli item 7 e 8 il periodo contiene due subordinate: analizzale entrambe. •

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3. Le proposizioni subordinate

Dopo la coordinazione, il secondo modo in cui le proposizioni si legano tra loro nel periodo è la subordinazione: un legame di dipendenza, più stretto della coordinazione, che permette di costruire periodi via via più articolati.

3.1. Che cos'è la subordinazione

Una proposizione è subordinata quando dipende grammaticalmente da un'altra proposizione (principale o subordinata) e, isolata dal resto del periodo, non avrebbe senso compiuto. La proposizione da cui dipende una subordinata si chiama, in generale, reggente: la reggente può essere la principale del periodo, ma può anche essere un'altra subordinata.

A differenza della coordinata, che sta sullo stesso piano della proposizione a cui si lega, la subordinata sta su un piano "inferiore": è come se aggiungesse un'informazione (di tempo, causa, scopo, condizione...) che completa o specifica quanto detto nella reggente.

Esempi:
  • Restiamo a casa se piove. → "se piove" non ha senso compiuto da sola: dipende dalla reggente "restiamo a casa".
  • Quando ci vide, il cane corse verso di noi. → la subordinata può precedere la reggente, non solo seguirla.

3.2. Subordinate esplicite e implicite

In base alla forma del verbo, le subordinate si distinguono in due grandi gruppi.

Le subordinate esplicite hanno il verbo in un modo finito (indicativo, congiuntivo, condizionale) e sono introdotte da una congiunzione subordinante (perché, che, quando, se, sebbene...) o da un pronome/aggettivo (chi, il quale, cui...). Indicano con precisione il soggetto della subordinata, che può anche essere diverso da quello della reggente.

Le subordinate implicite hanno il verbo in un modo indefinito (infinito, participio o gerundio) e, di norma, non sono introdotte da una congiunzione (a parte poche eccezioni, come "prima di" + infinito). Il soggetto non è espresso: si deduce dal contesto, ed è spesso lo stesso della reggente.

ESPLICITA IMPLICITA
Uscii perché avevo fretta. Uscii avendo fretta.
Spero che tu stia bene. Spero di stare bene.
COME RICONOSCERLA>> Guarda subito il verbo della subordinata: se è all'indicativo, al congiuntivo o al condizionale, è esplicita; se è all'infinito, al participio o al gerundio, è implicita. Non tutte le subordinate ammettono entrambe le forme: alcune, per esempio, si costruiscono quasi sempre in modo esplicito.

 

3.3. I gradi di subordinazione

In un periodo, le subordinate non dipendono sempre direttamente dalla principale: possono dipendere anche da un'altra subordinata. Per descrivere questi legami "a catena" si parla di gradi di subordinazione.

Una subordinata che dipende direttamente dalla principale è di primo grado. Una subordinata che dipende da una subordinata di primo grado è di secondo grado. E così via: ogni volta che una subordinata dipende da un'altra subordinata invece che dalla principale, il grado aumenta di uno.

Esempi:
  • Ti scrivo per dirti che sono arrivato. → "per dirti" dipende dalla principale: è di 1° grado. "che sono arrivato" dipende da "per dirti": è di 2° grado.
  • Non sono uscito perché pensavo che avresti chiamato per confermare l'appuntamento. → "perché pensavo" è di 1° grado, "che avresti chiamato" è di 2° grado, "per confermare l'appuntamento" è di 3° grado.
NOTA BENE>> Il grado di una subordinata non dipende dalla sua posizione nel periodo, ma da quale proposizione la regge. Per stabilire il grado, chiediti sempre: "questa proposizione da chi dipende?" e non "dov'è scritta?".