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I pronomi

I pronomi
Autore: Sistema
Data: 04/06/2026
Tipo: Materiale didattico
Dimensione: 20612 caratteri
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I pronomi sono una delle parti variabili del discorso più importanti e versatili della grammatica italiana. Il loro nome deriva dal latino pro nomine, che significa letteralmente «al posto del nome»: i pronomi, infatti, sostituiscono un nome già citato o facilmente ricavabile dal contesto, evitando inutili ripetizioni e rendendo il discorso più scorrevole ed elegante.

Per esempio, invece di dire «Marco è arrivato, Marco si è seduto e Marco ha salutato tutti», diciamo: «Marco è arrivato, si è seduto e ha salutato tutti» — oppure: «Lui è arrivato, si è seduto e ha salutato tutti».

 

1. Che cos'è il pronome

1.1. Definizione e funzione

Il pronome è una parte variabile del discorso che sostituisce un nome (o un'intera frase) evitandone la ripetizione. L'elemento a cui il pronome si riferisce si chiama antecedente. Il pronome concorda con l'antecedente in genere e numero, ma non sempre: i pronomi personali, per esempio, cambiano forma in base alla persona grammaticale e alla funzione sintattica che svolgono nella frase.

I pronomi svolgono nella frase le stesse funzioni del nome che sostituiscono: possono essere soggettoLei studia molto»), complemento oggetto («Ho visto te»), complemento indiretto («Ho parlato con lui») e così via.

1.2. Le categorie di pronomi

In italiano i pronomi si dividono in sei grandi categorie:

Categoria Funzione principale Esempi
Pronomi personali Sostituiscono una persona o cosa già citata io, tu, lui, lei, me, te, lo, la, gli, le…
Pronomi possessivi Indicano a chi appartiene qualcosa il mio, il tuo, il suo, il nostro…
Pronomi dimostrativi Indicano la posizione di qualcuno o qualcosa questo, quello, codesto, stesso, tale…
Pronomi indefiniti Indicano quantità o identità in modo vago qualcuno, nessuno, tutto, ognuno, chiunque…
Pronomi interrogativi ed esclamativi Introducono domande o esclamazioni chi?, che cosa?, quale?, quanto?…
Pronomi relativi Collegano una proposizione relativa all'antecedente che, cui, il quale, la quale…

 

NOTA BENE >> È importante non confondere i pronomi con gli aggettivi della stessa famiglia. La differenza è semplice: l'aggettivo accompagna un nome («questo libro»), il pronome lo sostituiscequesto è interessante»). La stessa parola può essere aggettivo o pronome a seconda del contesto.

 

2. I pronomi personali

2.1. Caratteristiche generali

I pronomi personali sono i pronomi che si riferiscono alle tre persone grammaticali (prima, seconda, terza) al singolare e al plurale, e cambiano forma in base a:

  • la persona (1ª, 2ª, 3ª)
  • il numero (singolare o plurale)
  • il genere (maschile o femminile, solo per la 3ª persona)
  • la funzione sintattica nella frase (soggetto, complemento tonico, complemento atono)

Quest'ultimo fattore è particolarmente importante: lo stesso pronome che si riferisce a una persona cambia forma a seconda del ruolo che ricopre nella frase. Per esempio, il pronome di prima persona singolare può apparire come io (soggetto: Io parlo), come me (complemento tonico: Viene con me) o come mi (complemento atono: Mi chiama). Si tratta sempre della stessa persona, ma tre forme diverse a seconda della sintassi.

Si distinguono per questo tre grandi gruppi:

  • i pronomi soggetto, usati quando il pronome svolge la funzione di soggetto (io, tu, egli, noi…): Lui non sa niente;
  • i pronomi tonici (o forti), usati come complemento retto da preposizione (me, te, lui, lei, noi, voi, loro): Ho comprato un regalo per te;
  • i pronomi atoni (o deboli), usati come complemento diretto o indiretto senza preposizione, sempre in posizione adiacente al verbo (mi, ti, lo, la, ci, vi, li, le…): Lo vedo

2.2. Tabella completa dei pronomi personali

Persona Soggetto Compl. tonico
(con preposizione o per enfasi)
Compl. oggetto atono
(forma debole)
Compl. di termine atono
(forma debole)
1ª sing. io me mi mi
2ª sing. tu te ti ti
3ª sing. masch. lui / egli lui / sé lo gli
3ª sing. femm. lei / ella lei / sé la le
1ª plur. noi noi ci ci
2ª plur. voi voi vi vi
3ª plur. masch. loro / essi loro / sé li gli / loro
3ª plur. femm. loro / esse loro / sé le gli / loro
Forma di cortesia Lei Lei La Le

 

NOTA BENE >> Le forme egli, ella, essi, esse sono pronomi soggetto di registro formale o letterario, oggi raramente usati nel parlato. Nel linguaggio quotidiano si preferiscono lui, lei, loro. Le forme egli ed ella sono invece obbligatorie in alcuni testi scritti formali e letterari.

 

2.3. Pronomi soggetto: quando si usano (e quando si omettono)

In italiano il pronome soggetto è spesso omesso perché la desinenza del verbo indica già la persona: «(Io) mangio la pizza» — la desinenza -o segnala già la prima persona singolare. L'italiano è dunque una cosiddetta lingua a soggetto nullo (pro-drop language).

Il pronome soggetto si usa esplicitamente in tre casi principali:

  • per enfasi o contrasto: «Io studio, tu guardi il telefono»
  • per evitare ambiguità, soprattutto alla 3ª persona: «Lui ha ragione, non lei»
  • quando il soggetto è lontano dal verbo o in posizione isolata: «Tu, dopo tutto quello che hai fatto, osi lamentarti?»

2.4. Pronomi tonici: uso con preposizioni e funzione enfatica

I pronomi tonici (o forti) sono le forme usate dopo una preposizione o in posizione isolata per enfasi. Si chiamano «tonici» perché portano l'accento fonico della frase.

Si usano:

  • dopo una preposizione: «Vengo con te», «Parla di lui», «L'ho fatto per voi»
  • per enfasi, spesso con il verbo alla forma implicita: «Ha chiamato proprio me?», «Tocca a noi»
  • in costruzioni comparative: «È più bravo di me»
ATTENZIONE >> Non confondere me / te (pronomi tonici, complemento) con mi / ti (pronomi atoni). Si dice «Ha chiamato me» (tonico, complemento oggetto con enfasi) e «Mi ha chiamato» (atono, senza enfasi). Si dice «Ha detto a te» (tonico dopo preposizione) e «Ti ha detto» (atono). Un errore comune è scrivere «Tra me e ti»: la forma corretta è «Tra me e te» perché dopo la preposizione va il pronome tonico.

 

2.5. Pronomi atoni: posizione e funzione

I pronomi atoni (o deboli) sono forme brevi, prive di accento autonomo, che si appoggiano sempre al verbo. Si chiamano «atoni» perché non portano l'accento fonico. Si distinguono in clitici preverbali (davanti al verbo) e clitici postverbali (attaccati dopo il verbo in certi modi verbali).

Si collocano prima del verbo con i modi finiti (indicativo, congiuntivo, condizionale): «Lo vedo ogni giorno», «Gli ho scritto ieri».

Si collocano dopo il verbo (formando un'unica parola grafica) con l'infinito, il gerundio, il participio e l'imperativo: «Voglio vederlo», «Parlandogli di persona», «Digli la verità!».

 

3. I pronomi combinati

3.1. Che cosa sono

Quando nella stessa frase compaiono sia un pronome atono di termine (mi, ti, gli, le, ci, vi, loro) sia un pronome atono oggetto (lo, la, li, le, ne), i due si uniscono formando i cosiddetti pronomi combinati (o doppi pronomi clitici). La combinazione segue regole precise:

Pronome di termine + lo + la + li + le + ne
mi me lo me la me li me le me ne
ti te lo te la te li te le te ne
gli / le glielo gliela glieli gliele gliene
ci ce lo ce la ce li ce le ce ne
vi ve lo ve la ve li ve le ve ne
loro lo … loro la … loro li … loro le … loro ne … loro

Esempi: «Me lo dai?» (= dai a me lo/il libro?); «Glielo ho detto» (= ho detto a lui/lei/loro la cosa); «Ce ne vuole ancora» (= a noi ne vuole ancora).

CURIOSITÀ >> La forma glielo / gliela / glieli / gliele è unica per la 3ª persona singolare maschile (a lui), femminile (a lei) e plurale (a loro): «Glielo ho detto» può significare sia «Ho detto a lui la cosa» che «Ho detto a lei la cosa» che «Ho detto a loro la cosa». Solo il contesto permette di disambiguare.

 

4. I pronomi personali riflessivi

4.1. Forma e uso

I pronomi riflessivi indicano che l'azione compiuta dal soggetto ricade sul soggetto stesso. Hanno le stesse forme dei pronomi atoni, tranne alla 3ª persona singolare e plurale, dove si usa la forma speciale si (atona) e (tonica).

Persona Forma atona Forma tonica Esempio
1ª sing. mi me stesso / me stessa Mi lavo; guardo me stesso
2ª sing. ti te stesso / te stessa Ti pettini; credi in te stesso
3ª sing. e plur. si sé / sé stesso Si veste; pensa solo a sé
1ª plur. ci noi stessi / noi stesse Ci svegliamo; fidiamo di noi stessi
2ª plur. vi voi stessi / voi stesse Vi divertite; parlate tra voi stessi
NOTA BENE >> Il pronome tonico vuole sempre l'accento grafico quando è usato da solo, per distinguerlo dalla congiunzione se (senza accento): «Pensa solo a » — «Se vuole, può venire». Quando è accompagnato da stesso / stessa, l'accento è facoltativo ma si tende a ometterlo: «pensa solo a se stesso».

 

5. Errori comuni da evitare

5.1. I principali errori nell'uso dei pronomi personali

Errore comune Forma scorretta ? Forma corretta ? Perché
Pronome tonico dopo preposizione Tra me e ti Tra me e te Dopo preposizione vuole la forma tonica te
Uso di gli per le Gli ho detto (riferito a lei) Le ho detto (riferito a lei) Gli = a lui; le = a lei (nel registro formale)
Accento su Pensa solo a se Pensa solo a tonico vuole sempre l'accento quando è da solo
Posizione dell'atono con l'infinito Lo voglio vedere Voglio vederlo oppure Lo voglio vedere Entrambe le posizioni sono corrette; con i verbi modali si preferisce spesso l'atono prima del verbo reggente
Uso di loro / gli come dativo plurale Loro ho telefonato Ho telefonato loro oppure Gli ho telefonato Loro si collocava tradizionalmente dopo il verbo; oggi gli per il plurale è accettato nell'uso comune

 

GRAMMATICA E LOGICA >> Pronome o aggettivo? Ricorda che molte parole della stessa famiglia possono essere sia aggettivi che pronomi a seconda del contesto. La regola è semplice: se la parola accompagna un nome, è un aggettivo; se lo sostituisce, è un pronome. Confronta: «Voglio quello zaino» (aggettivo dimostrativo, accompagna zaino) — «Voglio quello» (pronome dimostrativo, sostituisce un nome). Questa distinzione vale per dimostrativi, possessivi, indefiniti, interrogativi: la funzione nella frase è sempre il criterio decisivo.