I pronomi sono una delle parti variabili del discorso più importanti e versatili della grammatica italiana. Il loro nome deriva dal latino pro nomine, che significa letteralmente «al posto del nome»: i pronomi, infatti, sostituiscono un nome già citato o facilmente ricavabile dal contesto, evitando inutili ripetizioni e rendendo il discorso più scorrevole ed elegante.
Per esempio, invece di dire «Marco è arrivato, Marco si è seduto e Marco ha salutato tutti», diciamo: «Marco è arrivato, si è seduto e ha salutato tutti» — oppure: «Lui è arrivato, si è seduto e ha salutato tutti».
1. Che cos'è il pronome
1.1. Definizione e funzione
Il pronome è una parte variabile del discorso che sostituisce un nome (o un'intera frase) evitandone la ripetizione. L'elemento a cui il pronome si riferisce si chiama antecedente. Il pronome concorda con l'antecedente in genere e numero, ma non sempre: i pronomi personali, per esempio, cambiano forma in base alla persona grammaticale e alla funzione sintattica che svolgono nella frase.
I pronomi svolgono nella frase le stesse funzioni del nome che sostituiscono: possono essere soggetto («Lei studia molto»), complemento oggetto («Ho visto te»), complemento indiretto («Ho parlato con lui») e così via.
1.2. Le categorie di pronomi
In italiano i pronomi si dividono in sei grandi categorie:
| Categoria | Funzione principale | Esempi |
| Pronomi personali | Sostituiscono una persona o cosa già citata | io, tu, lui, lei, me, te, lo, la, gli, le… |
| Pronomi possessivi | Indicano a chi appartiene qualcosa | il mio, il tuo, il suo, il nostro… |
| Pronomi dimostrativi | Indicano la posizione di qualcuno o qualcosa | questo, quello, codesto, stesso, tale… |
| Pronomi indefiniti | Indicano quantità o identità in modo vago | qualcuno, nessuno, tutto, ognuno, chiunque… |
| Pronomi interrogativi ed esclamativi | Introducono domande o esclamazioni | chi?, che cosa?, quale?, quanto?… |
| Pronomi relativi | Collegano una proposizione relativa all'antecedente | che, cui, il quale, la quale… |
2. I pronomi personali
2.1. Caratteristiche generali
I pronomi personali sono i pronomi che si riferiscono alle tre persone grammaticali (prima, seconda, terza) al singolare e al plurale, e cambiano forma in base a:
- la persona (1ª, 2ª, 3ª)
- il numero (singolare o plurale)
- il genere (maschile o femminile, solo per la 3ª persona)
- la funzione sintattica nella frase (soggetto, complemento tonico, complemento atono)
Quest'ultimo fattore è particolarmente importante: lo stesso pronome che si riferisce a una persona cambia forma a seconda del ruolo che ricopre nella frase. Per esempio, il pronome di prima persona singolare può apparire come io (soggetto: Io parlo), come me (complemento tonico: Viene con me) o come mi (complemento atono: Mi chiama). Si tratta sempre della stessa persona, ma tre forme diverse a seconda della sintassi.
Si distinguono per questo tre grandi gruppi:
- i pronomi soggetto, usati quando il pronome svolge la funzione di soggetto (io, tu, egli, noi…): Lui non sa niente;
- i pronomi tonici (o forti), usati come complemento retto da preposizione (me, te, lui, lei, noi, voi, loro): Ho comprato un regalo per te;
- i pronomi atoni (o deboli), usati come complemento diretto o indiretto senza preposizione, sempre in posizione adiacente al verbo (mi, ti, lo, la, ci, vi, li, le…): Lo vedo
2.2. Tabella completa dei pronomi personali
| Persona | Soggetto | Compl. tonico (con preposizione o per enfasi) |
Compl. oggetto atono (forma debole) |
Compl. di termine atono (forma debole) |
| 1ª sing. | io | me | mi | mi |
| 2ª sing. | tu | te | ti | ti |
| 3ª sing. masch. | lui / egli | lui / sé | lo | gli |
| 3ª sing. femm. | lei / ella | lei / sé | la | le |
| 1ª plur. | noi | noi | ci | ci |
| 2ª plur. | voi | voi | vi | vi |
| 3ª plur. masch. | loro / essi | loro / sé | li | gli / loro |
| 3ª plur. femm. | loro / esse | loro / sé | le | gli / loro |
| Forma di cortesia | Lei | Lei | La | Le |
2.3. Pronomi soggetto: quando si usano (e quando si omettono)
In italiano il pronome soggetto è spesso omesso perché la desinenza del verbo indica già la persona: «(Io) mangio la pizza» — la desinenza -o segnala già la prima persona singolare. L'italiano è dunque una cosiddetta lingua a soggetto nullo (pro-drop language).
Il pronome soggetto si usa esplicitamente in tre casi principali:
- per enfasi o contrasto: «Io studio, tu guardi il telefono»
- per evitare ambiguità, soprattutto alla 3ª persona: «Lui ha ragione, non lei»
- quando il soggetto è lontano dal verbo o in posizione isolata: «Tu, dopo tutto quello che hai fatto, osi lamentarti?»
2.4. Pronomi tonici: uso con preposizioni e funzione enfatica
I pronomi tonici (o forti) sono le forme usate dopo una preposizione o in posizione isolata per enfasi. Si chiamano «tonici» perché portano l'accento fonico della frase.
Si usano:
- dopo una preposizione: «Vengo con te», «Parla di lui», «L'ho fatto per voi»
- per enfasi, spesso con il verbo alla forma implicita: «Ha chiamato proprio me?», «Tocca a noi»
- in costruzioni comparative: «È più bravo di me»
2.5. Pronomi atoni: posizione e funzione
I pronomi atoni (o deboli) sono forme brevi, prive di accento autonomo, che si appoggiano sempre al verbo. Si chiamano «atoni» perché non portano l'accento fonico. Si distinguono in clitici preverbali (davanti al verbo) e clitici postverbali (attaccati dopo il verbo in certi modi verbali).
Si collocano prima del verbo con i modi finiti (indicativo, congiuntivo, condizionale): «Lo vedo ogni giorno», «Gli ho scritto ieri».
Si collocano dopo il verbo (formando un'unica parola grafica) con l'infinito, il gerundio, il participio e l'imperativo: «Voglio vederlo», «Parlandogli di persona», «Digli la verità!».
3. I pronomi combinati
3.1. Che cosa sono
Quando nella stessa frase compaiono sia un pronome atono di termine (mi, ti, gli, le, ci, vi, loro) sia un pronome atono oggetto (lo, la, li, le, ne), i due si uniscono formando i cosiddetti pronomi combinati (o doppi pronomi clitici). La combinazione segue regole precise:
| Pronome di termine | + lo | + la | + li | + le | + ne |
| mi | me lo | me la | me li | me le | me ne |
| ti | te lo | te la | te li | te le | te ne |
| gli / le | glielo | gliela | glieli | gliele | gliene |
| ci | ce lo | ce la | ce li | ce le | ce ne |
| vi | ve lo | ve la | ve li | ve le | ve ne |
| loro | lo … loro | la … loro | li … loro | le … loro | ne … loro |
Esempi: «Me lo dai?» (= dai a me lo/il libro?); «Glielo ho detto» (= ho detto a lui/lei/loro la cosa); «Ce ne vuole ancora» (= a noi ne vuole ancora).
4. I pronomi personali riflessivi
4.1. Forma e uso
I pronomi riflessivi indicano che l'azione compiuta dal soggetto ricade sul soggetto stesso. Hanno le stesse forme dei pronomi atoni, tranne alla 3ª persona singolare e plurale, dove si usa la forma speciale si (atona) e sé (tonica).
| Persona | Forma atona | Forma tonica | Esempio |
| 1ª sing. | mi | me stesso / me stessa | Mi lavo; guardo me stesso |
| 2ª sing. | ti | te stesso / te stessa | Ti pettini; credi in te stesso |
| 3ª sing. e plur. | si | sé / sé stesso | Si veste; pensa solo a sé |
| 1ª plur. | ci | noi stessi / noi stesse | Ci svegliamo; fidiamo di noi stessi |
| 2ª plur. | vi | voi stessi / voi stesse | Vi divertite; parlate tra voi stessi |
5. Errori comuni da evitare
5.1. I principali errori nell'uso dei pronomi personali
| Errore comune | Forma scorretta ? | Forma corretta ? | Perché |
| Pronome tonico dopo preposizione | Tra me e ti | Tra me e te | Dopo preposizione vuole la forma tonica te |
| Uso di gli per le | Gli ho detto (riferito a lei) | Le ho detto (riferito a lei) | Gli = a lui; le = a lei (nel registro formale) |
| Accento su sé | Pensa solo a se | Pensa solo a sé | Sé tonico vuole sempre l'accento quando è da solo |
| Posizione dell'atono con l'infinito | Lo voglio vedere | Voglio vederlo oppure Lo voglio vedere | Entrambe le posizioni sono corrette; con i verbi modali si preferisce spesso l'atono prima del verbo reggente |
| Uso di loro / gli come dativo plurale | Loro ho telefonato | Ho telefonato loro oppure Gli ho telefonato | Loro si collocava tradizionalmente dopo il verbo; oggi gli per il plurale è accettato nell'uso comune |