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Filastrocca corta e matta di Gianni Rodari

Filastrocca corta e matta di Gianni Rodari
Autore: Sistema
Data: 22/04/2026
Tipo: Materiale didattico
Dimensione: 8722 caratteri
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1. Note introduttive

Filastrocca corta e matta è una poesia di Gianni Rodari (Omegna, 1920 – Roma, 1980), pubblicata nella raccolta Filastrocche in cielo e in terra (1960). Si tratta di una delle composizioni più note e amate di Rodari: breve, ritmica, apparentemente nonsense, in realtà costruita con grande precisione intorno a un finale che ribalta tutto il senso della poesia.

 

2. Argomento

La poesia presenta una serie di situazioni assurde e impossibili: oggetti e animali che si comportano come se fossero parenti tra loro sulla base di una semplice somiglianza nel nome (porto / porta, viola / violino, mulo / mulino, mela / melone, matto / mattone). Nell'ultima strofa il gioco nonsense si interrompe bruscamente: il più matto di tutti, dice Rodari, è chi vuole fare la guerra.

 

3. Tema e messaggio

Il tema apparente è il gioco linguistico e l'assurdo: la poesia sembra una filastrocca senza senso, costruita su accostamenti strampalati. Ma il tema profondo è la follia della guerra. Rodari costruisce una scala di "matterie" sempre più grandi — il porto che vuole sposare la porta, il mulo che crede che il mulino sia suo figlio — e poi, quando il lettore è immerso nel gioco e si aspetta un'altra bizzarria, arriva il colpo finale: il più matto di tutti è chi vuole fare la guerra.

Il messaggio è chiaro e radicale: la guerra non è politica, non è storia, non è necessità — è follia pura. E la scelta di metterla in coda a una filastrocca comica la rende ancora più straniante: la guerra non è più seria delle assurdità che la precedono. È solo la più pericolosa.

 

4. Lingua e stile

4.1. La forma

La poesia è divisa in due strofe. La prima è più lunga e contiene l'elenco delle situazioni assurde; la seconda, più breve, contiene la conclusione. I versi sono brevi, il ritmo è rapido e saltellante — tipico della filastrocca — e le rime sono baciate o ravvicinate (matta / porta, violino / mulino, melone / mattone). La musicalità è quella di un gioco per bambini, il che rende il finale ancora più straniante.

4.2. Il gioco linguistico

Il meccanismo centrale della prima strofa è la paronomasia: l'accostamento di parole che si somigliano nel suono ma non hanno nessun legame di significato (porto / porta, viola / violino, mulo / mulino, mela / melone, matto / mattone). Rodari trasforma questa somiglianza sonora in una finta parentela: il mulo «crede» che il mulino sia suo figlio solo perché le parole si assomigliano. È un procedimento tipico del suo stile: usare la logica del linguaggio per costruire mondi impossibili.

4.3. Le figure retoriche

Figura retorica Dove si trova Effetto
Paronomasia porto/porta, viola/violino, mulo/mulino, mela/melone, matto/mattone Crea il gioco nonsense della prima strofa. Le parole si somigliano nel suono e Rodari le trasforma in finte famiglie, costruendo un mondo assurdo ma con una sua logica interna.
Prosopopea (personificazione) «il porto vuole sposare», «il mulo dice», «la mela dice» Oggetti inanimati e animali parlano e desiderano come esseri umani. Il mondo della poesia è animato e caotico, come nei sogni o nelle favole.
Enumerazione L'elenco delle cinque situazioni assurde nella prima strofa Accumula esempi di follia innocua e divertente, creando un ritmo incalzante. Prepara il lettore ad aspettarsi un altro elemento buffo — e invece arriva la guerra.
Climax (rovesciato) La scala delle «matterie» che culmina nella guerra Ogni elemento della lista è più assurdo del precedente, ma tutti sono innocui. La guerra rompe la serie: è l'assurdità che fa davvero male. Il climax comico si rovescia in denuncia.
Domanda retorica «E il più matto della terra / sapete che vuole?» Rodari coinvolge direttamente il lettore, creando un momento di suspense prima della risposta. La domanda simula una complicità: indovina chi è il più matto?
Anticlimàx Il finale: «Fare la guerra!» Dopo l'ironia e il gioco, la risposta è secca, breve, senza ornamenti. Il tono cambia di colpo. L'anticlimàx formale (la risposta è più corta di quanto ci si aspetti) amplifica l'impatto del contenuto.

4.4. Il tono

Il tono della prima strofa è giocoso e nonsense, quello delle filastrocche per bambini. Il tono della seconda strofa è brusco, quasi secco. Questo contrasto è la chiave della poesia: Rodari usa il registro infantile per abbassare le difese del lettore, poi lo colpisce con una denuncia diretta. È lo stesso meccanismo di Promemoria e di Armi dell'allegria: leggerezza come strategia, non come ingenuità.

 

5. Considerazioni personali

Spunti per la riflessione personale:

  • Ti ha sorpreso il finale? Ti aspettavi che la poesia finisse così, o pensavi che continuasse il gioco delle parole?
  • Secondo te, perché Rodari sceglie di parlare della guerra in una filastrocca comica invece che in una poesia seria e triste?
  • Qual è, tra le cinque "matterie" della prima strofa, quella che ti sembra più divertente? E perché proprio quella ti fa ridere?
  • Il matto che vuole fare la guerra: secondo te Rodari sta pensando a qualcuno in particolare, o parla in generale?
  • Confronta questa poesia con Promemoria: in entrambe la guerra appare alla fine. Qual delle due ti sembra più efficace nel trasmettere il messaggio contro la guerra? Perché?
NOTA>> Il testo della poesia non è riprodotto in questa scheda per ragioni di copyright. Assicurati di averlo sul libro di testo o su un foglio separato mentre leggi l'analisi.