Il proemio è l'introduzione solenne con cui il poeta apre il suo poema epico. Nell'Odissea, come nell'Iliade, il proemio ha una funzione precisa: presentare il protagonista, il tema centrale dell'opera e invocare l'aiuto della Musa. Studiarlo ci permette di capire fin dalle prime parole qual è lo spirito del poema.
1. Il proemio dell'Odissea: testo e traduzione
1.1. Il testo greco e la traduzione
Il proemio dell'Odissea è composto dai primi 10 versi del poema (secondo la divisione tradizionale). Eccone il testo nella traduzione italiana:
«Parlami, o Musa, dell'uomo multiforme, che molto vagò,
dopo che distrusse la rocca sacra di Troia:
di molti uomini vide le città e conobbe la mente,
molti dolori patì sul mare nell'animo suo,
lottando per la sua vita e il ritorno dei compagni.
Ma nemmeno così li salvò, pur volendolo:
perirono per la loro stoltezza,
stolti! Mangiarono i buoi del Sole Iperione;
e quello tolse loro il giorno del ritorno.
Di questo parla anche a noi, o dea, figlia di Zeus.»
Odissea, I, vv. 1-10 (trad. G. Aurelio Privitera)
1.2. L'invocazione alla Musa
Il proemio si apre con l'invocazione alla Musa («Parlami, o Musa»): il poeta chiede alla divinità ispiratrice di raccontare al posto suo le vicende del protagonista. Questa era una convenzione tipica della poesia epica greca: il poeta non parlava in prima persona ma si faceva strumento della voce divina. La Musa invocata nell'Odissea non viene nominata esplicitamente (nell'Iliade si usa lo stesso procedimento). Nell'ultimo verso del proemio il poeta la chiama semplicemente «dea, figlia di Zeus».
1.3. Il protagonista: «l'uomo multiforme»
Il protagonista non viene nominato subito: il primo verso lo presenta con una perifrasi celebre, «l'uomo multiforme» (in greco: ?νδρα πολ?τροπον, andra polýtropon). L'aggettivo polýtropos è fondamentale: significa letteralmente «dai molti giri», «che ha percorso molte strade», ma anche «di molti ingegni», «versatile», «astuto». Non è un eroe definito dalla forza fisica come Achille, ma un eroe della mente e dell'astuzia.
Solo alla fine del proemio il protagonista viene identificato indirettamente, quando si parla dei «compagni» che voleva salvare: è Odisseo (in latino Ulisse).
1.4. I temi annunciati nel proemio
In pochi versi Omero condensa i temi principali dell'intero poema:
| Tema | Come viene presentato nel proemio |
| Il nostos (ritorno) | Il viaggio di ritorno di Odisseo dalla caduta di Troia verso la patria Itaca |
| La conoscenza del mondo | «Di molti uomini vide le città e conobbe la mente»: Odisseo è un viaggiatore curioso e osservatore |
| La sofferenza | «Molti dolori patì sul mare»: il viaggio è una prova continua |
| La colpa dei compagni | I compagni perirono per la propria «stoltezza», mangiando i buoi sacri del Sole |
| La volontà degli dèi | Il Sole Iperione tolse ai compagni il giorno del ritorno: gli dèi determinano i destini umani |
2. Il proemio dell'Odissea e il proemio dell'Iliade: similitudini e differenze
2.1. Il proemio dell'Iliade: breve promemoria
Anche l'Iliade si apre con un proemio di pochi versi. Il primo verso suona: «Cantami, o dea, l'ira di Achille Pelide». Il tema annunciato è l'ira (menis) di Achille, le sue conseguenze rovinose sulla guerra di Troia e il numero enorme di morti che essa provoca tra i Greci. Il protagonista viene nominato subito, fin dalla prima parola dopo il verbo: Achille.
2.2. Tabella comparativa: proemio dell'Odissea vs proemio dell'Iliade
| Elemento | Iliade | Odissea |
| Primo verso (verbo) | «Cantami» (?ειδε, áeide) | «Parlami» (?ννεπε, énnepe) |
| A chi si rivolge | Alla dea (Musa non nominata) | Alla Musa (poi chiamata «dea») |
| Tema centrale | L'ira di Achille e le sue conseguenze | Il viaggio e il ritorno di Odisseo |
| Protagonista | Nominato subito: Achille | Non nominato: «l'uomo multiforme» |
| Definizione del protagonista | Achille Pelide (figlio di Peleo): identità genealogica | Polýtropos («multiforme», «astuto»): identità caratteriale |
| Tipo di eroe | Eroe della forza e del valore guerriero | Eroe dell'intelligenza e dell'astuzia |
| Ambientazione prevalente | Il campo di battaglia davanti a Troia | Il mare e i paesi lontani |
| Tono | Tragico e collettivo: molti muoiono per l'ira di un solo uomo | Avventuroso e individuale: un uomo solo affronta il mondo |
| Ruolo dei compagni | Le vittime greche sono una conseguenza dell'ira: compaiono come massa | I compagni muoiono per colpa propria (i buoi del Sole): hanno una responsabilità morale |
| Invocazione alla Musa | ? Presente (convenzione epica) | ? Presente (convenzione epica) |
| Lunghezza del proemio | 7 versi | 10 versi |
| Ruolo degli dèi | Zeus decide il destino: la volontà divina si compie | Il Sole Iperione punisce i compagni: gli dèi puniscono chi trasgredisce |
3. Il significato del proemio
3.1. Un eroe diverso da Achille
Il confronto tra i due proemi rivela immediatamente la differenza fondamentale tra i due poemi. Nell'Iliade il protagonista è definito dal suo legame familiare (figlio di Peleo) e dalla sua passione devastante (l'ira). Nell'Odissea invece il protagonista è definito da ciò che sa fare e da ciò che ha vissuto: è multiforme, ha girato il mondo, ha conosciuto gli uomini, ha sofferto. La sua forza non è nei muscoli ma nell'intelligenza.
3.2. La responsabilità umana
Un elemento molto significativo del proemio dell'Odissea è la responsabilità dei compagni: non sono vittime passive del destino, ma muoiono per la loro stoltezza. Questa idea — che gli esseri umani siano artefici della propria sorte — è una delle riflessioni morali più importanti del poema e anticipa un tema che percorre tutta l'Odissea.