La Divina Commedia è il capolavoro di Dante Alighieri e uno dei testi più importanti della letteratura mondiale. Scritta tra il 1306 circa e il 1321, è un lungo poema in cui il protagonista — Dante stesso — compie un viaggio immaginario attraverso i tre regni dell'aldilà: Inferno, Purgatorio e Paradiso.
1. La struttura generale
1.1. Il titolo
Dante chiamò la sua opera semplicemente Commedia. Il termine, nel Medioevo, non indicava un testo comico ma un testo che inizia male e finisce bene — al contrario della tragedia, che invece finisce male. L'aggettivo Divina fu aggiunto solo in seguito da Boccaccio che commentando0 l'opera ne intuì subito la garndezza; nel Cinquecento poi, l'editore veneziano Pietro Bembo, contribuì a fissare il nome in questo modo.
1.2. Le cantiche e i canti
Il poema è diviso in tre cantiche (Inferno, Purgatorio, Paradiso), ciascuna composta da 33 canti, più un canto introduttivo nell'Inferno che funge da prologo all'intera opera. In totale i canti sono 100. Ogni canto è scritto in terzine, strofe di tre versi (gli endecasillabi) legate tra loro da uno schema di rime detto rima incatenata o ABA BCB CDC…
Il numero tre e i suoi multipli ricorrono costantemente: tre cantiche, tre guide, trentaquattro canti nell'Inferno (33 + 1), trentatré nel Purgatorio e nel Paradiso. Questo non è casuale: il tre richiama la Trinità cristiana (Padre, Figlio e Spirito Santo) ed è quindi un numero simbolicamente perfetto.
| CANTICA | CANTI | DOVE SI SVOLGE | GUIDA DI DANTE |
|---|---|---|---|
| Inferno | 34 (33 + il prologo) | Sotto la Terra, in un imbuto diviso in cerchi | Virgilio |
| Purgatorio | 33 | Una montagna nell'emisfero australe, divisa in cornici | Virgilio |
| Paradiso | 33 | I cieli concentrici oltre la Terra, fino a Dio | Beatrice |
2. Il viaggio e le guide
2.1. L'inizio del viaggio
Il poema inizia con una delle aperture più famose della letteratura italiana: "Nel mezzo del cammin di nostra vita / mi ritrovai per una selva oscura". Dante si ritrova, all'età di trentacinque anni (la metà di settant'anni, considerata la durata normale della vita umana), smarrito in una selva oscura. Non riesce a uscirne: tre fiere gli sbarrano la strada — una lonza (lussuria), un leone (superbia) e una lupa (avarizia). In suo soccorso arriva il poeta latino Virgilio, inviato da Beatrice, che lo guiderà attraverso l'Inferno e il Purgatorio.
2.2. Le tre guide
Nel corso del viaggio Dante è accompagnato da tre guide diverse, ciascuna con un significato allegorico preciso.
Virgilio (70 a.C. – 19 a.C.) è il grande poeta latino autore dell'Eneide. Dante lo ammira profondamente e lo considera il suo maestro in poesia. Nel poema rappresenta la ragione umana: può guidare Dante fin dove arriva l'intelletto, ma non oltre, perché — da pagano — non può accedere al Paradiso.
Beatrice Portinari è la donna amata da Dante, morta nel 1290. Nel poema rappresenta la fede e la grazia divina: guida Dante attraverso il Paradiso, là dove la ragione non è più sufficiente e occorre la luce della rivelazione cristiana.
San Bernardo di Chiaravalle sostituisce Beatrice negli ultimi canti del Paradiso e accompagna Dante fino alla visione di Dio. Rappresenta la contemplazione mistica, il grado più alto dell'esperienza spirituale.
3. L'Inferno
3.1. La struttura dell'Inferno
Secondo Dante, l'Inferno è una cavità conica che si apre sotto Gerusalemme e si restringe verso il centro della Terra. È diviso in nove cerchi concentrici, sempre più profondi e dolorosi. Ogni cerchio accoglie una categoria di peccatori, puniti con pene adeguate al peccato commesso: si tratta del principio del contrappasso.
3.2. Il contrappasso
Il contrappasso è la legge che regola le pene infernali: ogni peccatore subisce una punizione che rispecchia in qualche modo il peccato commesso, per analogia o per contrasto. Per esempio, gli indovini — che in vita pretendevano di vedere il futuro — camminano con la testa girata all'indietro e possono vedere solo ciò che è già passato. I lussuriosi, travolti in vita dalle passioni, sono travolti in eterno da una bufera impetuosa.
3.3. I cerchi dell'Inferno
| CERCHIO | PECCATORI | PENA |
|---|---|---|
| I (Limbo) | Anime virtuose non battezzate (es. Virgilio, Omero, Aristotele) | Nessun tormento fisico, ma tristezza eterna per non poter vedere Dio |
| II | Lussuriosi | Travolti in eterno da una bufera impetuosa |
| III | Golosi | Immersi nel fango sotto una pioggia di grandine e neve |
| IV | Avari e prodighi | Scontrarsi spingendo massi con il petto |
| V | Iracondi e pigri | I primi si battono nel fango della palude Stige; i secondi giacciono sommersi |
| VI | Eretici | Rinchiusi in sepolcri infuocati |
| VII | Violenti (contro il prossimo, se stessi, Dio) | Immersi in un fiume di sangue bollente, trasformati in piante, bruciati da piogge di fuoco |
| VIII | Fraudolenti (ingannatori di chi non si fidava di loro) | Diverse pene in dieci fosse (la Malebolge) |
| IX | Traditori (il peccato più grave) | Immersi nel ghiaccio eterno; al centro Lucifero che mastica Giuda, Bruto e Cassio |
4. Il Purgatorio
4.1. La struttura del Purgatorio
Il Purgatorio, secondo Dante, è una montagna altissima che sorge nell'emisfero australe (l'emisfero opposto a quello in cui si trova Gerusalemme). È diviso in sette cornici, una per ciascuno dei sette peccati capitali, più l'Antipurgatorio alla base e il Paradiso terrestre in cima. Le anime che si trovano qui non sono dannate per sempre: stanno espiando le loro colpe e si purificano progressivamente per salire verso Dio. La differenza fondamentale rispetto all'Inferno è la speranza: chi è nel Purgatorio sa che alla fine raggiungerà il Paradiso.
4.2. Le sette cornici
| CORNICE | PECCATO | COME SI ESPIA |
|---|---|---|
| I | Superbia | Portare pesanti massi sulle spalle, curvando il capo |
| II | Invidia | Avere le palpebre cucite con filo di ferro |
| III | Ira | Camminare avvolti in un denso fumo acre |
| IV | Accidia | Correre senza sosta |
| V | Avarizia e prodigalità | Giacere con la faccia a terra, immobili |
| VI | Gola | Restare dinanzi ad alberi carichi di frutti senza poterli toccare |
| VII | Lussuria | Camminare attraverso fiamme ardenti |
5. Il Paradiso
5.1. La struttura del Paradiso
Il Paradiso è organizzato secondo la cosmologia medievale di derivazione aristotelica: la Terra è al centro dell'universo e attorno ad essa ruotano nove cieli concentrici, ciascuno associato a un pianeta o a una sfera celeste. Oltre i nove cieli si trova l'Empireo, il cielo immobile e infinito dove abita Dio e dove risiedono tutte le anime beate. In questo regno la luce sostituisce le tenebre dell'Inferno e la progressiva fatica del Purgatorio: più si sale, più la luce è intensa e la gioia è grande.
5.2. I nove cieli
| CIELO | PIANETA / SFERA | BEATI CHE VI APPAIONO |
|---|---|---|
| I | Luna | Anime che mancarono ai voti |
| II | Mercurio | Spiriti attivi che operarono per la gloria terrena |
| III | Venere | Spiriti amanti |
| IV | Sole | Sapienti e teologi (es. San Tommaso d'Aquino) |
| V | Marte | Guerrieri della fede (es. il trisavolo di Dante, Cacciaguida) |
| VI | Giove | Sovrani giusti |
| VII | Saturno | Contemplativi e monaci |
| VIII | Stelle fisse | Trionfo di Cristo, della Vergine e degli Apostoli |
| IX | Primo Mobile | Angeli in nove cori |
| Empireo | Cielo di Dio (oltre i nove) | Tutte le anime beate nella Rosa celeste; Dante vede Dio |
6. Le allegorie e i temi
6.1. Il viaggio come allegoria
Il viaggio di Dante non è soltanto un racconto fantastico: è un'allegoria, cioè un racconto in cui ogni elemento ha un significato nascosto più profondo. La selva oscura rappresenta lo smarrimento morale e spirituale dell'umanità; le tre fiere rappresentano i vizi che ostacolano il cammino verso il bene; il viaggio stesso rappresenta il percorso di purificazione e redenzione dell'anima umana. L'intera Commedia può essere letta come una guida al cammino dell'anima verso Dio.
6.2. I grandi temi
La Divina Commedia affronta temi che non riguardano solo il Medioevo ma l'intera esperienza umana. Il tema centrale è quello della giustizia divina: ogni anima riceve esattamente ciò che merita in base alle sue azioni in vita. Strettamente legato è il tema del libero arbitrio: gli uomini sono liberi di scegliere tra il bene e il male, e sono responsabili delle loro scelte.
Un altro tema fondamentale è quello dell'amore. Nell'ultimo verso del Paradiso Dante descrive Dio come "l'amor che move il sole e l'altre stelle": l'amore è la forza che tiene insieme l'universo intero. Ma la Commedia parla anche di amore umano — quello di Dante per Beatrice, quello tragico di Paolo e Francesca — mostrando come l'amore possa elevare o distruggere a seconda di come viene vissuto.
Infine, è presente un forte impegno politico: Dante critica duramente la corruzione della Chiesa e degli Stati italiani del suo tempo, inserendo nell'Inferno papi e politici corrotti e invocando un imperatore che sappia governare il mondo con giustizia.