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La Divina Commedia

La Divina Commedia
Autore: Sistema
Data: 09/04/2026
Tipo: Materiale didattico
Dimensione: 20933 caratteri
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La Divina Commedia è il capolavoro di Dante Alighieri e uno dei testi più importanti della letteratura mondiale. Scritta tra il 1306 circa e il 1321, è un lungo poema in cui il protagonista — Dante stesso — compie un viaggio immaginario attraverso i tre regni dell'aldilà: Inferno, Purgatorio e Paradiso.

 

1. La struttura generale

1.1. Il titolo

Dante chiamò la sua opera semplicemente Commedia. Il termine, nel Medioevo, non indicava un testo comico ma un testo che inizia male e finisce bene — al contrario della tragedia, che invece finisce male. L'aggettivo Divina fu aggiunto solo in seguito da Boccaccio che commentando0 l'opera ne intuì subito la garndezza; nel Cinquecento poi, l'editore veneziano Pietro Bembo, contribuì a fissare il nome in questo modo.

1.2. Le cantiche e i canti

Il poema è diviso in tre cantiche (Inferno, Purgatorio, Paradiso), ciascuna composta da 33 canti, più un canto introduttivo nell'Inferno che funge da prologo all'intera opera. In totale i canti sono 100. Ogni canto è scritto in terzine, strofe di tre versi (gli endecasillabi) legate tra loro da uno schema di rime detto rima incatenata o ABA BCB CDC…

Il numero tre e i suoi multipli ricorrono costantemente: tre cantiche, tre guide, trentaquattro canti nell'Inferno (33 + 1), trentatré nel Purgatorio e nel Paradiso. Questo non è casuale: il tre richiama la Trinità cristiana (Padre, Figlio e Spirito Santo) ed è quindi un numero simbolicamente perfetto.

 

CANTICA CANTI DOVE SI SVOLGE GUIDA DI DANTE
Inferno 34 (33 + il prologo) Sotto la Terra, in un imbuto diviso in cerchi Virgilio
Purgatorio 33 Una montagna nell'emisfero australe, divisa in cornici Virgilio
Paradiso 33 I cieli concentrici oltre la Terra, fino a Dio Beatrice

 

2. Il viaggio e le guide

2.1. L'inizio del viaggio

Il poema inizia con una delle aperture più famose della letteratura italiana: "Nel mezzo del cammin di nostra vita / mi ritrovai per una selva oscura". Dante si ritrova, all'età di trentacinque anni (la metà di settant'anni, considerata la durata normale della vita umana), smarrito in una selva oscura. Non riesce a uscirne: tre fiere gli sbarrano la strada — una lonza (lussuria), un leone (superbia) e una lupa (avarizia). In suo soccorso arriva il poeta latino Virgilio, inviato da Beatrice, che lo guiderà attraverso l'Inferno e il Purgatorio.

2.2. Le tre guide

Nel corso del viaggio Dante è accompagnato da tre guide diverse, ciascuna con un significato allegorico preciso.

Virgilio (70 a.C. – 19 a.C.) è il grande poeta latino autore dell'Eneide. Dante lo ammira profondamente e lo considera il suo maestro in poesia. Nel poema rappresenta la ragione umana: può guidare Dante fin dove arriva l'intelletto, ma non oltre, perché — da pagano — non può accedere al Paradiso.

Beatrice Portinari è la donna amata da Dante, morta nel 1290. Nel poema rappresenta la fede e la grazia divina: guida Dante attraverso il Paradiso, là dove la ragione non è più sufficiente e occorre la luce della rivelazione cristiana.

San Bernardo di Chiaravalle sostituisce Beatrice negli ultimi canti del Paradiso e accompagna Dante fino alla visione di Dio. Rappresenta la contemplazione mistica, il grado più alto dell'esperienza spirituale.

 

APPROFONDIMENTO>> Ma perché Virgilio e non un altro? Dante aveva letto l'Eneide — il poema in cui Enea scende nell'oltretomba — e ne era affascinato. Inoltre, nel Medioevo si credeva che Virgilio avesse profetizzato, senza saperlo, la nascita di Cristo in uno dei suoi componimenti. Per questo era considerato quasi un saggio pagano, il più vicino possibile alla verità cristiana pur non avendola conosciuta.

 

3. L'Inferno

3.1. La struttura dell'Inferno

Secondo Dante, l'Inferno è una cavità conica che si apre sotto Gerusalemme e si restringe verso il centro della Terra. È diviso in nove cerchi concentrici, sempre più profondi e dolorosi. Ogni cerchio accoglie una categoria di peccatori, puniti con pene adeguate al peccato commesso: si tratta del principio del contrappasso.

3.2. Il contrappasso

Il contrappasso è la legge che regola le pene infernali: ogni peccatore subisce una punizione che rispecchia in qualche modo il peccato commesso, per analogia o per contrasto. Per esempio, gli indovini — che in vita pretendevano di vedere il futuro — camminano con la testa girata all'indietro e possono vedere solo ciò che è già passato. I lussuriosi, travolti in vita dalle passioni, sono travolti in eterno da una bufera impetuosa.

3.3. I cerchi dell'Inferno

CERCHIO PECCATORI PENA
I (Limbo) Anime virtuose non battezzate (es. Virgilio, Omero, Aristotele) Nessun tormento fisico, ma tristezza eterna per non poter vedere Dio
II Lussuriosi Travolti in eterno da una bufera impetuosa
III Golosi Immersi nel fango sotto una pioggia di grandine e neve
IV Avari e prodighi Scontrarsi spingendo massi con il petto
V Iracondi e pigri I primi si battono nel fango della palude Stige; i secondi giacciono sommersi
VI Eretici Rinchiusi in sepolcri infuocati
VII Violenti (contro il prossimo, se stessi, Dio) Immersi in un fiume di sangue bollente, trasformati in piante, bruciati da piogge di fuoco
VIII Fraudolenti (ingannatori di chi non si fidava di loro) Diverse pene in dieci fosse (la Malebolge)
IX Traditori (il peccato più grave) Immersi nel ghiaccio eterno; al centro Lucifero che mastica Giuda, Bruto e Cassio

 

CURIOSITÀ>> Dante non risparmia nessuno: nell'Inferno colloca papi, imperatori, personaggi storici e suoi contemporanei. Tra i dannati più famosi ci sono Paolo e Francesca (II cerchio, lussuriosi), il conte Ugolino (IX cerchio, traditori) e Ulisse (VIII cerchio, consiglieri fraudolenti), che Dante immagina condannato per aver convinto i compagni a varcare le Colonne d'Ercole.

 

4. Il Purgatorio

4.1. La struttura del Purgatorio

Il Purgatorio, secondo Dante, è una montagna altissima che sorge nell'emisfero australe (l'emisfero opposto a quello in cui si trova Gerusalemme). È diviso in sette cornici, una per ciascuno dei sette peccati capitali, più l'Antipurgatorio alla base e il Paradiso terrestre in cima. Le anime che si trovano qui non sono dannate per sempre: stanno espiando le loro colpe e si purificano progressivamente per salire verso Dio. La differenza fondamentale rispetto all'Inferno è la speranza: chi è nel Purgatorio sa che alla fine raggiungerà il Paradiso.

4.2. Le sette cornici

CORNICE PECCATO COME SI ESPIA
I Superbia Portare pesanti massi sulle spalle, curvando il capo
II Invidia Avere le palpebre cucite con filo di ferro
III Ira Camminare avvolti in un denso fumo acre
IV Accidia Correre senza sosta
V Avarizia e prodigalità Giacere con la faccia a terra, immobili
VI Gola Restare dinanzi ad alberi carichi di frutti senza poterli toccare
VII Lussuria Camminare attraverso fiamme ardenti

 

5. Il Paradiso

5.1. La struttura del Paradiso

Il Paradiso è organizzato secondo la cosmologia medievale di derivazione aristotelica: la Terra è al centro dell'universo e attorno ad essa ruotano nove cieli concentrici, ciascuno associato a un pianeta o a una sfera celeste. Oltre i nove cieli si trova l'Empireo, il cielo immobile e infinito dove abita Dio e dove risiedono tutte le anime beate. In questo regno la luce sostituisce le tenebre dell'Inferno e la progressiva fatica del Purgatorio: più si sale, più la luce è intensa e la gioia è grande.

5.2. I nove cieli

CIELO PIANETA / SFERA BEATI CHE VI APPAIONO
I Luna Anime che mancarono ai voti
II Mercurio Spiriti attivi che operarono per la gloria terrena
III Venere Spiriti amanti
IV Sole Sapienti e teologi (es. San Tommaso d'Aquino)
V Marte Guerrieri della fede (es. il trisavolo di Dante, Cacciaguida)
VI Giove Sovrani giusti
VII Saturno Contemplativi e monaci
VIII Stelle fisse Trionfo di Cristo, della Vergine e degli Apostoli
IX Primo Mobile Angeli in nove cori
Empireo Cielo di Dio (oltre i nove) Tutte le anime beate nella Rosa celeste; Dante vede Dio

 

6. Le allegorie e i temi

6.1. Il viaggio come allegoria

Il viaggio di Dante non è soltanto un racconto fantastico: è un'allegoria, cioè un racconto in cui ogni elemento ha un significato nascosto più profondo. La selva oscura rappresenta lo smarrimento morale e spirituale dell'umanità; le tre fiere rappresentano i vizi che ostacolano il cammino verso il bene; il viaggio stesso rappresenta il percorso di purificazione e redenzione dell'anima umana. L'intera Commedia può essere letta come una guida al cammino dell'anima verso Dio.

6.2. I grandi temi

La Divina Commedia affronta temi che non riguardano solo il Medioevo ma l'intera esperienza umana. Il tema centrale è quello della giustizia divina: ogni anima riceve esattamente ciò che merita in base alle sue azioni in vita. Strettamente legato è il tema del libero arbitrio: gli uomini sono liberi di scegliere tra il bene e il male, e sono responsabili delle loro scelte.

Un altro tema fondamentale è quello dell'amore. Nell'ultimo verso del Paradiso Dante descrive Dio come "l'amor che move il sole e l'altre stelle": l'amore è la forza che tiene insieme l'universo intero. Ma la Commedia parla anche di amore umano — quello di Dante per Beatrice, quello tragico di Paolo e Francesca — mostrando come l'amore possa elevare o distruggere a seconda di come viene vissuto.

Infine, è presente un forte impegno politico: Dante critica duramente la corruzione della Chiesa e degli Stati italiani del suo tempo, inserendo nell'Inferno papi e politici corrotti e invocando un imperatore che sappia governare il mondo con giustizia.

 

APPROFONDIMENTO>> La Divina Commedia è scritta in volgare fiorentino, non in latino — la lingua colta del Medioevo. Questa è una scelta rivoluzionaria: Dante voleva che la sua opera fosse letta da tutti, non solo dai dotti. Scrisse anche un trattato (De vulgari eloquentia) per difendere e spiegare il suo uso del volgare. La sua scelta contribuì in modo determinante a fare del fiorentino la base della lingua italiana moderna.

 

CURIOSITÀ>> La Divina Commedia è uno dei testi più tradotti al mondo: esistono versioni in oltre 60 lingue. È stata fonte di ispirazione per pittori come Botticelli e William Blake, per scultori come Auguste Rodin (il cui famoso Pensatore è originariamente concepito come Dante che guarda l'Inferno) e per registi, musicisti e videogiochi del XXI secolo. https://it.wikipedia.org/wiki/Divina_Commedia