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Il verbo - La struttura del verbo

Il verbo - La struttura del verbo
Autore: Sistema
Data: 01/03/2026
Tipo: Materiale didattico
Dimensione: 17038 caratteri

Area Esercitazioni

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Il verbo — La struttura del verbo

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Il verbo — La struttura del verbo - Esercizio 1. Osserva ogni forma verbale, individua radice e desinenza, poi indica persona, numero, modo e tempo •

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2. La struttura del verbo

2.1. Radice e desinenza

Le varie forme di uno stesso verbo si assomigliano: hanno una parte in comune e una parte che cambia. Osserva:

Esempi:
  • ascolt-are / ascolt-ai / ascolt-erò

La parte comune (ascolt-) si chiama radice; la parte che cambia (-are, -ai, -erò) si chiama desinenza.

Elemento Caratteristica Che cosa indica
Radice Invariabile (quasi sempre) Il significato del verbo
Desinenza Variabile Persona, numero, modo, tempo

La radice è la parte del verbo che contiene il significato e non cambia. La desinenza è la parte variabile che ci informa sulla persona, il numero, il modo e il tempo. L'insieme ordinato di tutte le forme che il verbo può assumere cambiando la desinenza si chiama coniugazione.

La desinenza dunque fa un lavoro enorme: in una sola piccola parte finale del verbo sono concentrate quattro informazioni fondamentali. Vediamole una per una.

2.2. La persona e il numero

La persona è l'essere vivente o la cosa che compie o subisce l'azione espressa dal verbo. Le persone sono tre per il singolare e tre per il plurale. Il numero indica se l'azione è compiuta da uno (singolare) o da più soggetti (plurale).

In italiano la persona può essere:

  • chi parla: io (singolare), noi (plurale) → 1ª persona
  • chi ascolta: tu (singolare), voi (plurale) → 2ª persona
  • chiunque altro: egli / ella / lui / lei / esso / essa (singolare), essi / esse / loro (plurale) → 3ª persona

Le persone del verbo sono dunque sei, con sei desinenze diverse. Ecco la tabella del verbo amare al presente indicativo:

Persona Singolare Plurale
1ª io am-o noi am-iamo
2ª tu am-i voi am-ate
3ª egli / ella am-a essi / esse am-ano

La tabella mostra chiaramente come ogni desinenza corrisponda a una sola persona e numero: la desinenza -o di am-o può riferirsi soltanto alla 1ª persona singolare — diremo io amo ma mai tu amo o voi amo. Allo stesso modo -ate indica senza dubbio la 2ª persona plurale: voi amate, mai io amate o tu amate.

CURIOSITÀ>> Poiché la desinenza da sola indica già chiaramente la persona e il numero, in italiano il pronome soggetto può essere sottinteso. Si può dire semplicemente «Mangio una mela» senza aggiungere «io»: la desinenza -o lo dice già. Nelle lingue come l'inglese o il francese invece il pronome soggetto è obbligatorio: I eat / Je mange.
NOTA>> Quando i soggetti sono più di uno, il verbo va concordato al plurale: Luigi andrà al mare. (soggetto singolare) / Luigi e Francesco andranno al mare. (soggetti plurali)

 

2.3. Il modo

Il modo indica le circostanze in cui ha luogo l'azione. Attraverso il modo del verbo si può comunicare una certezza, una possibilità, un ordine, una condizione, ed esprimere diverse sfumature di significato.

Anche il modo è espresso dalla desinenza. Osserva questi due verbi:

Esempi:
  • Io legg-o volentieri il giornale. → azione reale (indicativo)
  • Io legg-erei volentieri il giornale. → desiderio (condizionale)

Entrambi i verbi si riferiscono alla 1ª persona singolare, ma la desinenza diversa cambia completamente il modo in cui viene presentata l'azione.

I modi del verbo sono sette e si dividono in modi finiti e modi indefiniti.

Modi finiti — indicano sempre in modo esplicito la persona e il numero attraverso la desinenza:

Modo Significato Esempio
Indicativo Presenta un fatto come certo e reale Ho sonno.
Congiuntivo Esprime un dubbio, una speranza, un'opinione Non so se sia giusto.
Condizionale Presenta un fatto possibile solo a certe condizioni Leggerei volentieri.
Imperativo Esprime un comando, un ordine, una preghiera Smettila!

Modi indefiniti — indicano un'azione in modo indeterminato, senza distinguere la persona:

Modo Significato Esempio
Infinito Esprime il significato di base del verbo amare, dormire, russare
Participio Esprime il significato del verbo come caratteristica di un nome; è variabile nel genere e nel numero Il soldato, morente, ricadde all'indietro.
Gerundio Precisa le modalità e le circostanze di un'azione Cadendo si ruppe un braccio.
NOTA>> I modi vengono studiati in dettaglio nel Modulo 4 — L'uso dei modi e dei tempi, con tutti gli usi e le sfumature. Qui è fondamentale sapere che esistono sette modi e distinguere finiti da indefiniti.

 

2.4. Il tempo

Il tempo indica quando avviene l'azione: nel presente, nel passato o nel futuro. Ogni modo verbale ha i propri tempi.

Osserva questi due esempi:

Esempi:
  • Oggi Mario mangia senza nessun aiuto. → presente indicativo: azione reale, adesso
  • Mario mangiò un bel gelato. → passato remoto indicativo: azione reale, nel passato

Entrambi appartengono al modo indicativo (azione reale e certa), ma i tempi diversi ne collocano l'azione in momenti diversi. Se invece volessimo esprimere un'azione passata con sfumatura di desiderio o rimpianto, dovremmo cambiare anche il modo:

Esempi:
  • Ah, se Mario avesse mangiato meno! → trapassato congiuntivo: passato + desiderio (corretto)
  • Ah, se Mario mangiò meno! → errato: non si può esprimere desiderio con l'indicativo

I tempi si dividono in tempi semplici e tempi composti.

I tempi composti si formano con un verbo ausiliare (essere o avere) coniugato al tempo semplice corrispondente, seguito dal participio passato del verbo che si vuole coniugare.

Esempi:
  • Passato prossimo (presente dell'ausiliare + participio passato): ho cantato, sono partito
  • Trapassato prossimo (imperfetto dell'ausiliare + participio passato): avevo cantato, ero partito

Ogni tempo semplice (tranne l'imperativo presente) ha dunque un corrispondente tempo composto, costruito con lo stesso tempo dell'ausiliare.

Vediamo insieme quest'altra tabella che illustra il rapporto tra temi semplici e tempi composti nella forma attiva del verbo:

Tipo di tempo Come è formato Esempi
Tempo semplice Una sola parola: radice + desinenza canto, cantavo, canterò
Tempo composto Due parole: ausiliare (essere o avere) + participio passato ho cantato, avevo cantato, sarò partito
NOTA>> I tempi composti richiedono i verbi ausiliari essere e avere. Il loro uso è trattato nel Modulo 5 — Genere e forma del verbo.
NOTA>> La tabella si riferisce solo alla forma attiva del verbo. La forma passiva e la forma riflessiva saranno spiegate in seguito.

 

2.5. Riepilogo: la desinenza in un colpo d'occhio

La desinenza, da sola, porta quattro informazioni fondamentali. Ecco la forma am-avate analizzata:

am- | avate
radice | desinenza
Informazione Risposta per amavate
Persona 2ª persona (voi)
Numero Plurale
Modo Indicativo (azione presentata come reale)
Tempo Imperfetto (azione nel passato, continuata)

2.6. Grammatica e logica: la desinenza e il predicato

In analisi grammaticale la desinenza ci dice persona, numero, modo e tempo del verbo. In analisi logica le stesse informazioni ci servono per capire chi è il soggetto e che tipo di predicato è il verbo nella frase.

Forma verbale Analisi grammaticale Analisi logica
Luca corre. Verbo correre, ind. pres., 3ª pers. sing. Predicato verbale; soggetto: Luca
Voi cantavate. Verbo cantare, ind. imperf., 2ª pers. plur. Predicato verbale; soggetto: voi
APPROFONDIMENTO>> La desinenza del verbo e il soggetto devono sempre concordare in persona e numero. Se il soggetto è plurale, anche il verbo deve essere plurale. Questa concordanza è un principio fondamentale della sintassi italiana.