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Schema riassuntivo. Come leggere e comprendere un testo - in un foglio A4
PDFSchema riassuntivo. Come leggere e comprendere un testo - in un foglio A4 •
Leggere non significa semplicemente riconoscere le parole. Significa capire quello che c'è scritto, ma anche quello che non c'è scritto — quello che l'autore lascia intendere, quello che si deve dedurre, il senso profondo di tutta la storia.
Molti ragazzi leggono ma non comprendono davvero. Questa guida ti aiuta a capire perché succede e come migliorare.
1. Un errore comune: leggere le parole invece di leggere il testo
Quando il tuo insegnante ti chiede di leggere un brano e poi rispondere alle domande, probabilmente fai così:
- leggi il testo
- cerchi le risposte
- le scrivi
Il problema è che questo metodo funziona solo in parte. Puoi rispondere a molte domande senza aver capito nulla di quello che hai letto.
Le domande classiche — chi, cosa, come, quando, dove, perché — sono utili, ma verificano solo il primo livello della comprensione: cosa c'è scritto. Sui testi espositivi (come i testi di geografia o di storia) questo può bastare, perché le informazioni sono esplicite e recuperarle è già comprendere. Sulla narrativa invece il significato sta sotto le informazioni di superficie, e quelle domande da sole non bastano.
2. I tre livelli della comprensione
Comprendere un testo non è una cosa sola. È un percorso a tre livelli, che vanno dal più semplice al più profondo.
2.1. Livello 1 — Comprensione letterale: cosa c'è scritto?
È il livello base. Serve a recuperare le informazioni esplicite: i fatti, i personaggi, i luoghi, i tempi. Le domande classiche (chi, cosa, dove, quando) lavorano su questo livello.
| Domande tipiche | Cosa verificano |
| Chi sono i personaggi? | Se hai individuato i protagonisti |
| Cosa succede? | Se hai seguito la sequenza degli eventi |
| Dove e quando si svolge la storia? | Se hai notato le indicazioni di spazio e tempo |
| Come finisce? | Se hai letto fino in fondo con attenzione |
2.2. Livello 2 — Comprensione inferenziale: cosa si capisce?
È il livello intermedio, ed è quello che distingue chi ha letto passivamente da chi ha letto davvero. Le informazioni non sono scritte esplicitamente: devi dedurle, collegare i pezzi, ragionare su ciò che l'autore lascia intendere.
Si chiama inferenziale da "inferenza", che significa deduzione: capire qualcosa che non è detto ma che si capisce dal contesto.
| Domande tipiche | Cosa verificano |
| Perché il personaggio fa questa cosa? Il testo lo dice o lo dobbiamo capire noi? | Se hai capito le motivazioni implicite |
| Cosa pensa davvero questo personaggio, anche se non lo dice? | Se sai leggere tra le righe |
| Ti aspettavi che andasse così? Cosa ti ha sorpreso? | Se hai capito la struttura narrativa |
| Perché questa scena è comica / triste / inquietante? | Se hai capito il tono del testo |
2.3. Livello 3 — Comprensione globale: qual è il senso?
È il livello più profondo. Non riguarda i singoli fatti o i singoli dettagli, ma il senso complessivo della storia: cosa ha voluto dirci l'autore, qual è il tema, cosa ci insegna.
| Domande tipiche | Cosa verificano |
| Qual è il momento più importante di tutta la storia? Perché proprio quello? | Se hai capito la struttura e il nucleo del testo |
| Cosa vuole dirci l'autore con questa storia? | Se hai colto il tema o il messaggio |
| Come ti saresti comportato tu al posto del protagonista? | Se ti sei immedesimato e hai ragionato sul testo |
| Questo testo ti ha fatto cambiare idea su qualcosa? | Se il testo ha avuto un effetto su di te come lettore |
3. Come leggere: le tre fasi
Una lettura efficace si articola in tre momenti: prima, durante e dopo.
3.1. PRIMA di leggere
Non iniziare a leggere subito. Dedica un minuto a prepararti:
- Leggi il titolo: di cosa pensi che parlerà il testo? Ti aspetti qualcosa di comico, triste, avventuroso?
- Guarda la struttura: è diviso in paragrafi? Ci sono dialoghi? È lungo o corto?
- Attiva le conoscenze: conosci già qualcosa sull'argomento o sull'autore?
- Stabilisci un obiettivo: cosa devi capire di questo testo?
3.2. DURANTE la lettura
Non limitarti a scorrere le parole: interagisci con il testo.
- Sottolinea le parole chiave — personaggi, luoghi, momenti importanti
- Cerchia le parole sconosciute — le cercherai dopo
- Metti un punto interrogativo accanto ai passaggi che non capisci
- Fermati dopo ogni scena e chiediti: ho capito cosa è successo? Perché è successo?
- Visualizza: prova a vedere le scene come se fossero un film
3.3. DOPO la lettura
Il lavoro non finisce all'ultima parola. Questa fase è cruciale.
- Riassumi mentalmente: cosa è successo? Riesci a raccontarlo in tre frasi?
- Torna alle parti difficili: rileggi i passaggi che avevi segnato con il punto interrogativo
- Cerca le parole sconosciute sul vocabolario e scrivile
- Rispondi ai tre livelli: cosa c'era scritto? Cosa si capiva? Qual era il senso?
4. Leggere scene, non parole
Un testo narrativo non è un elenco di informazioni: è una serie di scene. Come in un film, ogni scena ha un'atmosfera, dei personaggi che si comportano in un certo modo, una tensione che cresce o si scioglie.
Il lettore esperto non legge solo quello che succede — entra nella scena. Si chiede: come si sente il protagonista in questo momento? Cosa non sta dicendo? Cosa cambierà adesso?
Questo è il salto tra leggere le parole e leggere davvero.
5. Le inferenze in azione: un esempio da Stefano Benni
Il modo migliore per capire cosa significa fare inferenze è lavorare su un testo reale, parola per parola. Leggi questo inizio di un racconto di Stefano Benni:
Ora leggiamolo insieme parola per parola, come fa un lettore esperto.
5.1. «Questo personaggio»
Benni non scrive "un bambino" o "un ragazzino". Scrive "questo personaggio" — come se il lettore lo conoscesse già, come se fosse una figura famosa e leggendaria. Cosa dobbiamo inferire? Che il bambino non è un bambino qualunque: è qualcuno di cui si parla, qualcuno che ha una storia, una reputazione. Il tono è già comico prima ancora di sapere chi è.
5.2. «Apparentemente innocuo»
L'avverbio apparentemente è una parola-chiave. Dice che l'apparenza inganna — che dietro quell'aspetto innocuo si nasconde qualcosa di diverso. Il lettore deve inferire: cosa nasconde? Perché è temuto? Tutta la tensione comica del racconto è già contenuta in questa parola. Chi la salta, salta il senso del testo.
5.3. «Uno dei più temuti dai baristi»
Benni non scrive "fastidioso" o "difficile". Scrive "temuto" — un termine da guerra, da nemico pericoloso. Applicato a un bambino di un metro e venti è già comico, ma il lettore deve capire il rovesciamento: il barista adulto ha paura del bambino. Questo non è scritto esplicitamente — si inferisce dal tono e dalla scelta della parola.
5.4. «Appare»
Benni non scrive "entra" o "arriva". Scrive "appare" — come un fantasma, come un'apparizione improvvisa e inevitabile. Suggerisce che il bambino non bussi, non avvisi: compare e basta, e il barista non ha scampo. Chi legge passivamente salta questa parola. Chi legge davvero la sente — e capisce che non è una scelta casuale.
5.5. «Si aggrappa disperatamente al bordo»
Disperatamente è un avverbio fortissimo per un bambino che vuole semplicemente un gelato. Ma dietro c'è un'immagine precisa: il bambino è piccolo, il bancone è alto, lui deve aggrapparsi con tutta la sua forza solo per essere visto. In quella parola c'è già tutto il rapporto comicamente squilibrato tra lui e il mondo degli adulti — un bambino che lotta contro un mondo che non lo nota.
| Livello | Domanda chiave | Funziona su |
| 1 — Letterale | Cosa c'è scritto? | Tutti i testi |
| 2 — Inferenziale | Cosa si capisce (anche se non è scritto)? | Soprattutto sui testi narrativi |
| 3 — Globale | Qual è il senso complessivo? | Soprattutto sui testi narrativi e argomentativi |