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Come leggere e comprendere un testo

Come leggere e comprendere un testo
Autore: Sistema
Data: 25/02/2026
Tipo: Materiale didattico
Dimensione: 14982 caratteri
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Schema riassuntivo. Come leggere e comprendere un testo - in un foglio A4

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Schema riassuntivo. Come leggere e comprendere un testo - in un foglio A4 •

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Leggere non significa semplicemente riconoscere le parole. Significa capire quello che c'è scritto, ma anche quello che non c'è scritto — quello che l'autore lascia intendere, quello che si deve dedurre, il senso profondo di tutta la storia.

Molti ragazzi leggono ma non comprendono davvero. Questa guida ti aiuta a capire perché succede e come migliorare.

 

1. Un errore comune: leggere le parole invece di leggere il testo

Quando il tuo insegnante ti chiede di leggere un brano e poi rispondere alle domande, probabilmente fai così:

  • leggi il testo
  • cerchi le risposte
  • le scrivi

Il problema è che questo metodo funziona solo in parte. Puoi rispondere a molte domande senza aver capito nulla di quello che hai letto.

 

?? ESEMPIO>> Immagina di leggere un racconto su un bambino che entra in un bar e chiede un gelato. Se ti chiedono "Chi è il protagonista?" puoi rispondere "il bambino" senza aver capito nulla. Se ti chiedono "Cosa fa?" puoi rispondere "chiede un gelato" senza aver capito nulla. Ma se ti chiedono "Perché il bambino fa ridere?" — lì non puoi più cavartela con le informazioni di superficie. Devi aver capito davvero il testo.

 

Le domande classiche — chi, cosa, come, quando, dove, perché — sono utili, ma verificano solo il primo livello della comprensione: cosa c'è scritto. Sui testi espositivi (come i testi di geografia o di storia) questo può bastare, perché le informazioni sono esplicite e recuperarle è già comprendere. Sulla narrativa invece il significato sta sotto le informazioni di superficie, e quelle domande da sole non bastano.

 

2. I tre livelli della comprensione

Comprendere un testo non è una cosa sola. È un percorso a tre livelli, che vanno dal più semplice al più profondo.

2.1. Livello 1 — Comprensione letterale: cosa c'è scritto?

È il livello base. Serve a recuperare le informazioni esplicite: i fatti, i personaggi, i luoghi, i tempi. Le domande classiche (chi, cosa, dove, quando) lavorano su questo livello.

Domande tipiche Cosa verificano
Chi sono i personaggi? Se hai individuato i protagonisti
Cosa succede? Se hai seguito la sequenza degli eventi
Dove e quando si svolge la storia? Se hai notato le indicazioni di spazio e tempo
Come finisce? Se hai letto fino in fondo con attenzione

 

2.2. Livello 2 — Comprensione inferenziale: cosa si capisce?

È il livello intermedio, ed è quello che distingue chi ha letto passivamente da chi ha letto davvero. Le informazioni non sono scritte esplicitamente: devi dedurle, collegare i pezzi, ragionare su ciò che l'autore lascia intendere.

Si chiama inferenziale da "inferenza", che significa deduzione: capire qualcosa che non è detto ma che si capisce dal contesto.

Domande tipiche Cosa verificano
Perché il personaggio fa questa cosa? Il testo lo dice o lo dobbiamo capire noi? Se hai capito le motivazioni implicite
Cosa pensa davvero questo personaggio, anche se non lo dice? Se sai leggere tra le righe
Ti aspettavi che andasse così? Cosa ti ha sorpreso? Se hai capito la struttura narrativa
Perché questa scena è comica / triste / inquietante? Se hai capito il tono del testo

 

?? ESEMPIO PRATICO>> Su un racconto umoristico di Benni, la domanda "Cosa fa il bambino?" è quasi inutile. La domanda giusta è "Perché il bambino fa ridere? Cosa c'è di assurdo nel suo comportamento?" — perché lì sta il significato del testo. Chi non sa rispondere non ha capito il testo, anche se ha letto tutte le parole.

 

2.3. Livello 3 — Comprensione globale: qual è il senso?

È il livello più profondo. Non riguarda i singoli fatti o i singoli dettagli, ma il senso complessivo della storia: cosa ha voluto dirci l'autore, qual è il tema, cosa ci insegna.

Domande tipiche Cosa verificano
Qual è il momento più importante di tutta la storia? Perché proprio quello? Se hai capito la struttura e il nucleo del testo
Cosa vuole dirci l'autore con questa storia? Se hai colto il tema o il messaggio
Come ti saresti comportato tu al posto del protagonista? Se ti sei immedesimato e hai ragionato sul testo
Questo testo ti ha fatto cambiare idea su qualcosa? Se il testo ha avuto un effetto su di te come lettore

 

3. Come leggere: le tre fasi

Una lettura efficace si articola in tre momenti: prima, durante e dopo.

3.1. PRIMA di leggere

Non iniziare a leggere subito. Dedica un minuto a prepararti:

  • Leggi il titolo: di cosa pensi che parlerà il testo? Ti aspetti qualcosa di comico, triste, avventuroso?
  • Guarda la struttura: è diviso in paragrafi? Ci sono dialoghi? È lungo o corto?
  • Attiva le conoscenze: conosci già qualcosa sull'argomento o sull'autore?
  • Stabilisci un obiettivo: cosa devi capire di questo testo?

3.2. DURANTE la lettura

Non limitarti a scorrere le parole: interagisci con il testo.

  • Sottolinea le parole chiave — personaggi, luoghi, momenti importanti
  • Cerchia le parole sconosciute — le cercherai dopo
  • Metti un punto interrogativo accanto ai passaggi che non capisci
  • Fermati dopo ogni scena e chiediti: ho capito cosa è successo? Perché è successo?
  • Visualizza: prova a vedere le scene come se fossero un film

 

?? SUGGERIMENTO>> Sui testi narrativi, durante la lettura chiediti sempre: "Questo personaggio come si sente adesso? Perché fa questa cosa?" Non aspettare che te lo chieda l'insegnante: fallo tu mentre leggi. Questa abitudine trasforma automaticamente la tua lettura da passiva ad attiva.

 

3.3. DOPO la lettura

Il lavoro non finisce all'ultima parola. Questa fase è cruciale.

  • Riassumi mentalmente: cosa è successo? Riesci a raccontarlo in tre frasi?
  • Torna alle parti difficili: rileggi i passaggi che avevi segnato con il punto interrogativo
  • Cerca le parole sconosciute sul vocabolario e scrivile
  • Rispondi ai tre livelli: cosa c'era scritto? Cosa si capiva? Qual era il senso?

 

4. Leggere scene, non parole

Un testo narrativo non è un elenco di informazioni: è una serie di scene. Come in un film, ogni scena ha un'atmosfera, dei personaggi che si comportano in un certo modo, una tensione che cresce o si scioglie.

Il lettore esperto non legge solo quello che succede — entra nella scena. Si chiede: come si sente il protagonista in questo momento? Cosa non sta dicendo? Cosa cambierà adesso?

Questo è il salto tra leggere le parole e leggere davvero.

 

5. Le inferenze in azione: un esempio da Stefano Benni

Il modo migliore per capire cosa significa fare inferenze è lavorare su un testo reale, parola per parola. Leggi questo inizio di un racconto di Stefano Benni:

 

«Questo personaggio, apparentemente innocuo, è uno dei più temuti dai baristi. Alto un metro e venti, con gli occhiali e la faccia da scimpanzé, è tuttavia dotato di un'eccezionale vitalità. Appare nel bar con lo sguardo perso: si avvicina al bancone con cento lire in mano e si aggrappa disperatamente al bordo. Il barista non lo vede quasi mai e continua a servire altri clienti.»

 

Ora leggiamolo insieme parola per parola, come fa un lettore esperto.

5.1. «Questo personaggio»

Benni non scrive "un bambino" o "un ragazzino". Scrive "questo personaggio" — come se il lettore lo conoscesse già, come se fosse una figura famosa e leggendaria. Cosa dobbiamo inferire? Che il bambino non è un bambino qualunque: è qualcuno di cui si parla, qualcuno che ha una storia, una reputazione. Il tono è già comico prima ancora di sapere chi è.

5.2. «Apparentemente innocuo»

L'avverbio apparentemente è una parola-chiave. Dice che l'apparenza inganna — che dietro quell'aspetto innocuo si nasconde qualcosa di diverso. Il lettore deve inferire: cosa nasconde? Perché è temuto? Tutta la tensione comica del racconto è già contenuta in questa parola. Chi la salta, salta il senso del testo.

5.3. «Uno dei più temuti dai baristi»

Benni non scrive "fastidioso" o "difficile". Scrive "temuto" — un termine da guerra, da nemico pericoloso. Applicato a un bambino di un metro e venti è già comico, ma il lettore deve capire il rovesciamento: il barista adulto ha paura del bambino. Questo non è scritto esplicitamente — si inferisce dal tono e dalla scelta della parola.

5.4. «Appare»

Benni non scrive "entra" o "arriva". Scrive "appare" — come un fantasma, come un'apparizione improvvisa e inevitabile. Suggerisce che il bambino non bussi, non avvisi: compare e basta, e il barista non ha scampo. Chi legge passivamente salta questa parola. Chi legge davvero la sente — e capisce che non è una scelta casuale.

5.5. «Si aggrappa disperatamente al bordo»

Disperatamente è un avverbio fortissimo per un bambino che vuole semplicemente un gelato. Ma dietro c'è un'immagine precisa: il bambino è piccolo, il bancone è alto, lui deve aggrapparsi con tutta la sua forza solo per essere visto. In quella parola c'è già tutto il rapporto comicamente squilibrato tra lui e il mondo degli adulti — un bambino che lotta contro un mondo che non lo nota.

 

?? LA REGOLA CHE EMERGE>> Nei testi narrativi, le parole non sono intercambiabili. L'autore sceglie appare e non arriva, sceglie temuto e non fastidioso, sceglie disperatamente e non con fatica. Ogni scelta porta un significato in più — e fare inferenze significa chiedersi: perché ha scelto proprio questa parola? Cosa cambia se la sostituisco con un'altra?

 

 

?? SCHEMA RIASSUNTIVO — I TRE LIVELLI
Livello Domanda chiave Funziona su
1 — Letterale Cosa c'è scritto? Tutti i testi
2 — Inferenziale Cosa si capisce (anche se non è scritto)? Soprattutto sui testi narrativi
3 — Globale Qual è il senso complessivo? Soprattutto sui testi narrativi e argomentativi