I PAT sono prodotti alimentari le cui metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura sono consolidate nel tempo, omogenee per tutto il territorio interessato, secondo regole tradizionali, per un periodo non inferiore a 25 anni. Sono quindi un riconoscimento ufficiale della tradizione.
Caratteristiche chiave:
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Non sono DOP o IGP: I PAT sono un elenco curato dal Ministero delle Politiche Agricole, in collaborazione con le Regioni. A differenza dei marchi DOP/IGP (disciplinati a livello UE), i PAT non hanno uno standard di qualità legato strettamente al territorio di origine, ma alla tradizione del metodo produttivo.
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L'elenco regionale: Ogni Regione italiana compila e aggiorna il proprio elenco di PAT (ci sono oltre 5.000 prodotti in tutta Italia!). Include salumi, formaggi, ortofrutticoli, panetteria, dolci, bevande, ecc.
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Esempi famosi: Molti prodotti diventati poi DOP/I GP sono partiti come PAT. Esempi di PAT noti possono essere:
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Lardo di Colonnata (prima di diventare IGP)
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'Ndunderi di Minori (gnocchi più antichi della pasta)
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Brodetto di pesce di varie località adriatiche
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Amaretti di Sassello
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Formaggio di fossa della Romagna
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Pane di Altamura (prima della DOP)
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Bicerin di Torino
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Scopo del riconoscimento PAT:
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Tutelare e valorizzare il patrimonio di conoscenze tecniche e culturali legate alla produzione alimentare tradizionale.
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Preservare la biodiversità agroalimentare e le piccole produzioni locali.
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Fungere spesso da primo step verso un riconoscimento comunitario (DOP/IGP).
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Consentire deroghe a norme igienico-sanitarie generali per salvaguardare metodi antichi (nel rispetto della sicurezza).
In pratica, quando vedi un prodotto contrassegnato come PAT, sai che stai acquistando un pezzo di storia e tradizione locale, fatto come si faceva da generazioni.
Siti di riferimento: https://www.patpuglia.it