italiano-antologia

Il racconto comico-umoristico

Il racconto comico-umoristico
Autore: Sistema
Data: 04/02/2026
Tipo: Materiale didattico
Dimensione: 20550 caratteri
Quiz sui testi

Materiali di Approfondimento

Esplora tutti i contenuti extra disponibili per questo argomento

Introduzione a… Il comico-umoristico di HUB Scuola

YouTube

Introduzione a… Il comico-umoristico di HUB Scuola • 1:37 minuti

Guarda

Videolezione - Il racconto comico-umoristico di HUB Scuola

YouTube

Videolezione - Il racconto comico-umoristico di HUB Scuola • 3:02 minuti

Guarda

Il racconto comico-umoristico di HUB Scuola

YouTube

Il racconto comico-umoristico di HUB Scuola • 3:52 minuti

Guarda

Cristiano Cavina e il comico-umoristico di HUB Scuola

YouTube

Cristiano Cavina e il comico-umoristico di HUB Scuola • 5:51 minuti

Guarda

Un mondo di libri: il comico e l’umoristico di HUB Scuola

YouTube

Alice Bigli ci accompagna alla scoperta delle letture comico-umoristiche. • 6:23 minuti

Guarda

Il genere comico e umoristico di Edizioni Atlas

YouTube

Il genere comico e umoristico di Edizioni Atlas • 3:59 minuti

Guarda
6 risorse disponibili per questo contenuto

1.Che cos'è il comico e l'umoristico

Il genere comico e umoristico è come una lente che ci fa vedere il mondo da una prospettiva diversa, più leggera e divertente. Ma cosa rende un testo "comico" o "umoristico"? Scopriamo insieme le differenze e le caratteristiche che rendono questa categoria così piacevole da leggere.

1.1 Personaggi e ambientazione

Definizione: Il racconto comico e umoristico è un testo narrativo che ha l'obiettivo di divertire i lettori attraverso situazioni buffe, personaggi esagerati e giochi di parole. Queste storie ci fanno ridere o sorridere, ma attenzione: ridere non è sempre uguale!

Lo scrittore Luigi Pirandello (1867-1936) ci insegna che esistono due modi diversi di far ridere:

  1. Il Comico: Provoca risate immediate e spontanee, senza farci riflettere troppo. È la comicità delle situazioni buffe, degli imprevisti ridicoli, dei personaggi buffi che ci fanno ridere di gusto. Esempio: una persona elegantissima che scivola su una buccia di banana e cade in una pozzanghera.
  2. L'Umoristico: Ci fa sorridere pensando: ridiamo, ma allo stesso tempo proviamo altri sentimenti come pietà, tenerezza o amarezza. L'umorismo ci porta a riflettere sulle debolezze umane, sulle contraddizioni della vita. Esempio: Don Chisciotte che attacca i mulini a vento pensando siano giganti – ridiamo della sua follia, ma proviamo anche tenerezza per i suoi sogni impossibili.

In sintesi: il comico = risata pura (solo divertimento), mentre l'umoristico = risata + riflessione (divertimento + pensiero). Pirandello la chiamava il "sentimento del contrario": vediamo qualcosa che ci fa ridere, ma poi, riflettendoci, proviamo anche compassione o comprensione.

 

Aspetto COMICO UMORISTICO
Tipo riso Immediato, spontaneo, istintivo Riflessivo, accompagnato da altro sentimento
Effetto Puro divertimento, leggerezza Divertimento + riflessione + compassione
Profondità Superficiale (non induce pensiero) Profondo (fa riflettere su esistenza)
Emozioni Solo riso Riso + pietà/tenerezza/amarezza
Immedesimazione Distacco (rido DI personaggio) Empatia (rido CON personaggio)
Esempio Caduta su buccia banana Don Chisciotte attacca mulini (follia nobile)
Autori italiani Goldoni (commedie vivaci) Pirandello, Svevo (riflessione esistenza)

Nel mondo dei testi comici, ci sono alcuni personaggi ricorrenti, tra cui:

  1. Il protagonista buffo: Spesso è una persona comune con un difetto o una caratteristica esagerata all'estremo. Può essere l'ipocondriaco che crede di avere tutte le malattie del mondo (come nel racconto di Jerome K. Jerome), il maniaco dell'ordine, lo smemorato cronico, l'avaro estremo, il presuntuoso ridicolo.
  2. Il personaggio serio: Serve da contrasto con il protagonista buffo. È la persona razionale che cerca di riportare la normalità, ma spesso peggiora involontariamente la situazione comica.
  3. Il compagno di avventure: Accompagna il protagonista nelle sue disavventure, a volte partecipando alla comicità, altre volte commentando ironicamente gli eventi.

A differenza del giallo o della fantasy, nei testi comici i personaggi sono persone comuni (impiegati, studenti, casalinghe, pensionati) di cui vengono esagerati difetti, manie o caratteristiche particolari. L'esagerazione è fondamentale: non basta essere avari, bisogna esserlo in modo talmente estremo da diventare comici!

Nei racconti comici, i luoghi in cui si svolgono gli eventi sono quasi sempre realistici e familiari: la casa, l'ufficio, la scuola, il negozio, la strada, il ristorante, la sala d'attesa del medico. Sono ambienti che tutti conosciamo e che diventano teatro di situazioni buffe. Niente castelli incantati o pianeti alieni: il comico nasce dal quotidiano portato all'estremo.

Quanto al periodo temporale, le vicende si svolgono quasi sempre nell'epoca contemporanea allo scrittore. Questo perché il comico funziona meglio quando riconosciamo situazioni, abitudini, problemi del nostro tempo. Ridere di un malinteso al supermercato è più immediato che ridere di un equivoco alla corte di re Artù!

APPROFONDIMENTO>> Il termine "umorismo" deriva dall'inglese "humour", che a sua volta viene dal latino "humor" (liquido, umore). Secondo la medicina antica, gli "umori" del corpo influenzavano il carattere delle persone, e da qui nasce l'idea di "buon umore" e di comicità legata al temperamento umano.

 

IN SINTESI>> Il comico provoca risate immediate senza riflessione, mentre l'umoristico fa ridere ma anche riflettere, provocando sentimenti contrastanti. I personaggi sono persone comuni con difetti esagerati. Il tempo è quasi sempre contemporaneo allo scrittore. I luoghi sono realistici e quotidiani (casa, scuola, ufficio), perché il comico nasce dall'ordinario portato all'estremo.

 

1.2 La struttura del racconto

La trama dei racconti comici si articola tipicamente in quattro fasi:

  1. Situazione iniziale normale: Viene presentato il protagonista in una situazione quotidiana apparentemente tranquilla;
  2. Elemento scatenante: Accade qualcosa che rompe l'equilibrio: un piccolo problema, un imprevisto, un malinteso, un'idea bizzarra del protagonista;
  3. Escalation comica: La situazione peggiora progressivamente attraverso una serie di eventi sempre più assurdi. Ogni tentativo di risolvere il problema lo complica ulteriormente. Questa fase usa spesso l'accumulazione (eventi negativi uno dopo l'altro) e l'esagerazione;
  4. Finale: La situazione si risolve in modo buffo, spesso con un colpo di scena comico o un ritorno inaspettato alla normalità. A volte il protagonista impara una lezione (in tono leggero), altre volte tutto finisce nel caos più totale.

Un elemento chiave è l'escalation: il racconto comico non resta statico, ma costruisce un crescendo di situazioni sempre più ridicole. Se il protagonista dimentica le chiavi, poi perde l'autobus, poi si bagna sotto la pioggia, poi scivola nel fango... e così via fino al culmine della comicità.

IN SINTESI>> Nei racconti comici, la trama segue quattro fasi: la situazione iniziale normale, l'elemento scatenante che rompe l'equilibrio, l'escalation comica dove i problemi peggiorano progressivamente, e il finale con una risoluzione buffa o caotica.

 

1.3 I diversi tipi di comico

Oltre al comico puro, basato su situazioni esilaranti e immediate, esistono altre tipologie di testi che fanno ridere:

  • La satira: Usa il riso per criticare vizi della società, comportamenti politici, difetti umani. L'obiettivo non è solo far ridere, ma anche far riflettere e denunciare. Esempio: le vignette satiriche sui giornali.
  • La parodia: Imita in modo comico un'opera seria (un libro famoso, un film, uno stile letterario) per ridicolizzarla affettuosamente. Esempio: parodie di film famosi o romanzi cavallereschi.
  • Il grottesco: Esagera talmente tanto da diventare quasi mostruoso o inquietante, mescolando comico e deformazione estrema. Il riso è amaro, a volte disturbante.
  • La farsa: Comicità fisica e gestuale, situazioni improbabili e esagerate, equivoci continui. Tipica del teatro comico.

Questi sottogeneri condividono l'obiettivo di far ridere, ma con sfumature diverse: la satira vuole correggere, la parodia vuole giocare, il grottesco vuole disturbare, la farsa vuole solo divertire.

IN SINTESI>> Oltre al comico puro, esistono la satira (critica attraverso il riso), la parodia (imitazione comica di opere serie), il grottesco (esagerazione estrema e inquietante) e la farsa (comicità fisica e gestuale). Ogni sottogenere usa il riso con obiettivi diversi.

 

1.4 Tecniche narrative, linguaggio e stile

Nei racconti comici, si usa un linguaggio semplice e familiare, ma brillante ed espressivo. Le frasi sono chiare e dirette, perché il comico deve essere immediatamente comprensibile.

Le principali tecniche linguistiche utilizzate sono:

  1. L'ironia: Dire qualcosa per far intendere l'opposto. Esempio: "Bella vacanza, eh! Piove a dirotto, l'albergo è allagato e ti hanno rubato il portafogli!" – il tono ironico fa capire che NON è una bella vacanza.
  2. L'iperbole (esagerazione): Ingrandire situazioni o difetti fino all'assurdo. Esempio: "Mio fratello mangia cinque pizze a pranzo!" oppure "Sono così stanco che mi addormento in piedi!"
  3. L'imprevisto: Un evento inaspettato che stravolge la situazione. Spesso dovuto a un errore involontario del protagonista. Esempio: preparare un discorso importante e poi fare un rutto sonoro davanti a tutti.
  4. L'accumulazione: Il susseguirsi rapido di eventi negativi, che invece di rattristare diventa ridicolo per l'esagerazione. Esempio: svegliarsi tardi → perdere l'autobus → bagnarsi sotto la pioggia → scivolare → perdere il portafogli → tutto nello stesso giorno!
  5. Il contrasto: Accostare elementi opposti crea comicità. Esempio: persona elegantissima con pantofole pelose, oppure bambino che parla come un professore universitario.
  6. La ripetizione: Ripetere un gesto o una situazione tre volte diventa comico. Esempio: entrare in un negozio, scivolare, rialzarsi, fare tre passi, scivolare di nuovo, rialzarsi, scivolare ancora.

I dialoghi sono predominanti nei testi comici, perché permettono di creare battute, fraintendimenti, giochi di parole. Il ritmo della narrazione è spesso incalzante, soprattutto nei momenti di escalation comica, con frasi brevi che accelerano l'azione.

Molti autori comici usano l'autoironia: il narratore ride di se stesso, racconta le proprie disavventure con leggerezza. Questo crea complicità con il lettore, che ride CON il protagonista, non DI lui in modo cattivo.

IN SINTESI>> Nei testi comici, il linguaggio è semplice ma espressivo. Le tecniche principali sono: ironia (dire l'opposto), iperbole (esagerazione), imprevisto (evento inaspettato), accumulazione (eventi negativi in sequenza), contrasto (elementi opposti) e ripetizione. I dialoghi sono molto presenti e il ritmo è incalzante.

 

2. Un po' di storia

2.1 La storia del genere

Il comico e l'umoristico hanno radici antichissime. Già nell'antica Grecia, il commediografo Aristofane (450-385 a.C.) scriveva commedie che facevano ridere il pubblico prendendo in giro politici e cittadini ateniesi.

Nel Rinascimento spagnolo, Miguel de Cervantes crea uno dei personaggi umoristici più famosi della letteratura mondiale: Don Chisciotte (1605-1615). Il cavaliere errante che scambia i mulini a vento per giganti fa ridere, ma allo stesso tempo commuove per la nobiltà dei suoi ideali impossibili. È il perfetto esempio di umoristico: ridiamo e riflettiamo insieme.

In Francia, Molière (1622-1673) è il maestro della commedia teatrale. Le sue opere come "Il borghese gentiluomo" e "L'avaro" presentano personaggi con difetti esagerati (presunzione, avarizia) che diventano ridicoli. Molière usa il comico per criticare i vizi della società.

In Italia, Carlo Goldoni (1707-1793) riforma il teatro comico italiano con opere come "La locandiera" e personaggi della Commedia dell'Arte come Arlecchino. Le sue commedie sono vivaci, brillanti e popolari.

Nell'Ottocento inglese, Jerome K. Jerome (1859-1927) scrive "Tre uomini in barca (per non parlare del cane)" (1889), raccolta di racconti comici tra cui il famoso "Il malato immaginario", dove un ipocondriaco legge un libro di medicina e si convince di avere tutte le malattie del mondo. La tecnica dell'esagerazione porta la situazione al culmine della comicità.

Nel Novecento, Luigi Pirandello (1867-1936) teorizza la differenza tra comico e umoristico nel saggio "L'umorismo" (1908) e scrive romanzi umoristici come "Il fu Mattia Pascal" dove il riso si mescola alla riflessione esistenziale.

In Italia contemporanea, Stefano Benni (1947-) con opere come "Bar Sport" e "Elianto" mescola comicità, satira sociale e linguaggio inventivo, creando un umorismo intelligente e originale.

STORIA DEL COMICO - AUTORI FONDAMENTALI

Periodo/Autore Opera/Personaggio Importanza
450-385 a.C. - Aristofane
(Grecia)
Commedie teatrali
(Le nuvole, Le rane)
Primo grande commediografo
Satira politica
1605 - Miguel de Cervantes
(Spagna)
Don Chisciotte
(cavaliere folle)
Capolavoro UMORISTICO
Riso + riflessione
1622-1673 - Molière
(Francia)
Il borghese gentiluomo
L'avaro
Maestro commedia teatrale
Critica vizi società
1707-1793 - Carlo Goldoni
(Italia)
La locandiera
Arlecchino
Riforma teatro comico italiano
Commedie brillanti
1889 - Jerome K. Jerome
(UK)
"Tre uomini in barca"
(Il malato immaginario)
Comicità esagerazione
Ipocondriaco celebre
1908 - Luigi Pirandello
(Italia)
"L'umorismo" (saggio)
"Il fu Mattia Pascal"
Teorizza comico/umoristico
"Sentimento del contrario"
Oggi - Italia Stefano Benni
("Bar Sport")
Comicità + satira sociale
Linguaggio inventivo

 

IN SINTESI>> Il genere comico ha radici antiche con Aristofane in Grecia. Cervantes crea Don Chisciotte (1605), perfetto esempio di umoristico. Molière è maestro della commedia francese, Goldoni riforma il teatro comico italiano. Jerome K. Jerome scrive "Tre uomini in barca" (1889) con l'ipocondriaco celebre. Pirandello teorizza la differenza comico/umoristico nel saggio "L'umorismo" (1908). In Italia contemporanea, Stefano Benni mescola comicità e satira sociale con grande successo.

 

LESSICO DEL COMICO

Parole chiave (memorizzare!):

  • ACCUMULAZIONE: Successione di eventi negativi sempre più esagerati
  • AUTOIRONIA: Capacità di ridere di se stessi
  • CARICATURA: Ritratto esagerato dei difetti di una persona
  • COMICO: Comicità che provoca una risata immediata e spontanea
  • CONTEMPORANEITÀ: Epoca vicina a quella dell'autore
  • CONTRASTO: Accostamento di elementi opposti
  • CRESCENDO: Aumento graduale del ridicolo fino al culmine
  • ESCALATION COMICA: Peggioramento progressivo e crescente delle situazioni
  • ESAGERAZIONE: Tecnica che porta difetti e situazioni all'estremo
  • FARSA: Comicità in senso spregiativo
  • GAG: Situazione comica breve (cinema, teatro)
  • GROTTESCO: Esagerazione estrema e deformante
  • IMPREVISTO: Evento inatteso che genera comicità
  • IPERBOLE: Esagerazione linguistica o narrativa
  • IRONIA: Dire una cosa facendo intendere il contrario
  • PARADOSSO: Situazione assurda, logicamente impossibile
  • PARODIA: Imitazione comica di un'opera seria
  • PERSONAGGIO BUFFO: Protagonista con difetti esagerati fino al ridicolo
  • PERSONAGGIO DI CONTRASTO: Figura seria che evidenzia la comicità del protagonista
  • QUOTIDIANO: Vita di tutti i giorni da cui nasce il comico
  • RIPETIZIONE: Gesto o situazione ripetuta che diventa comica
  • SARCASMO: Ironia cattiva e pungente (per ferire)
  • SATIRA: Critica dei vizi della società attraverso il riso
  • SENTIMENTO DEL CONTRARIO: Concetto di Pirandello: riso accompagnato da pietà o comprensione
  • SLAPSTICK: Comicità fisica (cadute, torte in faccia)
  • UMORISTICO: Comicità che fa ridere e riflettere, suscitando sentimenti contrastanti

Materiali di Supporto

Risorse aggiuntive e approfondimenti