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Unità 21 - XIV e XV sec - Tra Trecento e Quattrocento - La crisi di papato e impero

Unità 21 - XIV e XV sec - Tra Trecento e Quattrocento - La crisi di papato e impero
Autore: Sistema
Data: 14/10/2026
Tipo: Materiale didattico
Dimensione: 7755 caratteri

Nel Trecento la Chiesa e il Sacro Romano Impero Germanico affrontano una fase di crisi. Il potere assoluto di papa e imperatore è ormai in declino, mentre nuovi Stati come Francia, Inghilterra e Spagna emergono con crescente forza.


1. La crisi del papato

1.1 Papa Bonifacio VIII e Filippo il Bello

Papa Bonifacio VIII tenta di rafforzare l'autorità della Chiesa. Nel 1300 istituisce il giubileo, un evento che promette l'indulgenza plenaria a tutti i cattolici che si recano in pellegrinaggio a Roma, garantendo loro la remissione delle pene per i peccati commessi. Con questa mossa Bonifacio VIII vuole affermare la sua supremazia spirituale e il suo controllo assoluto sulle anime di tutti i fedeli cristiani.

Nel frattempo il re di Francia, Filippo il Bello, impegnato in una guerra contro l'Inghilterra, cerca di risolvere i problemi finanziari imponendo tasse anche al clero. Nel 1296 Bonifacio VIII reagisce con la bolla Clericis laicos, che vieta di tassare il clero senza il permesso del papa, e in seguito minaccia di scomunicare il re. Filippo trova l'appoggio della nobiltà, della borghesia e del clero francese, riuniti negli Stati Generali (1302). Nel 1303 il re fa arrestare il papa ad Anagni, vicino a Roma. Il popolo di Anagni riesce a liberare Bonifacio, ma poco dopo il papa muore.

1.2 La «cattività avignonese»

Il nuovo papa, Clemente V, di origine francese, trasferisce nel 1309 la sede papale ad Avignone, segnando l'inizio della cosiddetta «cattività avignonese». Durante questo periodo i papi sono tutti francesi e subordinati al re di Francia, mentre Roma rimane senza una guida ecclesiastica. Nel 1347 Cola di Rienzo, un notaio romano, tenta di trasformare Roma in una repubblica, ma l'esperimento dura solo pochi mesi prima di fallire.

1.3 Il ritorno a Roma e lo scisma d'Occidente

Nel 1377 la cattività avignonese si conclude e il papato ritorna a Roma. Tuttavia, l'anno successivo, con l'elezione di Urbano VI, un italiano, si verifica uno scisma: i cardinali francesi eleggono un altro papa, Clemente VII, che stabilisce la sua sede ad Avignone. Si crea così lo scisma d'Occidente, con due papi in carica contemporaneamente. Gli Stati cristiani si dividono, schierandosi con uno dei due pontefici.

Lo scisma finisce con il concilio di Costanza (1414-1418), che nel 1417 elegge un unico papa, Martino V, con sede a Roma. Ma lo scisma ha già minato l'autorità della Chiesa, alimentando richieste di riforma tra i fedeli.

 

NOTA BENE>> Scisma significa «divisione»: nella Chiesa indica la separazione tra due gruppi che riconoscono papi diversi. Cattività significa «prigionia»: i papi di Avignone erano considerati prigionieri del re di Francia.

 


2. La crisi dell'Impero

2.1 La carica d'imperatore diventa elettiva

Il Sacro Romano Impero Germanico è anch'esso in declino. Molti territori imperiali acquisiscono crescente autonomia, mentre gli imperatori tentano invano di riaffermare il loro controllo sull'Italia, scontrandosi con la Chiesa e subendo sconfitte. I principi tedeschi, che hanno il potere di eleggere gli imperatori, diventano sempre più influenti, riducendo il potere dell'imperatore.

Nel 1338 prima la dieta di Rense e poi la dieta di Francoforte affermarono che l'autorità imperiale deriva direttamente da Dio e non ha bisogno di ratifica papale.

Nel 1356 l'imperatore Carlo IV promulga la Bolla d'oro, un documento che stabilisce che solo i principi, chiamati «grandi elettori», possono eleggere l'imperatore ed esclude ancora una volta la necessità dell'autorizzazione papale all'incoronazione. Il papa perde il diritto di approvazione e di incoronazione del sovrano, ma in questo modo anche il potere dell'imperatore cessa di essere considerato sacro. Fu un duro colpo per il papa, che si vide privare di un suo storico diritto, ma anche il potere imperiale subì un ridimensionamento, perché la carica di imperatore finì nelle mani di coloro su cui avrebbe dovuto comandare.

L'impero inoltre mutò natura: riconoscendo diritti speciali ai sette principi tedeschi assunse caratteristiche orientate decisamente in senso nazionale tedesco. Questo passaggio segnò la fine dell'universalismo medievale.

 

NOTA BENE>> La bolla è un documento ufficiale chiuso da un sigillo (in latino bulla). La Bolla d'oro prende il nome dal sigillo d'oro che la autenticava.

 


3. Le date da ricordare

ANNO EVENTO
1300 Bonifacio VIII istituisce il giubileo
1302 Gli Stati Generali francesi sostengono Filippo il Bello
1303 Arresto di Bonifacio VIII ad Anagni; il papa muore poco dopo
1309 Clemente V trasferisce la sede papale ad Avignone
1338 Diete di Rense e di Francoforte: l'autorità imperiale non ha bisogno della ratifica papale
1347 Cola di Rienzo tenta di fare di Roma una repubblica
1356 Carlo IV promulga la Bolla d'oro
1377 Il papato torna a Roma
1378 Inizia lo scisma d'Occidente: Urbano VI a Roma, Clemente VII ad Avignone
1414-1418 Concilio di Costanza; nel 1417 finisce lo scisma