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III media - La Seconda Guerra Mondiale - La fine della Seconda Guerra Mondiale

III media - La Seconda Guerra Mondiale - La fine della Seconda Guerra Mondiale
Autore: Sistema
Data: 04/02/2026
Tipo: Materiale didattico
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Quiz di Storia

La fine della Seconda Guerra Mondiale

Tra la primavera del 1944 e l'estate del 1945, la Seconda Guerra Mondiale giunse al termine con la sconfitta delle potenze dell'Asse. La resa della Germania nazista e del Giapponepose fine al conflitto più devastante della storia dell'umanità, ridisegnando completamente gli equilibri politici e territoriali del mondo.

1. La fine della guerra in Europa

1.1. La liberazione dell'Italia

La "Linea Gustav", il fronte difensivo dove i tedeschi si erano schierati nell'Italia centrale, fu sfondata dagli Alleati nella primavera del 1944. Da lì, le truppe angloamericane avanzarono rapidamente verso nord, conquistando Roma il 4 giugno 1944 e successivamente Firenze nell'agosto dello stesso anno.

I tedeschi tentarono di fermare nuovamente l'avanzata alleata lungo la "Linea Gotica", una nuova linea fortificata che attraversava l'Appennino settentrionale da Rimini, sulla costa adriatica, fino a Massa, sul versante tirrenico. Questa linea difensiva resistette per diversi mesi, rallentando significativamente la liberazione del Nord Italia.

La "Linea Gotica" fu finalmente sfondata nella primavera del 1945. Il 25 aprile 1945, il CLN (Comitato di Liberazione Nazionale), l'organizzazione che coordinava tutti i gruppi partigiani italiani, proclamò l'insurrezione generale in tutto il Nord Italia. Le città si ribellarono e i partigiani presero il controllo dei centri urbani prima ancora dell'arrivo degli Alleati.

Mussolini tentò disperatamente la fuga verso la Svizzera insieme ad alcuni gerarchi fascisti, ma fu riconosciuto e catturato dai partigiani presso Dongo, sul lago di Como, il 27 aprile. Fu fucilato il 28 aprile 1945 insieme alla compagna Claretta Petacci. I loro corpi furono trasportati a Milano ed esposti in piazzale Loreto, lo stesso luogo dove nell'agosto 1944 erano stati esposti i corpi di 15 partigiani fucilati dai fascisti.

IN SINTESI>> La Linea Gustav fu superata dagli Alleati nella primavera del 1944, che conquistarono Roma e Firenze. I tedeschi si attestarono sulla Linea Gotica, sfondata nella primavera del 1945. Il 25 aprile il CLN proclamò l'insurrezione generale. Mussolini tentò di fuggire in Svizzera ma fu catturato e fucilato dai partigiani il 28 aprile; il suo corpo fu esposto in piazzale Loreto a Milano.

 

1.2. Il D-Day e la liberazione della Francia

Il 6 giugno 1944, gli Alleati realizzarono la più grande operazione anfibia della storia: lo sbarco in Normandia, sulle coste della Francia settentrionale. Questo giorno è passato alla storia come il D-Day. Oltre 150.000 soldati alleati, principalmente americani, britannici e canadesi, sbarcarono sulle spiagge normanne sotto il fuoco tedesco, aprendo un nuovo fronte occidentale.

I tedeschi si trovarono così accerchiati su tutti i fronti: a ovest, gli angloamericani avanzavano dalla Francia verso la Germania; a sud, l'Italia veniva progressivamente liberata; a est, l'Armata Rossa sovietica invadeva la Polonia e avanzava inesorabilmente verso Berlino.

Mentre gli Alleati si avvicinavano a Parigi, il 19 agosto 1944 la popolazione della capitale francese insorse contro l'occupazione tedesca. Il 25 agosto, il generale Charles De Gaulle, leader della Resistenza francese, entrò trionfante a Parigi liberata, accolto da una folla in delirio.

IN SINTESI>> Il 6 giugno 1944 (D-Day), gli Alleati sbarcarono in Normandia aprendo un nuovo fronte occidentale. I tedeschi furono accerchiati: a ovest gli angloamericani avanzavano dalla Francia, a sud l'Italia veniva liberata, a est l'Armata Rossa invadeva la Polonia. Il 25 agosto 1944 Parigi fu liberata e De Gaulle entrò trionfante nella capitale.

 

1.3. La caduta della Germania nazista

Nella primavera del 1945, la Germania era ormai allo stremo. Le truppe sovietiche entrarono a Berlino alla fine di aprile, combattendo casa per casa contro gli ultimi difensori nazisti. Hitler, rifugiato nel suo bunker sotterraneo sotto la cancelleria del Reich, comprese che la guerra era perduta.

Il 30 aprile 1945, Adolf Hitler si tolse la vita nel bunker insieme alla compagna Eva Braun, che aveva sposato il giorno precedente. Il suo corpo fu bruciato per evitare che cadesse nelle mani dei sovietici. Il 7 maggio 1945, la Germania firmò la resa incondizionata. L'8 maggio fu proclamato il V-E Day (Victory in Europe Day), il giorno della vittoria in Europa. La guerra in Europa era finalmente finita!

IN SINTESI>> Nella primavera del 1945 le truppe sovietiche entrarono a Berlino. Il 30 aprile Hitler si suicidò nel suo bunker. Il 7 maggio la Germania firmò la resa incondizionata e l'8 maggio fu proclamato il V-E Day, il giorno della vittoria in Europa.

 

2. La fine della guerra nel Pacifico

2.1. La resistenza disperata del Giappone

Verso la fine della primavera del 1945, dopo la resa della Germania, il Giappone si trovò solo a fronteggiare gli Stati Uniti. L'aviazione statunitense aveva avviato massicci bombardamenti su Tokyo e altre città giapponesi, causando centinaia di migliaia di morti tra i civili.

Nel tentativo disperato di resistere, il Giappone aveva iniziato a condurre attacchi suicidi contro le navi americane già dall'ottobre 1944, utilizzando i kamikaze: piloti che si lanciavano deliberatamente con aerei carichi di esplosivi contro le navi nemiche, sacrificando la propria vita. Il termine "kamikaze" significa letteralmente "vento divino".

Nonostante i continui successi militari americani e la conquista di isole strategiche sempre più vicine al Giappone, l'impero giapponese non dava segni di resa, potendo ancora contare su un esercito di circa 3 milioni di uomini e su una popolazione disposta a combattere fino alla morte per difendere il proprio territorio.

IN SINTESI>> Dopo la resa tedesca, il Giappone rimase solo contro gli USA. L'aviazione americana bombardava le città giapponesi, ma il Giappone resisteva con attacchi kamikaze (piloti suicidi) e un esercito ancora di 3 milioni di uomini. La popolazione era disposta a combattere fino alla morte.

 

2.2. La bomba atomica

Il nuovo presidente degli Stati Uniti, Harry S. Truman (succeduto a Franklin D. Roosevelt, morto nell'aprile 1945), per evitare una lunga e sanguinosa invasione del territorio giapponese e piegare definitivamente la resistenza del Giappone, decise di utilizzare una nuova e terribile arma: la bomba atomica.

Il 6 agosto 1945, la bomba atomica chiamata "Little Boy" fu sganciata sulla città di Hiroshima, causando la morte istantanea di circa 70.000 persone e la distruzione totale della città. Tre giorni dopo, il 9 agosto, una seconda bomba atomica, "Fat Man", colpì la città di Nagasaki, uccidendo altre 40.000 persone.

Gli effetti delle bombe atomiche furono devastanti non solo nell'immediato, ma anche a lungo termine: le radiazioni nucleari continuarono a uccidere nei mesi e negli anni successivi, causando tumori, leucemie e malformazioni genetiche. Ancora oggi, a distanza di decenni, si registrano effetti sulla salute dei discendenti dei sopravvissuti.

Di fronte a questa distruzione senza precedenti, il 14 agosto 1945 l'imperatore giapponese Hirohito annunciò alla radio la resa incondizionata del Giappone. Il 2 settembre 1945, a bordo della nave americana Missouri, fu firmata la resa ufficiale. La Seconda Guerra Mondiale era finalmente terminata.

IN SINTESI>> Il presidente Truman decise di usare la bomba atomica per piegare il Giappone. Il 6 agosto 1945 Hiroshima fu distrutta dalla prima bomba atomica (70.000 morti), il 9 agosto toccò a Nagasaki (40.000 morti). Le radiazioni causarono effetti devastanti a lungo termine. Il 14 agosto il Giappone si arrese e il 2 settembre firmò la resa ufficiale. La guerra era finita.

 

3. Le conseguenze della guerra

3.1. I costi umani e materiali

I costi umani e materiali della Seconda Guerra Mondiale furono ancora più devastanti di quelli della Prima Guerra Mondiale. Si contarono oltre 55 milioni di morti (rispetto ai 9 milioni della Grande Guerra), di cui circa 25 milioni solo in Unione Sovietica. Una caratteristica drammatica di questo conflitto fu che il numero delle vittime civili superò quello dei soldati uccisi in combattimento: circa 30 milioni di civili persero la vita a causa di bombardamenti, massacri, carestie e deportazioni.

Intere città furono rase al suolo dai bombardamenti, le infrastrutture europee erano distrutte, l'economia dei Paesi coinvolti era completamente devastata. La ricostruzione avrebbe richiesto decenni di sforzi.

IN SINTESI>> La Seconda Guerra Mondiale causò oltre 55 milioni di morti (contro i 9 milioni della Prima Guerra Mondiale), di cui circa 25 milioni solo in URSS. Per la prima volta nella storia, le vittime civili (30 milioni) superarono quelle militari. Città, infrastrutture ed economie europee erano completamente distrutte.

 

3.2. Il problema dei rifugiati

Al termine della Seconda Guerra Mondiale emerse un drammatico problema umanitario: quello dei rifugiati. Oltre ai milioni di persone deportate dai tedeschi durante la guerra o costrette ad abbandonare il proprio Paese durante il conflitto, gli spostamenti forzati di popolazione imposti dai vincitori dopo la guerra causarono una tragedia di proporzioni immense.

Dieci milioni di tedeschi furono espulsi dalla Prussia Orientale (che divenne parte dell'URSS e della Polonia), dalla Cecoslovacchia e dalla Polonia, perdendo case, terre e beni accumulati per generazioni. Tre milioni di polacchi furono costretti a emigrare dalle terre orientali della Polonia cedute all'Unione Sovietica.

Circa trecentomila italiani lasciarono le loro case e i loro beni, fuggendo dall'Istria, dalla Dalmazia e dalla Venezia Giulia. Questo esodo giuliano-dalmata verso l'Italia era cominciato già dopo l'armistizio del settembre 1943 e si era intensificato drammaticamente dopo la fine della guerra, anche a causa dei massacri delle foibe perpetrati dai partigiani jugoslavi di Tito contro le popolazioni italiane di quelle zone.

IN SINTESI>> Alla fine della guerra milioni di persone divennero rifugiati. Dieci milioni di tedeschi furono espulsi dalla Prussia Orientale, Cecoslovacchia e Polonia. Tre milioni di polacchi emigrarono dalle terre cedute all'URSS. Circa trecentomila italiani fuggirono dall'Istria e dalla Dalmazia verso l'Italia, anche a causa dei massacri delle foibe.

 

4. La riorganizzazione del mondo

4.1. Le conferenze di Yalta e Potsdam

Tra il 4 e l'11 febbraio 1945, quando la guerra non era ancora finita ma la vittoria alleata era ormai certa, i leader delle tre principali potenze alleate si incontrarono a Yalta, in Crimea, per pianificare la sconfitta definitiva delle potenze dell'Asse e stabilire il futuro assetto dell'Europa postbellica.

Durante il vertice di Yalta, il presidente americano Franklin D. Roosevelt, il primo ministro britannico Winston Churchill e il leader sovietico Josif Stalin decisero:

  • la divisione della Germania in quattro zone di occupazione (americana, britannica, francese e sovietica);
  • la formazione di governi democraticamente eletti nei Paesi europei liberati;
  • l'istituzione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) per risolvere pacificamente le dispute internazionali, sostituendo la Società delle Nazioni che aveva fallito nel prevenire la guerra.

 

Nell'estate del 1945, dopo la resa della Germania, i leader delle tre potenze alleate si riunirono nuovamente a Potsdam, vicino a Berlino. Nel frattempo Roosevelt era morto ed era stato sostituito da Truman, mentre Churchill fu sostituito durante la conferenza da Clement Attlee, nuovo primo ministro britannico.

Durante la conferenza di Potsdam prevalse la volontà di dividere l'Europa in sfere di influenza, con l'Europa occidentale sotto l'influenza anglo-americana e l'Europa orientale sotto il controllo sovietico. Questo accordo, che ignorava il principio dell'autodeterminazione dei popoli proclamato a Yalta, portò alla divisione dell'Europa in due blocchi contrapposti e creò le premesse per la futura Guerra Fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica.

IN SINTESI>> Nel febbraio 1945 a Yalta, Roosevelt, Churchill e Stalin decisero la divisione della Germania in quattro zone, la formazione di governi democratici nei Paesi liberati e la creazione dell'ONU. Nell'estate 1945 a Potsdam si decise di dividere l'Europa in sfere di influenza: occidentale (anglo-americana) e orientale (sovietica), creando le premesse per la Guerra Fredda.

 

4.2. Il processo di Norimberga e i nuovi confini

In base agli accordi di Yalta e Potsdam, furono adottate diverse misure per punire i responsabili delle atrocità naziste e ridisegnare la mappa dell'Europa:

La Germania:

  • Le SS (le truppe speciali naziste) furono imprigionate in attesa di processo;
  • I principali leader nazisti furono processati a Norimberga tra il 1945 e il 1946 per crimini contro l'umanità, un concetto giuridico nuovo creato appositamente per condannare gli orrori del nazismo e della Shoah. Molti furono condannati a morte o a lunghe pene detentive;
  • La Germania fu divisa in quattro zone occupate dagli Alleati (americana, britannica, francese e sovietica);
  • Anche Berlino, pur trovandosi nella zona sovietica, fu divisa in quattro settori controllati dalle quattro potenze vincitrici.

 

Gli altri Paesi europei:

  • La Francia fu reintegrata nei confini antecedenti alla guerra;
  • L'URSS ottenne parte della Prussia orientale, i Paesi baltici (Estonia, Lettonia, Lituania) e la fascia orientale della Polonia;
  • La Polonia, in compenso, ottenne parte della Prussia e territori della Germania orientale, spostandosi di fatto verso ovest;
  • Il Giappone perse tutti i territori occupati nell'area del Pacifico e fu sottoposto all'occupazione americana.

 

L'Italia:
Anche l'Italia, nonostante nel 1943 avesse abbandonato l'alleanza con la Germania per passare dalla parte degli Alleati, fu trattata come Paese sconfitto e subì pesanti conseguenze territoriali:

  • Dovette abbandonare tutte le colonie africane (Libia, Eritrea, Somalia, Etiopia) e quelle nel Mar Egeo (Dodecaneso);
  • Briga e Tenda, due cittadine piemontesi al confine, passarono alla Francia;
  • L'Istria e parte della Venezia Giulia furono assegnate alla Jugoslavia;
  • Trieste e il suo territorio furono divisi in due zone controllate da angloamericani e jugoslavi; solo nel 1954 Trieste e una parte del suo territorio tornarono definitivamente all'Italia.

 

IN SINTESI>> Dopo la guerra: i leader nazisti furono processati a Norimberga per crimini contro l'umanità; la Germania fu divisa in quattro zone (inclusa Berlino); l'URSS ottenne territori dalla Polonia e i Paesi baltici; la Polonia si espanse verso ovest; il Giappone perse tutti i territori occupati. L'Italia perse le colonie africane, il Dodecaneso, Briga e Tenda (alla Francia), l'Istria e parte della Venezia Giulia (alla Jugoslavia); Trieste tornò all'Italia solo nel 1954.

 

5. Un mondo nuovo

La fine della Seconda Guerra Mondiale segnò l'inizio di una nuova era. L'Europa, devastata dal conflitto, cessò di essere il centro del mondo. Due nuove superpotenze emersero dalle macerie della guerra: gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica, con ideologie politiche ed economiche opposte.

Il mondo si divise in due blocchi contrapposti: il blocco occidentale, capitanato dagli USA e basato sulla democrazia liberale e sull'economia capitalista, e il blocco orientale, guidato dall'URSS e fondato sul comunismo e sull'economia pianificata. Questa divisione avrebbe caratterizzato i successivi quarant'anni di storia mondiale, in quello che venne chiamato il periodo della Guerra Fredda.

La creazione dell'ONU nel 1945 rappresentò la speranza di costruire un mondo in cui i conflitti potessero essere risolti pacificamente attraverso il dialogo e la cooperazione internazionale, evitando gli orrori di un'altra guerra mondiale.

IN SINTESI>> La fine della guerra segnò l'inizio di una nuova era. L'Europa perse la centralità mondiale. Emersero due superpotenze: USA (democrazia e capitalismo) e URSS (comunismo ed economia pianificata). Il mondo si divise in due blocchi contrapposti, dando inizio alla Guerra Fredda. L'ONU fu creata con la speranza di risolvere pacificamente i conflitti internazionali.