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Il nazismo di HUB Scuola
YouTubeIl video descrive le condizioni in cui versa la Germania alla fine del Primo conflitto mondiale. Si sofferma quindi sull’istituzione della Repubblica di Weimar, gli scontri armati della Lega spartachista e la nascita del Partito nazista guidato da Adolf Hitler. Vengono quindi illustrati gli eventi che hanno affermato in Germania la dittatura: la divulgazione del Mein Kampf, con i suoi raccapriccianti richiami allo “spazio vitale” e alla purezza della razza ariana, la nomina di Hitler a cancellie • 2:51 minuti
La Germania nazista di HUB Scuola
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Adolf Hitler di HUB Scuola
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Lucio Caracciolo - L’espansione della Germania nazista di HUB Scuola
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Fascismo e Nazismo: perché si affermano i totalitarismi? di Edizioni Atlas
YouTubeFascismo e Nazismo: perché si affermano i totalitarismi? di Edizioni Atlas • 13:27 minuti
1. La Germania nazista
1.1. Il Trattato di Versailles e le sue conseguenze (1919)
Dopo la sconfitta nella Prima Guerra Mondiale, la Germania fu costretta a firmare il durissimo Trattato di Versailles (28 giugno 1919). Le condizioni imposte dai vincitori (Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti) furono umilianti e punitive:
- La Germania dovette riconoscere la piena responsabilità dello scoppio della guerra (la cosiddetta "clausola di colpevolezza");
- Perse tutti i territori coloniali (Africa, Pacifico);
- Perse importanti territori europei: l'Alsazia-Lorena tornò alla Francia, la Prussia Occidentale e la Posnania alla Polonia, creando il "corridoio polacco" che separava la Prussia Orientale dal resto della Germania;
- La Renania (regione occidentale tedesca lungo il Reno) fu smilitarizzata: la Germania non poteva tenervi truppe;
- L'esercito tedesco fu ridotto a soli 100.000 uomini, senza aviazione né carri armati;
- La marina fu drasticamente ridotta;
- La Germania dovette pagare enormi riparazioni di guerra (132 miliardi di marchi-oro) alla Francia e agli altri vincitori, somma impossibile da onorare.
Questo trattato fu percepito dalla popolazione tedesca come una "pace punitiva" e un'umiliazione nazionale. Molti tedeschi, compresi i militari, rifiutarono di accettare la sconfitta e alimentarono il mito della "pugnalata alle spalle" (Dolchstoßlegende): secondo questa leggenda, l'esercito tedesco non era stato sconfitto sul campo ma tradito dai politici (socialisti, democratici, ebrei) che avevano firmato l'armistizio.
1.2. La Repubblica di Weimar (1919-1933): instabilità e crisi
Nel novembre 1918, dopo la sconfitta, in Germania scoppiò una rivoluzione: l'imperatore Guglielmo II abdicò e fuggì in Olanda. Fu proclamata la Repubblica. Nel 1919 fu approvata una nuova Costituzione democratica nella città di Weimar (da cui il nome Repubblica di Weimar).
Tuttavia, la Repubblica di Weimar fu fin dall'inizio molto debole e instabile:
- Conflitti politici violenti: scontri tra comunisti (che volevano una rivoluzione sovietica), socialdemocratici (al governo), nazionalisti e gruppi paramilitari di estrema destra;
- Tentativo rivoluzionario spartachista (gennaio 1919): comunisti guidati da Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht tentarono una rivoluzione a Berlino, ma furono schiacciati dall'esercito e dai Freikorps (gruppi paramilitari di ex soldati e nazionalisti violenti); Rosa Luxemburg e Liebknecht furono assassinati;
- Putsch di Kapp (1920): tentativo di colpo di Stato di estrema destra, fallito;
- Crisi economica devastante: la Germania non riusciva a pagare le riparazioni di guerra. Nel 1923 la Francia e il Belgio occuparono militarmente la Ruhr (regione industriale tedesca) per prendersi con la forza carbone e acciaio come pagamento;
- Iperinflazione del 1923: il governo tedesco stampò troppa moneta per pagare i debiti, causando un'inflazione mostruosa. Nel novembre 1923, un dollaro valeva 4.200 miliardi di marchi! I risparmi della classe media furono completamente distrutti, la gente trasportava il denaro con le carriole per comprare il pane. Fu una catastrofe sociale.
Tra il 1924 e il 1929, grazie agli aiuti economici americani (Piano Dawes 1924), l'economia tedesca si riprese parzialmente e la situazione si stabilizzò. Ma la Repubblica restava fragile, con poca fiducia da parte dei cittadini.
1.3. Adolf Hitler e la nascita del Partito Nazista (1919-1920)
Adolf Hitler (1889-1945) nacque in Austria. Partecipò alla Prima Guerra Mondiale come soldato tedesco e fu decorato per il coraggio. La sconfitta della Germania lo sconvolse profondamente. Nel 1919, a Monaco di Baviera, aderì al piccolo Partito Tedesco dei Lavoratori (DAP), che nel 1920 fu ribattezzato Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori (NSDAP, detto Partito Nazista).
Hitler divenne rapidamente il leader carismatico del partito grazie alle sue capacità oratorie straordinarie. L'ideologia nazista si basava su:
- Nazionalismo estremo: la Germania doveva tornare grande, cancellare l'umiliazione di Versailles, riconquistare i territori perduti;
- Razzismo e antisemitismo violento: secondo Hitler, esisteva una "razza ariana" (i tedeschi, popoli nordici) superiore a tutte le altre. Gli ebrei erano considerati una "razza inferiore" e il nemico mortale della Germania, colpevoli di tutti i mali (sconfitta, crisi economica, comunismo, capitalismo);
- Anti-comunismo fanatico: il comunismo era visto come una minaccia mortale (e anche come "complotto ebraico");
- Anti-democrazia: Hitler disprezzava la democrazia parlamentare, considerata debole; voleva uno Stato autoritario guidato da un Führer (condottiero) forte;
- "Spazio vitale" (Lebensraum): la Germania aveva bisogno di espandersi a Est (Polonia, Russia) per conquistare terre dove far vivere il popolo tedesco.
Il simbolo del nazismo era la svastica (croce uncinata nera su sfondo rosso), le camicie di colore erano marroni (per le SA), il saluto era il braccio teso.
2. L'ascesa di Hitler al potere (1923-1933)
2.1. Il Putsch di Monaco (8-9 novembre 1923) e il carcere
Nel novembre 1923, approfittando del caos dell'iperinflazione, Hitler tentò un colpo di Stato (Putsch) a Monaco di Baviera. Insieme alle sue SA (Sturmabteilung, "reparti d'assalto" - squadre paramilitari naziste in camicia marrone, violente e brutali), Hitler cercò di prendere il potere con la forza marciando su Berlino, ispirandosi alla Marcia su Roma di Mussolini (1922).
Il Putsch fallì: la polizia aprì il fuoco, ci furono morti, Hitler fu arrestato e condannato a 5 anni di carcere per alto tradimento.
In carcere (scontò solo 9 mesi), Hitler scrisse il suo libro-manifesto: Mein Kampf ("La mia battaglia", 1925), dove esponeva l'intera ideologia nazista: odio per gli ebrei, superiorità razza ariana, necessità espansione territoriale a Est, anti-comunismo, anti-democrazia, culto del Führer.
Dal Putsch, Hitler imparò una lezione: non poteva conquistare il potere con la forza, doveva farlo legalmente, attraverso le elezioni, per poi smantellare la democrazia dall'interno.
2.2. La crisi del 1929 e l'ascesa elettorale nazista
Tra il 1924 e il 1929, il Partito Nazista restò marginale (pochi voti). Ma tutto cambiò con il crollo di Wall Street (24 ottobre 1929, "giovedì nero"): la borsa americana crollò, iniziò la Grande Depressione mondiale.
La Germania fu colpita in maniera durissima perché dipendeva dai prestiti americani. Gli Stati Uniti ritirarono tutti i capitali investiti in Germania. Le conseguenze furono catastrofiche:
- Disoccupazione di massa: nel 1932 c'erano oltre 6 milioni di disoccupati (un terzo della forza lavoro);
- Fallimenti di banche e imprese;
- Povertà e disperazione diffuse;
- Sfiducia totale nella Repubblica di Weimar, considerata incapace di risolvere la crisi.
Hitler sfruttò magistralmente la crisi. Nei comizi, prometteva:
- Lavoro per tutti;
- Fine dell'umiliazione di Versailles;
- Ordine e fine del caos;
- Capro espiatorio: incolpava gli ebrei, i comunisti, i traditori di Weimar per tutti i problemi della Germania.
I risultati elettorali nazisti crebbero vertiginosamente:
- Elezioni 1928: Nazisti 2,6% (12 deputati)
- Elezioni settembre 1930: Nazisti 18,3% (107 deputati) - secondo partito!
- Elezioni luglio 1932: Nazisti 37,3% (230 deputati) - primo partito!
- Elezioni novembre 1932: Nazisti 33,1% (196 deputati) - leggera flessione ma ancora primo partito
Hitler non ottenne mai la maggioranza assoluta, ma divenne il leader del partito più votato. Le SA continuavano intanto a seminare terrore per le strade: picchiavano oppositori (comunisti, socialisti, democratici, ebrei), distruggevano sedi, intimidivano elettori.
2.3. Hitler cancelliere (30 gennaio 1933)
Il presidente della Repubblica era l'anziano maresciallo Paul von Hindenburg, eroe della Prima Guerra Mondiale. Hindenburg disprezzava Hitler (lo considerava un caporale austriaco arrivista), ma le élite conservatrici tedesche (industriali, aristocratici, militari, politici di destra) convinsero Hindenburg che Hitler poteva essere "controllato" e usato per schiacciare i comunisti e smantellare i sindacati.
Il 30 gennaio 1933, Hindenburg nominò Hitler Cancelliere (capo del governo). I nazisti esultarono: migliaia di SA sfilarono con le fiaccole per Berlino in una gigantesca celebrazione.
Hitler aveva il potere. Ora doveva consolidarlo.
2.4. L'incendio del Reichstag e i pieni poteri (27 febbraio - marzo 1933)
Nella notte del 27 febbraio 1933, il Reichstag (parlamento tedesco) andò a fuoco in circostanze misteriose. Un giovane comunista olandese, Marinus van der Lubbe, fu arrestato sul posto.
Hitler sfruttò immediatamente l'incendio come pretesto, accusando i comunisti di voler fare una rivoluzione. Il giorno dopo, Hindenburg firmò il "Decreto per la protezione del popolo e dello Stato", che sospendeva tutte le libertà costituzionali: libertà di parola, stampa, associazione, riunione. Fu instaurato di fatto lo stato di polizia.
Migliaia di comunisti, socialisti e oppositori furono arrestati. Hitler convocò nuove elezioni per il 5 marzo 1933, che si svolsero in un clima di terrore: le SA picchiavano e intimidivano, la propaganda nazista invadeva ogni spazio, gli oppositori erano arrestati o in fuga.
Nonostante tutto, i nazisti ottennero "solo" il 43,9% (non la maggioranza assoluta). Ma Hitler, alleandosi con i conservatori, ottenne la maggioranza in parlamento e il 23 marzo 1933 fece approvare la "Legge dei pieni poteri" che gli dava il diritto di emanare leggi senza passare dal Parlamento per 4 anni. Il Reichstag si auto-annullò.
La democrazia tedesca era morta. Iniziava la dittatura nazista.
3. Il Terzo Reich: dittatura totalitaria (1933-1934)
3.1. La costruzione dello Stato totalitario (1933)
Una volta ottenuti i pieni poteri, Hitler smantellò rapidamente ogni opposizione e ogni libertà:
- Maggio 1933: Sciolti tutti i sindacati; i lavoratori furono inquadrati nel Fronte Tedesco del Lavoro (DAF), controllato dai nazisti. Gli scioperi furono vietati;
- Giugno-luglio 1933: Sciolti tutti i partiti politici tranne il Partito Nazista. La Germania divenne uno Stato a partito unico;
- Luglio 1933: Legge che permetteva la sterilizzazione forzata di persone con malattie ereditarie, disabili mentali, alcolisti (eugenetica nazista: "purezza razza");
- Controllo totale informazione: istituito il Ministero della Propaganda guidato da Joseph Goebbels, genio della manipolazione delle masse. Tutta la stampa, radio, cinema, arte, cultura furono censurati e controllati. La propaganda nazista invase ogni aspetto della vita;
- Roghi di libri (10 maggio 1933): in piazza, davanti alle università, i nazisti bruciarono migliaia di libri considerati "anti-tedeschi" (opere di autori ebrei, comunisti, pacifisti, democratici);
- Repressione poliziesca: fu potenziata la Gestapo (polizia segreta di Stato), che arrestava, torturava, uccideva oppositori senza processo. Le SS (Schutzstaffel, "squadre di protezione"), guidate da Heinrich Himmler, divennero l'organizzazione più potente e temuta: fedeli fanatici a Hitler, responsabili della repressione e, in seguito, dello sterminio degli ebrei.
3.2. La Notte dei Lunghi Coltelli (30 giugno 1934)
Le SA (camicie brune), che erano state fondamentali per la presa del potere, erano diventate un problema per Hitler. Il loro capo, Ernst Röhm, voleva una "seconda rivoluzione" più radicale e sociale, e ambiva a fondere le SA con l'esercito regolare tedesco, diventandone il capo.
L'esercito (Wehrmacht) e le élite conservatrici erano ostili alle SA, considerate troppo caotiche e plebee. Hitler doveva scegliere: le SA o l'esercito. Scelse l'esercito.
Nella Notte dei Lunghi Coltelli (30 giugno 1934), Hitler scatenò una purga sanguinosa: le SS arrestarono ed eseguirono sommariamente circa 200 persone, tra cui Ernst Röhm (fucilato), altri capi delle SA, e vecchi nemici politici di Hitler. Fu un massacro legalizzato.
Le SA furono ridimensionate. Le SS divennero l'organizzazione dominante del regime.
3.3. Hitler diventa Führer (2 agosto 1934)
Il 2 agosto 1934, il presidente Hindenburg morì. Hitler fuse le cariche di Cancelliere e Presidente in un'unica figura: il Führer ("condottiero", "guida"). Hitler divenne capo assoluto dello Stato tedesco, con poteri illimitati.
Tutti i membri dell'esercito, i funzionari pubblici, i giudici dovettero prestare giuramento di fedeltà personale ad Adolf Hitler (non più alla Costituzione o alla Germania, ma a Hitler personalmente).
Nasceva ufficialmente il Terzo Reich (Terzo Impero): secondo la propaganda nazista, il Primo Reich era stato il Sacro Romano Impero medievale, il Secondo Reich l'Impero tedesco (1871-1918), il Terzo Reich doveva durare "mille anni".
3.4. Il controllo totale della società
Il regime nazista controllava ogni aspetto della vita dei tedeschi:
GIOVENTÙ:
- Gioventù Hitleriana (Hitler Jugend, HJ): organizzazione obbligatoria per ragazzi 14-18 anni. Addestramento paramilitare, indottrinamento ideologico nazista, culto del Führer, preparazione guerra;
- Lega delle Ragazze Tedesche (BDM): ragazze 14-18 anni. Educate a essere madri, mogli, custodi purezza razza;
- Bambini 6-14 anni: Pimpfe (maschi), Jungmädel (femmine);
- Scuole: programmi scolastici riscritti in chiave nazista. Insegnamento biologia razziale, esaltazione guerra, odio ebrei, culto Führer. Studenti ebrei espulsi.
DONNE:
- Ideale nazista: donna tedesca = madre e moglie devota. Slogan: "Kinder, Küche, Kirche" ("Figli, cucina, chiesa");
- Le donne dovevano fare molti figli per la "razza ariana". Madri con 4+ figli ricevevano medaglie ("Croce d'Onore della Madre Tedesca");
- Le donne furono escluse da cariche pubbliche, università, professioni "maschili". Dovevano restare a casa.
ECONOMIA:
- Hitler lanciò grandi opere pubbliche: autostrade (Autobahn), edifici monumentali;
- Riarmo massiccio: violando il Trattato di Versailles, la Germania ricostruì un esercito potente, produsse carri armati, aerei, navi. Questo creò milioni di posti di lavoro, facendo crollare la disoccupazione;
- Autarchia: tentativo di rendere la Germania autosufficiente economicamente, in preparazione della guerra;
- Gli industriali collaborarono volentieri col regime perché i profitti aumentarono (sindacati sciolti, salari bassi, commesse statali enormi per armamenti).
CULTURA E PROPAGANDA:
- Controllo totale su arte, letteratura, cinema, musica. Solo opere che esaltavano nazismo e razza ariana erano permesse;
- Arte "degenerata": opere moderne, astratte, espressioniste, o di autori ebrei furono bandite, sequestrate, distrutte;
- Propaganda Goebbels: radio, cinema, manifesti, comizi, parate grandiose (come Olimpiadi Berlino 1936, usate per propaganda);
- Culto del Führer: Hitler presentato come genio infallibile, salvatore Germania, semi-dio. Immagini ovunque, saluto nazista obbligatorio ("Heil Hitler!").
4. La persecuzione degli ebrei e le leggi razziali
4.1. L'ideologia razzista nazista
L'antisemitismo (odio verso gli ebrei) era il cuore dell'ideologia nazista. Secondo Hitler e i nazisti:
- Esisteva una "razza ariana" pura, superiore (tedeschi, nordici), destinata a dominare il mondo;
- Gli ebrei erano una "razza inferiore", parassiti, corruttori, nemici mortali della Germania;
- Gli ebrei erano accusati di tutto: sconfitta Prima Guerra Mondiale, crisi economica, comunismo (Marx era ebreo), capitalismo (banchieri ebrei), degenerazione morale, complotti per dominare il mondo;
- Altre "razze inferiori": slavi, rom (zingari), neri.
Questa ideologia pseudo-scientifica, totalmente falsa e delirante, giustificava discriminazione, persecuzione e, infine, sterminio.
4.2. Le prime persecuzioni (1933-1935)
Appena al potere, i nazisti iniziarono subito a perseguitare gli ebrei:
- 1 aprile 1933: Boicottaggio negozi ebrei: le SA organizzarono un boicottaggio nazionale dei negozi, medici, avvocati ebrei. Manifesti: "Non comprate dagli ebrei!", "Gli ebrei sono la nostra rovina!";
- Aprile 1933: Epurazione funzionari pubblici ebrei: gli ebrei furono cacciati da scuole, università, uffici pubblici, magistratura;
- 1933-1935: propaganda antisemita martellante su giornali, radio, scuole. Gli ebrei furono progressivamente emarginati dalla società.
4.3. Le Leggi di Norimberga (15 settembre 1935)
Il 15 settembre 1935, durante il congresso annuale del Partito Nazista a Norimberga, Hitler proclamò le "Leggi per la protezione del sangue e dell'onore tedesco", dette Leggi di Norimberga. Erano due leggi fondamentali:
1. Legge sulla cittadinanza del Reich:
- Gli ebrei furono privati della cittadinanza tedesca;
- Divennero "sudditi" senza diritti politici: non potevano votare, ricoprire cariche pubbliche;
- Definizione "chi è ebreo": chi aveva almeno 3 nonni ebrei, o 2 nonni ebrei + praticava religione ebraica o sposava un ebreo.
2. Legge per la protezione del sangue tedesco:
- Vietati matrimoni tra ebrei e "ariani";
- Vietati rapporti sessuali tra ebrei e "ariani" (puniti con il carcere);
- Gli ebrei non potevano assumere domestiche "ariane" sotto i 45 anni (per evitare "contaminazione razziale").
Queste leggi istituzionalizzarono la discriminazione razziale, trasformando gli ebrei in cittadini di serie inferiore, esclusi dalla comunità nazionale tedesca.
Negli anni seguenti, centinaia di decreti aggiunsero ulteriori restrizioni: gli ebrei furono espulsi da professioni (medici, avvocati, giornalisti, insegnanti), esclusi da cinema, teatri, piscine, parchi, costretti a vendere aziende a "ariani" a prezzi ridicoli.
4.4. La Notte dei Cristalli (9-10 novembre 1938)
Il 7 novembre 1938, un giovane ebreo polacco, Herschel Grynszpan, uccise a Parigi un diplomatico tedesco per protestare contro le persecuzioni naziste verso la sua famiglia.
Goebbels sfruttò l'evento come pretesto per scatenare un pogrom (violenza organizzata contro ebrei) in tutta la Germania. Nella notte tra il 9 e 10 novembre 1938, le SA, le SS e cittadini tedeschi sobillati dal regime scatenarono una violenza devastante:
- Incendiate o distrutte oltre 1.400 sinagoghe;
- Devastati 7.500 negozi ebrei; le vetrine infrante diedero il nome alla notte: "Notte dei Cristalli" (Kristallnacht, per i frammenti di vetro che coprivano le strade);
- 91 ebrei uccisi (numero ufficiale, probabilmente molti di più);
- 30.000 ebrei arrestati e deportati nei campi di concentramento (Dachau, Buchenwald, Sachsenhausen), dove furono maltrattati, torturati; molti morirono.
Dopo il pogrom, il regime aggiunse beffa al danno: gli ebrei furono multati di 1 miliardo di marchi come "punizione collettiva" per l'assassinio del diplomatico. Dovettero anche pagare di tasca propria per riparare i danni causati dai nazisti!
La Notte dei Cristalli segnò una svolta: la persecuzione divenne aperta, violenta, senza più alcuna vergogna. Molti ebrei capirono che dovevano fuggire dalla Germania. Ma era già molto difficile: pochi paesi accettavano rifugiati ebrei.
4.5. Verso la "Soluzione Finale"
Tra il 1938 e il 1939, la persecuzione si intensificò ulteriormente:
- Gli ebrei furono obbligati a portare la stella gialla (stella di David) cucita sui vestiti per essere identificati pubblicamente (questa misura fu generalizzata durante la guerra);
- I loro passaporti furono marchiati con una "J" (Jude, ebreo);
- Gli ebrei furono ghettizzati: in alcune città dovevano vivere in quartieri separati;
- Fu imposto un "contributo espiatorio": confisca di proprietà, gioielli, denaro;
- Gli ebrei non potevano più frequentare scuole tedesche, università, lavorare in quasi nessuna professione.
I campi di concentramento, esistenti dal 1933 per oppositori politici, si riempirono di ebrei, rom, "asociali", omosessuali, testimoni di Geova. Le condizioni erano brutali: lavoro forzato, fame, malattie, torture, esecuzioni.
Ma lo sterminio sistematico e industriale degli ebrei – la "Soluzione Finale" (Endlösung) – inizierà solo durante la Seconda Guerra Mondiale, con i campi di sterminio (Auschwitz, Treblinka, Sobibor...) dove milioni di ebrei, rom, e altri saranno assassinati nelle camere a gas. Questa tragedia immane sarà chiamata Shoah (o Olocausto).
5. La politica estera aggressiva (1933-1939)
5.1. Gli obiettivi di Hitler
Hitler aveva obiettivi di politica estera chiarissimi, dichiarati già in Mein Kampf:
- Cancellare il Trattato di Versailles: riarmare la Germania, riconquistare territori perduti;
- Lebensraum ("spazio vitale"): espandere la Germania a Est (Polonia, Ucraina, Russia) conquistando terre per il popolo tedesco, sterminando o schiavizzando le popolazioni "inferiori" (slavi, ebrei);
- Unire tutti i tedeschi in un'unica Grande Germania (Großdeutschland): annettere Austria, Cecoslovacchia (con minoranze tedesche), territori polacchi;
- Distruggere il "giudeo-bolscevismo": schiacciare l'Unione Sovietica comunista.
Hitler procedette con cautela e astuzia fino al 1939, per non provocare troppo presto Francia e Gran Bretagna. Sfruttò la loro debolezza, la loro paura di una nuova guerra, e il loro anticomunismo (molti leader occidentali vedevano Hitler come un bastione contro il comunismo).
5.2. Il riarmo e l'uscita dalla Società delle Nazioni (1933-1935)
- Ottobre 1933: Hitler fece uscire la Germania dalla Società delle Nazioni (organizzazione internazionale creata dopo la Prima Guerra Mondiale per mantenere la pace);
- 1933-1935: riarmo massiccio in segreto, violando Versailles;
- 1935: Hitler annunciò pubblicamente il riarmo tedesco: reintrodusse la coscrizione obbligatoria (esercito di massa), creò la Luftwaffe (aviazione militare), costruì carri armati, navi. Francia e Gran Bretagna protestarono debolmente ma non intervennero militarmente.
5.3. La rimilitarizzazione della Renania (7 marzo 1936)
Il 7 marzo 1936, Hitler ordinò alle truppe tedesche di entrare nella Renania, la regione tedesca lungo il confine francese che Versailles aveva smilitarizzato. Era una violazione clamorosa del trattato.
Hitler bluffava: l'esercito tedesco era ancora debole; se Francia e Gran Bretagna avessero reagito militarmente, avrebbe dovuto ritirarsi. Ma Francia e GB non fecero nulla. Si limitarono a proteste diplomatiche.
Fu un successo enorme per Hitler: aveva dimostrato che le democrazie occidentali erano deboli, pavide, divise. Poteva osare di più.
5.4. L'Anschluss: annessione dell'Austria (12 marzo 1938)
L'Austria era uno Stato indipendente di lingua tedesca. Hitler, austriaco di nascita, voleva annetterla alla Germania. Nel febbraio 1938, esercitò pressioni sul governo austriaco, minacciando invasione. Il cancelliere austriaco Schuschnigg cercò di resistere indìcendo un referendum sull'indipendenza.
Hitler non aspettò. Il 12 marzo 1938, le truppe tedesche entrarono in Austria senza sparare un colpo. Fu l'Anschluss ("unione", "annessione"). Hitler entrò trionfalmente a Vienna, accolto da folle entusiaste (molti austriaci erano favorevoli all'unione con la Germania).
L'Austria cessò di esistere come Stato indipendente, diventando parte della Germania nazista (Ostmark, "Marca Orientale"). Francia e Gran Bretagna, ancora una volta, non reagirono.
5.5. La crisi dei Sudeti e gli Accordi di Monaco (settembre 1938)
Dopo l'Austria, Hitler puntò alla Cecoslovacchia, Stato democratico e alleato della Francia. Nella regione dei Sudeti (zona occidentale della Cecoslovacchia, al confine con la Germania) vivevano circa 3 milioni di tedeschi.
Hitler sostenne i nazisti sudeti e chiese l'annessione dei Sudeti alla Germania, minacciando guerra. La Cecoslovacchia rifiutò e mobilitò l'esercito. Sembrava inevitabile un conflitto europeo.
Il primo ministro britannico Neville Chamberlain voleva evitare la guerra a tutti i costi. Convinse Francia e Italia a negoziare. Il 29-30 settembre 1938, a Monaco di Baviera, si tenne una conferenza con Hitler, Mussolini, Chamberlain (GB) e Daladier (Francia). La Cecoslovacchia non fu nemmeno invitata a difendersi!
Risultato: Accordi di Monaco: Francia e Gran Bretagna cedettero a Hitler. I Sudeti furono annessi alla Germania. La Cecoslovacchia, tradita dai suoi alleati, dovette accettare. Chamberlain tornò a Londra dichiarando di aver garantito "la pace per la nostra epoca".
Fu un'illusione tragica. La politica di appeasement (cedimento, accontentare l'aggressore per evitare la guerra) aveva fallito: Hitler non era soddisfatto. Voleva tutto.
5.6. L'occupazione della Cecoslovacchia (marzo 1939)
Sei mesi dopo Monaco, il 15 marzo 1939, Hitler ruppe gli accordi: le truppe tedesche invasero e occuparono il resto della Cecoslovacchia (Boemia e Moravia). La Slovacchia divenne uno Stato satellite nazista.
Stavolta, anche Chamberlain capì: Hitler era inaffidabile. Non voleva solo "unire i tedeschi", voleva dominare l'Europa. Gran Bretagna e Francia decisero di opporsi: garantirono assistenza militare alla Polonia, prossimo obiettivo di Hitler.
5.7. Il Patto Ribbentrop-Molotov (23 agosto 1939)
Hitler voleva invadere la Polonia per riconquistare il "corridoio polacco" e Danzica (città di maggioranza tedesca). Ma temeva un intervento dell'Unione Sovietica, che confinava con la Polonia.
In modo sorprendente, il 23 agosto 1939, Germania nazista e Unione Sovietica comunista firmarono il Patto Ribbentrop-Molotov (nomi dei ministri esteri tedesco e sovietico): un patto di non aggressione decennale.
In pubblico: i due paesi promettevano di non farsi guerra. In segreto (protocollo segreto): Germania e URSS si spartivano l'Europa orientale: la Polonia sarebbe stata invasa e divisa tra loro, l'URSS avrebbe avuto mano libera su Finlandia, Paesi Baltici (Estonia, Lettonia, Lituania), Bessarabia (Romania).
Il patto fu uno shock mondiale: nazisti e comunisti, nemici mortali, si allearono! Ma era un'alleanza cinica, di convenienza, destinata a rompersi (Hitler invaderà l'URSS nel 1941).
Con le spalle coperte a Est, Hitler era pronto per la guerra.