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Il Decameron: trama, struttura, temi e considerazioni

Il Decameron: trama, struttura, temi e considerazioni
Autore: Sistema
Data: 21/03/2026
Tipo: Materiale didattico
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Giovanni Boccaccio, Decameron di HUB Scuola

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Il capolavoro di Boccaccio è una raccolta di novelle che offre un incredibile affresco della società comunale e cortese trecentesca, e che diventerà il modello della successiva prosa in volgare. • 2:23 minuti

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IL DECAMERON DI GIOVANNI BOCCACCIO

 

1. Contesto storico-artistico

Il Decameron viene scritto tra il 1348 e il 1351, nel pieno del Trecento, uno dei secoli più drammatici della storia europea. In quegli anni l'Italia e tutta l'Europa furono sconvolte dalla peste nera (1348), un'epidemia che uccise circa un terzo della popolazione del continente. Proprio la peste è lo sfondo da cui nasce l'opera: Boccaccio ne descrive gli effetti con un realismo impressionante nell'introduzione al Decameron, una delle pagine più potenti della letteratura italiana.

Dal punto di vista culturale, il Trecento è il secolo in cui si gettano le basi dell'Umanesimo, il movimento culturale che pone l'uomo e le sue capacità al centro dell'interesse intellettuale, in contrasto con la visione medievale che subordinava tutto alla prospettiva religiosa. Boccaccio è uno dei primi grandi scrittori a guardare la realtà umana con occhi laici e concreti.

 

2. L'autore

Giovanni Boccaccio nasce nel 1313, probabilmente a Certaldo (Toscana), figlio illegittimo di un mercante fiorentino. Trascorre la giovinezza a Napoli, alla corte angioina, dove entra in contatto con la cultura raffinata e cortese e dove comincia a scrivere le sue prime opere. Rientrato a Firenze, vive in prima persona la tragedia della peste del 1348, che gli ispira la cornice del Decameron.

Boccaccio fu anche un grande amico e ammiratore di Francesco Petrarca, con cui condivise l'interesse per la cultura classica latina e greca. Tra le sue opere minori si ricordano il Filostrato, il Filocolo e la Fiammetta. Muore nel 1375, un anno dopo Petrarca.

 

3. Presentazione dell'opera, genere, forma e struttura

Il capolavoro di Boccaccio è il Decameron, una raccolta di cento novelle scritte in prosa e in volgare fiorentino tra il 1348 e il 1351.

L'opera non è però una semplice raccolta: l'autore immagina che durante la peste del 1348, sette giovani donne e tre giovani uomini, per sfuggire alla malattia, si rifugino in una villa fuori Firenze. Qui si impegnano a raccontarsi reciprocamente una storia al giorno per dieci giorni consecutivi (da qui il titolo: Decameron, dal greco "dieci giorni"), seguendo argomenti specifici assegnati per ogni giornata: dall'amore infelice al lieto fine, dalle battute argute alle beffe divertenti.

Questo stratagemma narrativo è detto cornice e conferisce all'opera una struttura compatta e armoniosa nonostante la grande varietà dei temi trattati.

 

APPROFONDIMENTO>> La novella è una narrazione in prosa breve e semplice, il cui pregio è dato soprattutto dalla capacità di sorprendere il lettore con l'originalità dell'invenzione e l'efficacia della conclusione.

 

4. Argomento

Le cento novelle affrontano una straordinaria varietà di situazioni e temi. I principali che ricorrono nell'opera sono i seguenti.

  • La fortuna, intesa come imprevisto: nell'opera l'imprevisto è una forza non dipendente dalla volontà divina, che l'uomo deve imparare a gestire.
  • L'ingegno umano, capace di sfruttare la fortuna a proprio vantaggio o di risolvere situazioni complesse.
  • La parola, potente strumento in grado di deridere gli sciocchi, far ammutolire gli arroganti e ribaltare situazioni difficili.
  • L'amore, declinato in tutte le sue sfumature: dal sublime al passionale, dal tragico al volgare. L'amore fisico e terreno è considerato da Boccaccio una manifestazione sana e naturale dell'essere umano.

 

APPROFONDIMENTO>> Pur senza utilizzare termini eccessivamente espliciti nelle sue novelle, l'aggettivo "boccaccesco" è diventato sinonimo di "licenzioso", a testimonianza del carattere spregiudicato e ironico di molte storie del Decameron.

 

5. Messaggio

Il messaggio centrale del Decameron è una celebrazione dell'uomo e delle sue capacità: intelligenza, arguzia, capacità di adattamento, desiderio d'amore. Di fronte alla morte e al caos portati dalla peste, Boccaccio risponde con un'opera che afferma con forza il valore della vita e del piacere terreno.

Boccaccio osserva la vita concreta e gli innumerevoli comportamenti umani nelle loro molteplici manifestazioni, senza giudicarli moralisticamente ma con uno sguardo curioso, divertito e partecipe. Il Decameron ci trasmette un messaggio ancora attuale: la realtà umana, con tutte le sue contraddizioni, merita di essere raccontata e compresa, non nascosta o censurata.

 

6. Lingua e stile

Il Decameron è scritto in volgare fiorentino, la stessa lingua di Dante e Petrarca, che Boccaccio porta a un altissimo livello di eleganza e precisione nella prosa. Lo stile è vario e flessibile: Boccaccio sa adattare il tono alla situazione narrata, passando dall'elegia al comico, dal drammatico all'ironico, con grande naturalezza.

Tra le caratteristiche stilistiche principali si segnalano:

  • Il periodo lungo e articolato: la prosa di Boccaccio è influenzata dal latino ciceroniano, con frasi complesse e ricche di subordinate, che conferiscono al testo un ritmo solenne e controllato.
  • La struttura della novella: ogni racconto è costruito con una precisa logica di causa ed effetto; ogni personaggio agisce in modo coerente con il proprio contesto sociale.
  • L'ironia e il comico: molte novelle sono costruite intorno a un colpo di scena finale o a una battuta arguta, con un utilizzo sapiente del ritmo narrativo.

 

7. Considerazioni, poetica e visione del mondo

Ciò che distingue il Decameron da ogni altra opera del suo tempo è il realismo dello scrittore, che riesce a dipingere una grande varietà di personaggi (sciocchi e furbi) e classi sociali (nobili, borghesi, popolani) con grande maestria.

Tra le classi più rappresentate c'è la borghesia cittadina, descritta con le sue qualità pratiche — buon senso, prontezza d'ingegno, intraprendenza — ma anche con i suoi vizi, come l'avarizia e la spregiudicatezza. Trovano però spazio anche i valori del mondo cortese — onore, generosità, raffinatezza — che forniscono un modello utile a evitare che la concretezza borghese degeneri in cattivo gusto. Ad esempio, alla superficialità di Chichibio si contrappone l'eleganza del suo padrone; all'avarizia mercantile dei fratelli di Lisabetta si contrappone l'amore disinteressato della ragazza.

In questo senso il Decameron non è un'opera moralistica né cinica: è lo sguardo di un uomo che ama profondamente la vita umana in tutte le sue manifestazioni e che crede nell'intelligenza come strumento per affrontarla. Boccaccio è il primo grande scrittore italiano a mettere al centro della letteratura l'uomo concreto, con le sue passioni, i suoi vizi e le sue virtù, aprendo la strada alla modernità.

 

CURIOSITÀ>> Il titolo Decameron deriva dal greco déka (dieci) e h?méra (giorno): significa letteralmente "opera dei dieci giorni". Boccaccio stesso, nella dedica dell'opera, la chiama anche "Principe Galeotto", richiamando il personaggio del romanzo medievale che fece da intermediario tra Lancillotto e Ginevra — un omaggio ironico al ruolo che il libro vuole svolgere tra l'autore e le sue lettrici.

 

LESSICO DEL DECAMERON

Parole chiave (memorizzare!):

  • DECAMERON: Dal greco déka (dieci) e h?méra (giorno): "opera dei dieci giorni". Raccolta di cento novelle di Boccaccio (1348-1351)
  • NOVELLA: Narrazione in prosa breve e semplice, che sorprende il lettore con l'originalità dell'invenzione e l'efficacia della conclusione
  • CORNICE: Stratagemma narrativo che collega tutte le novelle: i dieci giovani in villa si raccontano storie per dieci giorni
  • VOLGARE FIORENTINO: Lingua in cui è scritto il Decameron; la stessa di Dante e Petrarca, portata da Boccaccio a grande eleganza nella prosa
  • PESTE NERA (1348): Epidemia che uccise circa un terzo della popolazione europea; è lo sfondo storico e il punto di partenza dell'opera
  • UMANESIMO: Movimento culturale che pone l'uomo e le sue capacità al centro, in contrasto con la visione medievale religiosa
  • FORTUNA: Nel Decameron, forza imprevedibile e non dipendente dalla volontà divina, che l'uomo deve saper gestire con l'ingegno
  • INGEGNO: Capacità intellettuale dell'uomo di sfruttare la fortuna e risolvere situazioni complesse; uno dei valori centrali dell'opera
  • REALISMO: Capacità di Boccaccio di rappresentare la realtà umana concretamente, con personaggi e classi sociali ben definiti
  • BOCCACCESCO: Aggettivo diventato sinonimo di "licenzioso", a testimonianza del carattere spregiudicato di molte novelle
  • BORGHESIA: Classe sociale più rappresentata nel Decameron, descritta con pregi (ingegno, intraprendenza) e vizi (avarizia, spregiudicatezza)
  • MONDO CORTESE: Insieme di valori medievali (onore, generosità, raffinatezza) che nel Decameron fanno da contrappeso alla concretezza borghese
  • PERIODO CICERONIANO: Stile della prosa di Boccaccio: frasi lunghe e articolate con molte subordinate, ispirate al latino dell'oratore romano Cicerone
  • PRINCIPE GALEOTTO: Secondo titolo del Decameron; richiama il personaggio medievale intermediario tra Lancillotto e Ginevra
  • TRECENTO: Il XIV secolo, epoca in cui vive Boccaccio e in cui viene scritto il Decameron

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