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Il Trecento

Il Trecento
Autore: Sistema
Data: 20/06/2026
Tipo: Materiale didattico
Dimensione: 7549 caratteri
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1. Il Trecento

1.1. Contesto storico

Durante il Trecento la crescita economica e culturale si ferma in tutta Europa. L'economia e l'agricoltura entrano in crisi. I terreni producono poco anche perché il clima si fa più rigido. I cattivi raccolti e le carestie indeboliscono la popolazione.

Una terribile epidemia, portata dall'Oriente, semina il panico in Europa. Si tratta della celebre peste, che tra il 1347 e il 1350 uccide milioni di persone. Questo genera un effetto a cascata: meno persone significa meno contadini, quindi la produzione agricola diminuisce ancora di più. Al termine di questa situazione disastrosa, la popolazione europea crollò da 80 a 50 milioni di abitanti.

A causa della crisi economica e agricola, nelle città e nelle campagne scoppiano numerose rivolte. La più nota è quella dei Ciompi (1378): erano i lavoratori della lana di Firenze, privi di tutti i diritti politici, che per un breve periodo riuscirono a governare la città.

Anche il papa e l'imperatore devono affrontare molti problemi. Papa Bonifacio VIII vuole ottenere la supremazia sugli altri sovrani. Per contrastarlo, il re francese Filippo il Bello nel 1309 compie un'azione senza precedenti: fa arrestare il papa, ne sceglie un altro (francese) e sposta la sede papale da Roma ad Avignone, in Francia. Questo periodo prende il nome di «cattività avignonese» e dura fino al 1377.

In Italia, al Nord, la situazione dei Comuni cambia: approfittando dei contrasti tra i vari potenti, alcune famiglie si impongono sulle altre prendendo di fatto il potere. Nasce così la Signoria. A Milano si impongono i Visconti, a Mantova i Gonzaga, a Ferrara gli Estensi. A Firenze l'istituzione comunale resiste più a lungo — solo successivamente si imporranno i Medici — ma la città è dilaniata dalla lotta tra guelfi bianchi e neri.

L'Italia del Sud invece è governata da Paesi stranieri: nel Regno di Napoli dai Francesi (gli Angioini), nel Regno di Sicilia dagli Spagnoli (gli Aragonesi).

IN SINTESI>> Durante il Trecento, l'Europa affronta una grave crisi economica e demografica. La peste (1347–1350) provoca milioni di morti e fa crollare la popolazione europea da 80 a 50 milioni. Le conseguenze includono carestie e rivolte, come quella dei Ciompi a Firenze (1378). Nel 1309 il re francese Filippo il Bello sposta la sede papale da Roma ad Avignone («cattività avignonese», fino al 1377). In Italia settentrionale nascono le Signorie; l'Italia meridionale è governata da stranieri (Angioini a Napoli, Aragonesi in Sicilia).

 

1.2. Il contesto culturale

Anche se in questo periodo le condizioni economiche e politiche sono difficili, in Italia la cultura, l'arte e la letteratura vivono un momento straordinario. Firenze, Milano e Napoli diventano centri culturali importanti; gli artisti si trasferiscono nelle corti di queste città. Dante, Petrarca e Boccaccio, che vivono in questo secolo, sono considerati i padri della lingua e della letteratura italiana.

Se nei periodi precedenti possiamo parlare di diversi volgari regionali, nel Trecento il volgare fiorentino si impone sugli altri diventando la lingua della letteratura italiana. Ciò avviene perché Firenze è un centro commerciale e culturale importantissimo e perché le tre opere più importanti del periodo — la Divina Commedia di Dante, il Canzoniere di Petrarca e il Decameron di Boccaccio — sono scritte in volgare fiorentino e diventano un modello per tutti gli autori successivi.

1.2.1. Gli autori

Dante Alighieri nasce a Firenze nel 1265. È uno dei fondatori del Dolce Stil Novo. A nove anni incontra Beatrice, che diventa la sua fonte di ispirazione. Dante partecipa alla vita politica di Firenze e nel 1300 diventa priore, cioè la persona più importante del Comune. Quando i suoi avversari politici prendono il potere, Dante viene esiliato; durante l'esilio scrive la sua opera più importante, la Divina Commedia. Muore a Ravenna nel 1321.

La Divina Commedia è un poema, cioè un'opera scritta in versi. È un'allegoria: usa personaggi e figure simboliche per dare messaggi profondi ai lettori. È divisa in 100 canti, ripartiti in tre cantiche (Inferno, Purgatorio, Paradiso). La vicenda si svolge durante la settimana di Pasqua del 1300: Dante si trova in una selva oscura e intraprende un viaggio nell'oltretomba. Lungo il cammino incontra personaggi della storia, della mitologia e della Bibbia, di cui racconta le storie.

Francesco Petrarca nasce ad Arezzo nel 1304. Si trasferisce ad Avignone perché suo padre lavora al servizio del papa, e lì conosce Laura. Si innamora di lei e le dedica le sue opere. Le sue poesie sono molto apprezzate dai contemporanei e per questo nel 1341 Petrarca viene incoronato poeta in Campidoglio a Roma.

A Firenze conosce Boccaccio e diventa suo grande amico. La sua opera più importante in volgare è il Canzoniere, composta da oltre 300 poesie dedicate a Laura e alla ricerca spirituale. Petrarca scrive anche importanti opere in latino, con cui dimostra la sua ammirazione per la cultura classica. Il suo linguaggio è raffinato e aristocratico e diventa un modello per tutti gli autori successivi. Muore a Arquà nel 1374.

Giovanni Boccaccio nasce nel 1313, probabilmente a Certaldo o a Firenze. Nel 1348 anche Firenze è colpita dalla peste e questo tragico evento gli dà l'idea per la sua opera più famosa, il Decameron.

Il Decameron è una raccolta di 100 novelle in volgare fiorentino. Racconta di un gruppo di giovani — sette ragazze e tre ragazzi — che durante la peste si rifugiano in una villa fuori Firenze. Per passare il tempo raccontano ogni giorno dieci novelle, ciascun giorno su un tema diverso (amori felici e infelici, ingegno e astuzia, scherzi...). Il Decameron è importante perché descrive con grande vivacità la società del Trecento: le abitudini, le idee, i comportamenti di tutte le classi sociali. Boccaccio muore a Certaldo nel 1375.

Materiali di Supporto

Risorse aggiuntive e approfondimenti


Materiali e risorse varie

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