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Schema riassuntivo. Tanto gentile e tanto onesta pare - in un fogli A4
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3. Tanto gentile e tanto onesta pare — Dante Alighieri
| Autore | Opera | Anno | Forma metrica |
| Dante Alighieri | Vita nova | 1290 ca. (inserito nella Vita nova tra il 1292 e il 1294) | Sonetto — endecasillabi |
3.1. Contesto e note generali
Tanto gentile e tanto onesta pare è un sonetto composto da Dante Alighieri intorno al 1290 e inserito successivamente nella Vita nova (tra il 1292 e il 1294). Il componimento celebra Beatrice (Bice di Folco Portinari), la donna amata da Dante, descritta coerentemente con i dettami del Dolce Stil Novo come donna-angelo: una creatura venuta dal cielo le cui virtù miracolose possono essere comprese solo da chi la vede direttamente.
Il sonetto è uno dei più noti della letteratura italiana e rappresenta uno degli esempi più puri dello stile dolcestilnovista: linguaggio raffinato, ritmo estatico e lento, celebrazione della bellezza spirituale della donna più che di quella fisica.
3.2. Argomento
3.2.1. Prima quartina (vv. 1–4) — Il saluto di Beatrice
Dante presenta il saluto della donna e gli effetti che esso produce su chi la circonda: tutti fanno silenzio, le lingue restano mute per l'emozione e gli occhi non osano guardarla.
3.2.2. Seconda quartina (vv. 5–8) — La creatura del cielo
Beatrice avanza sentendosi lodare, rivestita di umiltà e benevolenza. Dante la descrive come una creatura miracolosa scesa dal cielo sulla terra per mostrare la potenza divina.
3.2.3. Prima terzina (vv. 9–11) — La dolcezza ineffabile
Beatrice si mostra così bella a chi la guarda che infonde attraverso gli occhi una dolcezza al cuore che solo chi la sperimenta direttamente può capire.
3.2.4. Seconda terzina (vv. 12–14) — Il sospiro dell'anima
Dal volto di Beatrice sembra emanare uno spirito soave pieno d'amore che parla all'anima e le dice di sospirare.
3.3. Messaggio
| TEMA | SPIEGAZIONE |
|---|---|
| La donna-angelo | Beatrice non è una semplice donna: è una creatura che avvicina l'uomo a Dio. La sua bellezza è soprattutto spirituale e interiore. |
| L'amore come elevazione | Guardare Beatrice non provoca passione terrena ma stupore reverenziale. L'amore stilnovista eleva l'anima verso il divino. |
| L'ineffabilità | La bellezza di Beatrice supera le parole: solo chi la sperimenta direttamente può capire cosa si prova. Il linguaggio ha i suoi limiti di fronte al miracolo. |
3.4. Lingua, stile e forma metrica
| ELEMENTO | CARATTERISTICA |
|---|---|
| Forma metrica | Sonetto di 14 endecasillabi: 2 quartine + 2 terzine. Schema di rime: ABBA ABBA CDE EDC. Le quartine hanno rime incrociate (ABBA); le terzine rime invertite (CDE EDC). |
| Linguaggio | Dolce e raffinato, di tipo stilnovista. Numerosi termini arcaici: ogne, deven, lauda, vestuta, spirto. |
| Ritmo | Lento ed estatico. I numerosi verbi che denotano staticità (pare, saluta, laudare, mostrasi) contribuiscono a creare un'atmosfera sospesa e contemplativa. |
| Parole chiave: gentile e onesta | Nel contesto dantesco questi due aggettivi hanno un significato diverso da quello odierno: gentile = di carattere nobile ed elevato (aspetto interiore: virtù morali); onesta = dal comportamento dignitoso e rispettoso (aspetto esteriore: gesti e portamento). |
| Figure retoriche | Allitterazione (vv. 1-2): «Tanto gentile e tanto onesta pare / la donna mia…» — ripetizione di t, n, a con funzione quasi mnemonica. Similitudine (vv. 7-8): «e par che sia una cosa venuta / da cielo in terra a miracol mostrare» — Beatrice è paragonata a una creatura del cielo. |
3.5. Testo e parafrasi
| TESTO | PARAFRASI |
|---|---|
|
1. Tanto gentile e tanto onesta pare 5. Ella si va, sentendosi laudare, 9. Mostrasi sì piacente a chi la mira, 12. e par che de la sua labbia si mova |
La mia donna si mostra tanto nobile e dignitosa, quando saluta la gente, che tutti fanno silenzio per l'emozione e gli occhi non osano guardarla.
Ella avanza, sentendosi lodare, rivestita di amabilità e umiltà; e sembra sia una creatura scesa dal cielo sulla terra per mostrare la potenza divina.
Si mostra così bella a chi la guarda, che infonde attraverso gli occhi una dolcezza al cuore che non può capire chi non la sperimenta direttamente.
E sembra che dal suo volto emani uno spirito soave e pieno d'amore, che sussurra all'anima: sospira. |