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Letteratura italiana 6: Francesco d'Assisi. di Herr Quattrone
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Letteratura italiana 7: Cantico delle creature, analisi e commento di Herr Quattrone
YouTubeLetteratura italiana 7: Cantico delle creature, analisi e commento di Herr Quattrone • Durata: 9:59
COMMENTO AL CANTICO DELLE CREATURE
1. Contesto e note generali
Il Cantico delle creature, conosciuto anche come Il cantico di Frate Sole e Sorella Luna, è la più famosa poesia religiosa della letteratura italiana. Composta nel 1224 da Francesco d'Assisi dopo una notte di preghiera e meditazione, è un vero e proprio inno di lode al Signore per le cose create. È stato scritto in volgare umbro, e non in latino, affinché il messaggio potesse essere capito da tutti e non solo dai più istruiti. Questa scelta linguistica rappresenta una rivoluzione culturale: Francesco vuole che il suo messaggio d'amore raggiunga anche gli umili e gli analfabeti, non solo i dotti che conoscevano il latino.
2. Argomento
Il testo può essere diviso in tre parti:
Prima parte (vv. 1-26): La lode a Dio è espressa con un tono gioioso e ottimistico. Francesco enumera tutte le creature del mondo naturale - il sole, la luna, le stelle, il vento, l'acqua, il fuoco, la terra - e le presenta come fratelli e sorelle degni di lode. Ogni elemento della natura viene celebrato per la sua bellezza e utilità.
Seconda parte (vv. 27-31): I toni si fanno più cupi e il riferimento alla morte corporale e al dolore rendono il testo quasi mistico. Francesco introduce il tema della sofferenza umana, del perdono e della morte, che viene chiamata anch'essa "sorella". Viene operata una distinzione tra chi muore in peccato mortale (destinato alla dannazione) e chi muore nella volontà di Dio (che non temerà la "seconda morte", cioè la dannazione eterna).
Terza parte (vv. 32-33): Negli ultimi 2 versi prevale nuovamente il tema della lode ma non ci si rivolge più all'Altissimo ma ai fedeli, che vengono esortati a lodare e servire Dio con grande umiltà.
3. Messaggio
Il messaggio centrale del Cantico è quello della fratellanza universale e della lode a Dio attraverso le sue creature. Tutte le cose create sono belle sia perché rappresentano il loro Creatore, sia per la loro utilità. Francesco propone una visione della natura non come qualcosa da dominare o sfruttare, ma come una famiglia di fratelli e sorelle con cui l'uomo condivide la stessa origine divina.
A ben vedere nell'inno vi è una visione che ha come centro l'uomo. Mentre per le creature le lodi sono incondizionate, l'uomo è lodato solo a determinate condizioni: sono lodati "quelli ke perdonano" e "quelli ke sosterrano in pace" le sofferenze. Tra tutte le creature l'uomo è l'unico per cui si apre l'alternativa tra salvezza e dannazione, l'unico dotato di libero arbitrio e quindi di responsabilità morale.
Il messaggio rimane estremamente attuale: in un'epoca di crisi ambientale, la visione francescana della natura come sorella da rispettare e non come risorsa da sfruttare è più moderna che mai. Anche il tema del perdono e della pace come vie verso la beatitudine mantiene una validità universale.
4. Lingua, stile e forma metrica
Il testo non segue uno schema metrico regolare: si alternano versi di varia lunghezza (dai 7 alle 15 sillabe circa) che riproducono il ritmo dei salmi biblici e delle preghiere liturgiche. Questa irregolarità metrica conferisce al testo un carattere spontaneo, simile a un canto libero ispirato.
Accanto alle rime vere e proprie (stelle/belle, vv. 10-11) sono presenti assonanze, cioè le parole alla fine del verso contengono le stesse vocali ma consonanti diverse (sole/splendore, vv. 6 e 8).
La lingua scelta dall'autore è un volgare umbro illustre, cioè purificato dalle forme più popolari e arricchito di latinismi, ovvero parole che conservano la forma latina da cui derivano, come laude (v. 2), homo (v. 4), benedictione (v. 2), clarite (v. 11).
Dal punto di vista stilistico, il testo è caratterizzato da:
- Anafora: la ripetizione costante di "Laudato si', mi' Signore, per..." all'inizio di quasi ogni strofa crea un effetto di litania, di preghiera ripetuta e insistente.
- Polisindeto: l'uso ripetuto della congiunzione "et" (e) per collegare gli elementi (v. 16: "utile et humile et pretiosa et casta") dona solennità e enfasi all'enumerazione.
- Metafore familiari: gli elementi naturali sono chiamati "frate" (fratello) e "sora" (sorella), creando un'atmosfera di intimità e affetto verso il creato.
- Aggettivazione abbondante: ogni elemento è descritto con più aggettivi che ne esaltano le qualità.
PARAFRASI E NOTE UTILI PER IL COMMENTO
| TESTO | PARAFRASI |
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Altissimo, onnipotente, buon Signore, A te solo, Altissimo, si addicono, Sii lodato (Laudato sie - anafora, l'espressione viene ripetuta più volte), o mio Signore, con tutte le tue creature, specialmente signor fratello sole, Ed esso è bello e raggiante con grande splendore: Sii lodato, o mio Signore, per sorella luna e le stelle: Sii lodato, o mio Signore, per fratello vento Sii lodato, o mio Signore, per sorella acqua, Sii lodato, o mio Signore, per fratello fuoco, Sii lodato, o mio Signore, per sorella nostra madre terra, Sii lodato, mio Signore, per quelli che perdonano in nome del tuo amore Beati quelli che le sopporteranno in pace, Sii lodato, o mio Signore, per sorella nostra morte corporale, dalla quale nessun uomo vivente può scappare: Lodate e benedite il mio Signore e ringraziatelo |