italiano-letteratura

Cantico dell creature - Francesco d‘ Assisi - Commento e parafrasi

Cantico dell creature - Francesco d‘ Assisi - Commento e parafrasi
Autore: Sistema
Data: 21/03/2026
Tipo: Materiale didattico
Dimensione: 11866 caratteri
Metti alla Prova

Materiali di studio, sintesi e approfondimento

Esplora tutti i materiali di studio, sintesi e approfondimento disponibili per questo argomento

Letteratura italiana 6: Francesco d'Assisi. di Herr Quattrone

YouTube

Letteratura italiana 6: Francesco d'Assisi. di Herr Quattrone • 9:16 minuti

Guarda

Letteratura italiana 7: Cantico delle creature, analisi e commento di Herr Quattrone

YouTube

Letteratura italiana 7: Cantico delle creature, analisi e commento di Herr Quattrone • Durata: 9:59

Guarda
2 risorse disponibili per questo contenuto

COMMENTO AL CANTICO DELLE CREATURE

1. Contesto e note generali

Il Cantico delle creature, conosciuto anche come Il cantico di Frate Sole e Sorella Luna, è la più famosa poesia religiosa della letteratura italiana. Composta nel 1224 da Francesco d'Assisi dopo una notte di preghiera e meditazione, è un vero e proprio inno di lode al Signore per le cose create. È stato scritto in volgare umbro, e non in latino, affinché il messaggio potesse essere capito da tutti e non solo dai più istruiti. Questa scelta linguistica rappresenta una rivoluzione culturale: Francesco vuole che il suo messaggio d'amore raggiunga anche gli umili e gli analfabeti, non solo i dotti che conoscevano il latino.

2. Argomento

Il testo può essere diviso in tre parti:

Prima parte (vv. 1-26): La lode a Dio è espressa con un tono gioioso e ottimistico. Francesco enumera tutte le creature del mondo naturale - il sole, la luna, le stelle, il vento, l'acqua, il fuoco, la terra - e le presenta come fratelli e sorelle degni di lode. Ogni elemento della natura viene celebrato per la sua bellezza e utilità.

Seconda parte (vv. 27-31): I toni si fanno più cupi e il riferimento alla morte corporale e al dolore rendono il testo quasi mistico. Francesco introduce il tema della sofferenza umana, del perdono e della morte, che viene chiamata anch'essa "sorella". Viene operata una distinzione tra chi muore in peccato mortale (destinato alla dannazione) e chi muore nella volontà di Dio (che non temerà la "seconda morte", cioè la dannazione eterna).

Terza parte (vv. 32-33): Negli ultimi 2 versi prevale nuovamente il tema della lode ma non ci si rivolge più all'Altissimo ma ai fedeli, che vengono esortati a lodare e servire Dio con grande umiltà.

3. Messaggio

Il messaggio centrale del Cantico è quello della fratellanza universale e della lode a Dio attraverso le sue creature. Tutte le cose create sono belle sia perché rappresentano il loro Creatore, sia per la loro utilità. Francesco propone una visione della natura non come qualcosa da dominare o sfruttare, ma come una famiglia di fratelli e sorelle con cui l'uomo condivide la stessa origine divina.

A ben vedere nell'inno vi è una visione che ha come centro l'uomo. Mentre per le creature le lodi sono incondizionate, l'uomo è lodato solo a determinate condizioni: sono lodati "quelli ke perdonano" e "quelli ke sosterrano in pace" le sofferenze. Tra tutte le creature l'uomo è l'unico per cui si apre l'alternativa tra salvezza e dannazione, l'unico dotato di libero arbitrio e quindi di responsabilità morale.

Il messaggio rimane estremamente attuale: in un'epoca di crisi ambientale, la visione francescana della natura come sorella da rispettare e non come risorsa da sfruttare è più moderna che mai. Anche il tema del perdono e della pace come vie verso la beatitudine mantiene una validità universale.

4. Lingua, stile e forma metrica

Il testo non segue uno schema metrico regolare: si alternano versi di varia lunghezza (dai 7 alle 15 sillabe circa) che riproducono il ritmo dei salmi biblici e delle preghiere liturgiche. Questa irregolarità metrica conferisce al testo un carattere spontaneo, simile a un canto libero ispirato.

Accanto alle rime vere e proprie (stelle/belle, vv. 10-11) sono presenti assonanze, cioè le parole alla fine del verso contengono le stesse vocali ma consonanti diverse (sole/splendore, vv. 6 e 8).

La lingua scelta dall'autore è un volgare umbro illustre, cioè purificato dalle forme più popolari e arricchito di latinismi, ovvero parole che conservano la forma latina da cui derivano, come laude (v. 2), homo (v. 4), benedictione (v. 2), clarite (v. 11).

Dal punto di vista stilistico, il testo è caratterizzato da:

  • Anafora: la ripetizione costante di "Laudato si', mi' Signore, per..." all'inizio di quasi ogni strofa crea un effetto di litania, di preghiera ripetuta e insistente.
  • Polisindeto: l'uso ripetuto della congiunzione "et" (e) per collegare gli elementi (v. 16: "utile et humile et pretiosa et casta") dona solennità e enfasi all'enumerazione.
  • Metafore familiari: gli elementi naturali sono chiamati "frate" (fratello) e "sora" (sorella), creando un'atmosfera di intimità e affetto verso il creato.
  • Aggettivazione abbondante: ogni elemento è descritto con più aggettivi che ne esaltano le qualità.

 

CURIOSITÀ>> Il Cantico delle Creature è considerato il primo testo poetico della letteratura italiana. Francesco d'Assisi, scrivendo in volgare anziché in latino, ha aperto la strada a tutti i poeti successivi, da Dante a Petrarca, che sceglieranno la lingua del popolo per le loro opere letterarie.

 

APPROFONDIMENTO>> Nel 2015 Papa Francesco ha dedicato un'enciclica alla cura del creato intitolata "Laudato si'", riprendendo proprio le parole iniziali del Cantico di Francesco d'Assisi. L'enciclica affronta i temi dell'ecologia, del cambiamento climatico e della responsabilità dell'uomo verso l'ambiente, richiamandosi alla visione francescana della natura come dono di Dio da custodire.

 

PARAFRASI E NOTE UTILI PER IL COMMENTO

TESTO PARAFRASI
  1. Altissimu, onnipotente, bon Signore,
  2. tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione.
  3. Ad te solo, Altissimo, se konfano,
  4. et nullu homo ène dignu te mentovare.
  5. Laudato sie, mi' Signore, cum tucte le tue creature,
  6. spetialmente messor lo frate sole,
  7. lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
  8. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
  9. de te, Altissimo, porta significatione.
  10. Laudato si', mi' Signore, per sora luna e le stelle:
  11. in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.
  12. Laudato si', mi' Signore, per frate vento
  13. et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
  14. per lo quale a le tue creature dài sustentamento.
  15. Laudato si', mi' Signore, per sor'aqua,
  16. la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
  17. Laudato si', mi' Signore, per frate focu,
  18. per lo quale ennallumini la nocte:
  19. ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
  20. Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre terra,
  21. la quale ne sustenta et governa,
  22. et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.
  23. Laudato si', mi' Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore
  24. et sostengo infirmitate et tribulatione.
  25. Beati quelli ke 'l sosterrano in pace,
  26. ka da te, Altissimo, sirano incoronati.
  27. Laudato si', mi' Signore, per sora nostra morte corporale,
  28. da la quale nullu homo vivente skappare:
  29. guai a·cquelli ke morrano ne le peccata mortali;
  30. beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati,
  31. ka la morte secunda no 'l farrà male.
  32. Laudate e benedicete mi' Signore et rengratiate
  33. e serviateli cum grande humilitate.

Altissimo, onnipotente, buon Signore,
tue sono le lodi, la gloria e l'onore e ogni benedizione.

A te solo, Altissimo, si addicono,
e nessun uomo è degno di nominarti.

Sii lodato (Laudato sie - anafora, l'espressione viene ripetuta più volte), o mio Signore, con tutte le tue creature,

specialmente signor fratello sole,
che è il giorno e tramite lui ci illumini.

Ed esso è bello e raggiante con grande splendore:
di te, Altissimo, è simbolo.

Sii lodato, o mio Signore, per sorella luna e le stelle:
in cielo le hai create splendenti, preziose e belle.

Sii lodato, o mio Signore, per fratello vento
e per l'aria e il cielo nuvoloso e quello sereno e ogni tempo,
attraverso il quale dai nutrimento alle tue creature.

Sii lodato, o mio Signore, per sorella acqua,
la quale è molto utile e umile e preziosa e pura (coordinazione per polisindeto).

Sii lodato, o mio Signore, per fratello fuoco,
attraverso il quale rischiari la notte:
ed esso è bello e giocondo e vigoroso e forte.

Sii lodato, o mio Signore, per sorella nostra madre terra,
la quale ci sostenta e ci nutre,
e produce frutti diversi con fiori colorati ed erbe.

Sii lodato, mio Signore, per quelli che perdonano in nome del tuo amore
e sopportano malattie e sofferenze.

Beati quelli che le sopporteranno in pace,
perché da te, Altissimo, saranno incoronati.

Sii lodato, o mio Signore, per sorella nostra morte corporale,

dalla quale nessun uomo vivente può scappare:
guai a quelli che moriranno in peccato mortale;
beati quelli che la morte troverà nella tua santissima volontà,
perché la seconda morte non farà loro male.

Lodate e benedite il mio Signore e ringraziatelo
e servitelo con grande umiltà.