Il Sud-Est asiatico comprende Myanmar, Laos, Thailandia, Vietnam, Cambogia, Malaysia, Singapore, Brunei, Indonesia, Timor Est e le Filippine. Si trova all'incrocio tra grandi placche tettoniche: per questo motivo ci sono migliaia di vulcani attivi e i terremoti sono molto frequenti. Nel 2004 un terribile tsunami ha causato centinaia di migliaia di vittime in tutta la regione.
Il Sud-Est asiatico può essere suddiviso in tre regioni geografiche:
- La penisola indocinese a sud della Cina, che costituisce il prolungamento meridionale della catena dell'Himalaya e comprende Myanmar, Thailandia, Laos, Vietnam e Cambogia;
- L'arcipelago indonesiano, formato da oltre 14.000 isole, bagnato dall'Oceano Indiano a ovest e dal Mar Cinese Meridionale a est, che comprende Indonesia, Malaysia, Singapore, Brunei e Timor Est;
- L'arcipelago delle Filippine nell'Oceano Pacifico, composto da oltre 7.000 isole.
Il Sud-Est asiatico si trova all'interno di una fascia climatica molto umida caratterizzata da frequenti tempeste di pioggia e tifoni sulle coste degli arcipelaghi orientali (in particolare le Filippine), e dalla fascia piovosa equatoriale. L'enorme disponibilità di acqua rende l'area estremamente fertile con una vegetazione rigogliosa che cresce molto velocemente, dominata dalla foresta pluviale tropicale.
Il Sud-Est asiatico è formato da molti Paesi di medie dimensioni ed è abitato da centinaia di popoli diversi per lingua, cultura e religione. La popolazione complessiva supera i 650 milioni di abitanti, concentrati principalmente nelle pianure costiere e nelle vallate fluviali.
1. Filippine [IMG] [cartine] [cartina e info treccani] [enciclopedia britannica]
| Bandiera | Superficie | Popolazione | Capitale | |
| 300.080 km² | 107.668.231 | Manila |
1.1. Filippine: territorio e clima
Le Filippine sono un arcipelago di oltre 7.000 isole situato nell'Oceano Pacifico a est della penisola dell'Indocina e a nord-est dell'Indonesia. Il territorio è per larga parte occupato da catene montuose di origine vulcanica ed è attraversato da numerosissimi fiumi molto brevi. Le coste sono molto frastagliate ma poco adatte all'approdo a causa della presenza di barriere coralline e fondali bassi.
L'isola più grande del Paese, Luzon, si estende per circa 105.000 km² e si trova a nord dell'arcipelago: qui sono presenti la piana di Manila, dove sorge l'omonima capitale, e il lago più esteso del Paese, il Laguna de Bay. La seconda isola più grande (circa 99.000 km²), Mindanao, si trova a sud e ospita il Monte Apo (2.954 metri), la cima più alta di tutte le Filippine e un vulcano attivo.
Il clima è tropicale umido con temperature elevate tutto l'anno e precipitazioni abbondanti. La stagione delle piogge va da giugno a novembre ed è caratterizzata da frequenti tifoni che possono causare gravi danni. Le Filippine sono uno dei Paesi più colpiti al mondo da catastrofi naturali: oltre ai tifoni, sono frequenti terremoti, eruzioni vulcaniche e tsunami.
1.2. Filippine: popolazione ed economia
Le Filippine hanno una popolazione di circa 108 milioni di abitanti, rendendole il secondo Paese più popoloso del Sud-Est asiatico dopo l'Indonesia. La popolazione filippina è estremamente giovane (età media circa 25 anni) e il suo tasso di crescita è così elevato (circa 1,5% annuo) da rappresentare una sfida per le risorse naturali del Paese.
In questo Paese convivono numerosi gruppi etnico-linguistici diversi; le lingue principali sono almeno nove, ma nelle scuole è obbligatorio imparare il filippino (basato sul tagalog) e l'inglese, eredità della dominazione americana (1898-1946). L'inglese è molto diffuso e rende le Filippine uno dei maggiori Paesi anglofoni dell'Asia. La religione prevalente è il cattolicesimo (circa l'80% della popolazione), eredità della lunga dominazione spagnola (1565-1898), che rende le Filippine l'unico Paese a maggioranza cristiana dell'Asia.
L'economia filippina non dipende, come molte altre della zona, principalmente dalle esportazioni e questo le ha permesso di superare senza troppe difficoltà la crisi economica del 2008-2012. In generale è un'economia in crescita e relativamente solida grazie soprattutto alle rimesse dei filippini emigrati, cioè ai soldi che tutti coloro che vivono all'estero (circa 10 milioni di persone) inviano regolarmente ai familiari rimasti a casa. Queste rimesse rappresentano circa il 10% del PIL nazionale. Tuttavia permangono diversi problemi legati alla presenza di grandi sacche di povertà, alla grande diffusione di attività sommerse (economia in nero) e al rischio di un tracollo ambientale causato dalla deforestazione e dall'inquinamento.
Nel settore primario, che assorbe circa il 30% della popolazione attiva, l'agricoltura produce canna da zucchero, cocco (le Filippine sono tra i maggiori produttori mondiali), riso, mais, banane, ananas e mango. Nell'allevamento spicca quello dei suini e del pollame. La pesca è molto importante e diffusa.
Nel settore secondario l'industria è abbastanza diversificata ma vanno segnalati in particolare il settore farmaceutico, tessile (abbigliamento), agroalimentare (lavorazione del cocco e della canna da zucchero) e l'elettronica (assemblaggio di componenti).
Nel settore terziario, che sta crescendo rapidamente, sono importanti i servizi legati alle tecnologie dell'informazione (call center, supporto tecnico in inglese per aziende occidentali), il turismo e i servizi finanziari.